Biasin: “Inter, accordo verbale Marotta-Conte! Barella vicino, due motivi”

Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin, giornalista di “Libero” e noto tifoso interista, ospite negli studi di “Top Calcio 24” ha parlato anche dell’Inter: dalle possibilità di un acquisto di Nicolò Barella ai margini di manovra della proprietà Suning per arrivare all’accordo verbale tra Giuseppe Marotta e Antonio Conte nell’eventualità non remota di una separazione con Luciano Spalletti

SITUAZIONE BARELLA – Di seguito le parole di Fabrizio Biasin sul centrocampista della Nazionale Italiana: «Nicolò Barella piace all’Inter come a tante altre squadre. Io credo che una serie di incontri o accordi siano già stati fatti, però fino a quando non c’è il nero su bianco e il giocatore non è ad Appiano Gentile non si può dire niente soprattutto perché ogni partita che passa Tommaso Giulini (Presidente del Cagliari, ndr) fa il suo gioco e prova ad alzare il prezzo. A proposito del prezzo, secondo me è già gonfiato all’inverosimile, si parla di offerte da 50 milioni rifiutate. Ora bisogna vedere se ci sono accordi che vadano anche oltre la parola, io credo che alla fine lo vedremo a Milano per sua volontà soprattutto perché credo che abbia desiderio di venire a giocare all’Inter. Questa però è una mia sensazione, non ho grandissimi riscontri da questo punto di vista: so che già un anno fa si son fatte delle chiacchiere e che lui, anche se non lo dice, è tifoso interista e questa cosa può aiutare. Inoltre ha lo stesso procuratore di Radja Nainggolan (Alessandro Beltrami, ndr), insomma ci sono tante buone possibilità di vederlo a Milano. Poi magari arriva il Chelsea di turno e offre il doppio, allora aspettiamo e vediamo. Mi dispiace che non ci si sia arrivati qualche anno fa quando giocava nel Como, adesso è un po’ caro».

LUNGA VITA A SUNING – Biasin poi spiega la situazione dei margini di investimento della proprietà nerazzurra: «Errore clamoroso fare un parallelo tra Massimo Moratti e Zhang, sono due storie completamente diverse. Un tempo c’era il mecenate che investiva con i tanti soldi che poteva spendere, ormai non c’è più nessuno che butta via i soldi. Per questo Zhang sta lavorando per aumentare il fatturato e le possibilità di investire senza dover andare a chiedere alla proprietà. Sceicchi a parte, con Manchester City e Paris Saint-Germain che sono due storie molto particolari, nessuno più prende 100 milioni e li butta sul piatto. Dobbiamo semplicemente sperare che Zhang vada avanti a fare quello che sta facendo perché l’Inter potrà spendere solo i suoi soldi e quello che sarà riuscita a creare, quindi lunga vita a Suning e lunga vita alla politica del passo alla volta: la politica del tutto e subito non ha mai portato da nessuna parte. Io sono convinto che da giugno l’Inter riuscirà a prendere dei giocatori di prima fascia, non perché c’è l’azionista ma perché si è creata le condizioni per poterlo fare».

DIREZIONE CONTE – Infine il punto sulla questione allenatore collegata anche a quella dei Campioni d’Italia: «Ero convinto che la Juventus avesse un accordo con Zinedine Zidane dall’estate scorsa ma evidentemente mi sbagliavo, il suo ritorno al Real Madrid mi ha spiazzato e adesso faccio fatica a immaginare un’altra scelta. Non sono più così convinto che i bianconeri vadano verso un addio con Massimiliano Allegri. Sull’Inter il discorso è ancora più semplice: Giuseppe Marotta è arrivato a metà stagione ritrovandosi un materiale tecnico che non ha scelto lui: allenatore, direttore sportivo, giocatori. Vorrà dare la sua impronta, anche in panchina! Lui si trova benissimo con Luciano Spalletti ma è chiaro che nel tentativo di fare un salto in avanti nella testa di Marotta c’è la volontà di consegnare la squadra a uno dei suoi tecnici, secondo me ad Antonio Conte con il quale una chiacchierata se l’è già fatta e c’è un accordo sulla parola. Non significa niente, trovare l’accordo sotto tutti i punti di vista è un altro conto. Poi Spalletti sta facendo il suo bel percorso, mancano dieci partite e vediamo dove riesce ad arrivare in campionato per dimostrare di arrivare serenamente al terzo posto nonostante potesse fare meglio in Europa League soprattutto. Marotta, a prescindere dalla sua volontà che secondo me è quella di consegnare l’Inter a Conte, deve andare dalla proprietà e fare due calcoli sui venti milioni del costo di Spalletti a meno che non si trovi un accordo con lui. Magari ne han parlato l’altro giorno visto che si son trovati. La mia sensazione è che comunque si arriverà a un cambio in panchina».

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