Zanetti: “Maradona? Una volta lo trovai appoggiato al semaforo a Milano!”

Javier Zanetti

Zanetti è intervenuto in collegamento nel canale Twitch di Vieri. Il vice president dell’Inter ha dato il suo ricordo particolare su Maradona, scomparso mercoledì, ricordando alcuni episodi curiosi che ha vissuto assieme al Pibe de Oro.

IL RICORDOJavier Zanetti celebra Diego Armando Maradona: «Io personalmente sono cresciuto con lui. Quando avevo dodici anni ho visto vincere i Mondiali in Messico nel 1986. Quando vincevamo nel mio quartiere tutti andavano a festeggiare, e dopo quando l’ho conosciuto era una persona speciale: quando ti parlava tu sentivi qualcosa di speciale. C’è una grande tristezza, anche perché Diego ci aveva abituati che quando gli capitava una difficoltà si riprendeva. Quando è successo quello che è successo io stavo guardando proprio la TV argentina: dicono che aveva avuto un malore e pensavamo si riprendesse. Sinceramente è una mancanza fortissima».

SUO GIOCATORE – Zanetti ricorda Maradona CT dell’Argentina: «Giochiamo una partita amichevole con la Francia. Io vengo convocato, ci ritroviamo nel corridoio dell’albergo, mi salta addosso, mi abbraccia e mi dice che domani avremmo dovuto vincere. Per lui non c’erano partite amichevoli con l’Argentina, era una cosa che succedeva sempre. Lui in ritiro, mi era capitato con Nicolas Burdisso in camera, entrava e si metteva a parlare con noi. Mi chiedeva dell’Inter, gli piaceva parlare di calcio e raccontare le sue esperienze».

OSPITE – Zanetti racconta un episodio curioso: «Una volta mi chiama, viene a Milano a vedere una partita dell’Inter. Dopo la partita io torno a casa, lui era con Kily Gonzalez e Julio Cruz: mi chiama la sera e mi dice che voleva andare a mangiare al mio ristorante. Io avviso la famiglia, arriviamo e c’era tutto pronto e preparato ma lui non c’era. Mi chiama e mi dice che era incazzato perché l’autista non trovava il ristorante. Era a un chilometro da me, allora lo vado a prendere: era in piedi, appoggiato a un semaforo a Milano. Sale sulla mia macchina, era incazzato come una bestia: non è voluto andare con l’autista!»

DAL NULLA – Zanetti ha anche altri aneddoti: «Una volta feci una partita della mia fondazione alla Bombonera, con quarantamila persone. E, all’improvviso, arriva Diego alla Bombonera: non ne sapevo niente! Si mette le scarpe e gioca, questo era Diego. Stiamo parlando di Maradona: lui aveva questi gesti di semplicità che ti facevano sentire bene».

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