Conte: “Chelsea sempre nel mio cuore. Diego Costa? Ecco come andò”

Antonio Conte Inter

Nella seconda parte della lunga intervista concessa da Antonio Conte al Telegraph (CLICCA QUI per la prima parte) l’attuale allenatore dell’Inter si è concentrato sulla sua esperienza in Premier League sulla panchina del Chelsea

IL RAPPORTO CON DIEGO COSTA – Conte fu protagonista di un tormentato rapporto con Diego Costa e l’intervista è l’occasione per ribadire la sua versione dei fatti: «Non voglio parlare male di cosa è successo con un giocatore in un club che ho allenato. E’ giusto conservare dei bei ricordi e preferisco conservare bei ricordi anche di Diego Costa perché abbiamo vinto assieme in una stagione incredibile. Di sicuro la verità la conosciamo io, il giocatore, il suo agente e il club. Sappiamo quante volte ha chiesto di andare via. Voglio avere giocatori concentrati sulla mia squadra e non considerare la mia squadra una seconda scelta, la mia squadra deve essere la prima scelta. E’ stata una stagione incredibile e ho gestito, insieme al club, la situazione di Diego Costa nel migliore dei modi. La verità alla fine era solo che il giocatore voleva andare all’Atletico Madrid o in Cina per prendere più soldi».

I BEI RICORDI – Conte parla dei bei ricordi che gli sono rimasti dell’esperienza al Chelsea: «Stamford Bridge avrà sempre un posto nel mio cuore. Sono stati due anni che ho vissuto con grande intensità e fin dal primo giorno ho sentito che i tifosi erano dalla mia parte. Vincere al primo anno è stato incredibile, l’anno prima il Chelsea era finto decimo e il nostro mercato non era stato importante. Volevo Kanté ed è stato un acquisto incredibile. Abbiamo comprato Marcos Alonso che giocava con la Fiorentina e non tutto il club era dalla mia parte in questo acquisto. Avevamo preso anche David Luiz che aveva problemi col Chelsea. Non avevamo fatto un calciomercato importante, ma in quella stagione abbiamo vinto il titolo e giocato la finale di FA Cup contro l’Arsenal. Penso che quel periodo sia stato un incredibile successo per me, i giocatori e la società. Sono felice di aver lasciato un’eredità, il calcio è sempre in evoluzione ed è importante per un allenatore trovare nuove soluzioni e vedere altri allenatori e derubarli di qualche idea. Giocare a tre dietro non era un problema, ma quando Van Gaal ci provò col Manchester United c’erano molte critiche nei suo confronti».

LA FINE – Conte ricorda come finì quell’esperienza senza nascondere un pizzico di rammarico: «Essere l’allenatore del Chelsea non è semplice. C’è grande pressione soprattutto dall’esterno, ma è stato un dispiacere interrompere dopo solo due stagioni perché c’era un legame con tifosi e giocatori. A volte puoi essere d’accordo perché i risultati sono negativi e a volte non capisci il perché, ma devi accettarlo. Conservo bei ricordi con il Chelsea, il club, con Abramovich che è un uomo con una grande passione per il calcio. Nella mia prima stagione mi era molto vicino, mi chiedeva delle mie idee di calcio. Molte volte è venuto al campo di allenamento per incontrarmi e voleva vedere dei video sulla nostra preparazione, su come volevamo affrontare l’avversario. Nella mia carriera è stato uno degli uomini più appassionati di calcio abbia mai incontrato e conservo bei ricordi su di lui e sul club, uno dei più importanti al mondo».

fonte: telegraph.co.uk

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