Juventus-Inter: Spalletti perfetto 58′, poi la perde in provincia con 3 errori

Luciano Spalletti

Sconfitta che fa male per come arriva, dato che a Torino l’Inter inizia alla grande, poi crolla: l’1-0 firmato Mandzukic punisce oltremodo la squadra di Spalletti, che comunque può attribuirsi più di una colpa per aver “tradito” se stesso nella lettura della partita dopo l’ottima preparazione della stessa

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Juventus: Handanovic; Vrsaljko, Skriniar, Miranda, Asamoah; Gagliardini, Brozovic, Joao Mario; Politano, Icardi, Perisic.

Juventus-Inter Formazione Ufficiale

Juventus-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Spalletti sorprende tenendo fuori de Vrij e Vecino, scegliendo l’Inter con il 4-3-3, che prevede due mezzali diversissime a sostengo del regista Brozovic. Sulle fasce tornano i due binari titolari: Vrsaljko-Politano a destra e Asamoah-Perisic a sinistra.

PRIMO TEMPO – Fin dall’inizio l’Inter è molto aggressiva e la posizione di Joao Mario crea incertezza, dato che spazia in mezzo al campo intorno a Brozovic e si alza a mo’ di trequartista per ricevere. Quando la Juventus fa manovra l’Inter si compatta in una sorta di 4-5-1, che in fase di contropiede diventa 4-1-4-1 lasciando il solo Brozovic vertice basso e tutti ad attaccare gli spazi dietro Icardi. La Juventus inverte i terzini e sposta Cristiano Ronaldo al centro per trovare margini di manovra sulle fasce dato che in mezzo l’Inter fa densità e chiude tutte le linee possibili. Al 29′ il palo di Gagliardini a colpo sicuro dopo un ottimo inserimento in area è il risultato di un’Inter che funziona. La Juventus soffre dannatamente i tagli di Politano, che da destra si accentra e sa essere letale. Con l’Inter sempre in possesso, nel finale Joao Mario staziona principalmente sulla trequarti: è un 4-2-3-1 vero e proprio. Il primo tempo termina 0-0: Inter molto meglio della Juventus, ma senza segnare.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza cambi e prosegue sullo stesso canovaccio: Juventus in difficoltà quando l’Inter prende palla e attacca, anche perché in fase difensiva non si soffre praticamente mai, ma Icardi non è rifornito come dovrebbe, anzi è lui a rifornire i compagni negli ultimi trenta metri. Al 58′ primo cambio per l’Inter: fuori Politano, dentro Borja Valero. Lo spagnolo si piazza sulla trequarti relegando Joao Mario sulla fascia destra in un 4-2-3-1 atipico. L’Inter domina a centrocampo e allarga facilmente il gioco sulle fasce, ma non concretizza in area di rigore. Al 66′ il gol di Mandzukic, che di testa anticipa Asamoah su cross di Cancelo dalla sinistra (Handanovic rivedibile in area piccola…), rompe gli equilibri della partita. Al 69′ secondo cambio per Spalletti: fuori Gagliardini, dentro Keita. Il senegalese inizia alto destra con Borja Valero e Joa Mario che di piazzano ai lati di Brozovic nel 4-3-3. Ali subito invertite: Keita va a sinistra, Perisic prova a trovare maggior fortuna a destra. Adesso l’Inter fatica perché la Juventus può gestire il vantaggio senza accelerare. Al 77′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Joao Mario, dentro Lautaro Martinez. L’argentino si piazza dietro Icardi facendo tornare l’Inter al 4-2-3-1 (come da immagine sotto allegata, ndr). La mossa porta frutti in termini di occasioni, non di precisione: Lautaro Martinez spreca la palla del pareggio, due volte. Il secondo tempo termina 1-0: sconfitta immeritata, ma cercata.

Juventus-Inter Formazione Finale

Juventus-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Dal momento che i giocatori hanno fatto il proprio dovere, pur criticando alcuni singoli per l’errore decisivo nel gol-vittoria della Juventus, per coerenza è giusto sottolineare chi è mancato maggiormente all’Inter nell’ultima mezz’ora: Spalletti. Il tecnico toscano annulla se stesso nel giro di pochi minuti, inventandosi una girandola di cambi che non ha motivo di esistere contro una Juventus più appannata della sua stella, Cristiano Ronaldo. Spalletti si consegna ad Allegri dopo un’ora di gioco ottima e il finale è noto. Provinciale.

COMMENTO – Rispetto a Roma, stavolta Spalletti prepara la partita alla perfezione, ma è la lettura a essere errata. E questo fa ancora più male. L’ottima Inter scesa in campo mette in seria difficoltà la Juventus, per tutta la prima ora di gioco, poi sparisce dal campo. Perché? Semplice, Spalletti fa il primo cambio mandando un messaggio errato a tutta la squadra: togliere Politano per Borja Valero è un autogol. L’ala italiana, senza dubbio il migliore in campo fino a quel momento, è l’unico capace di tenere basso Cancelo (costretto a cambiare fascia per provare a limitarlo…), quindi è chiaro che la doppia fase di gioco fatta da Politano è l’arma in più dell’Inter. Uscito lui, l’Inter non si trova più. Dettaglio da non trascurare: il grande errore di Spalletti non riguarda il cambio in sé, bensì la modifica della filosofia di gioco a partita in corso, quando tutto sta andando alla grande. Abbassarsi, quasi rinunciando a provare a stazionare nell’area della Juventus, porta l’Inter a prendere gol (per un errore difensivo nel triangolo Vrsaljko-Handanovic-Asamoah), ma è sull’1-0 che Spalletti dà il peggio di sé: togliere Gagliardini per Keita è fallo da ultimo uomo con rosso diretto. Perché ora non ha più senso tornare alla disposizione precedente, il danno è fatto. E dunque arriva la beffa. Se nel primo caso avrebbe avuto più senso inserire un giocatore capace di emulare Politano (chiederlo a Keita sarebbe stato troppo, rispolverare Candreva?), nel secondo caso sarebbe stato opportuno cercare di riprendere il dominio del centrocampo, ormai del tutto perso anche per la stanchezza (Brozovic corre per tre fino all’ultimo minuto). E quindi Spalletti si regala l’ultimo errore: togliere Joao Mario per Lautaro Martinez è il KO finale. L’annullamento di tutte le credenze spallettiane, che “isola” Icardi per quasi ottanta minuti e poi gli regala una spalla semplicemente per cercare il pareggio in confusione, rinunciando di fatto alla costruzione della manovra con il triplo regista in campo. Che può starci, sia chiaro, anzi, è anche dovuto vista la situazione… ma sperare nel punto della disperazione in casa della Juventus non è da Inter, che per un’ora di gioco si è imposta e avrebbe meritato più del palo colpito da Gagliardini. Di fatto l’Inter perde a Torino per il dietrofront di Spalletti, che si lascia ingolosire dal pareggio senza reti: mentalità provinciale, direbbe qualcuno. Nulla di gravissimo oggi, tutto sommato, ma fa male uguale. Adesso testa alla Champions League, dove non saranno permessi altri passi falsi: c’è da battere il PSV Eindhoven e tifare contemporaneamente Barcellona, non sarà affatto facile.

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