Roma-Inter: Conte si consegna a Fonseca per 18′ con cambi autolesionisti

Antonio Conte Inter

Roma-Inter è una doccia fredda perché la partita si divide in tre parti. La prima (1-0) per rimontare, la seconda (1-2) per difendere e la terza (2-2) per evitare il tracollo. I gol di Skriniar e Hakimi illudono Conte, che nell’ultimissima parte di gara effettua una tripla sostituzione sanguinosa per le ambizioni nerazzurre da tre punti. Ecco l’analisi tattica di Roma-Inter

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare la Roma in Serie A: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Vidal, Darmian; Lukaku, Lautaro Martinez.

Roma-Inter formazione ufficiale

Roma-Inter formazione ufficiale

MODULO – Ancora 3-5-2 per l’Inter, che ritrova Lukaku dall’inizio. La novità è Darmian schierato titolare largo a sinistra, dove dovrebbe conferire più attenzione difensiva rispetto a Young e Perisic.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Nel primo quarto d’ora l’Inter spreca di tutto sotto porta, non sfruttando i regali difensivi della Roma. Al 18′ Pellegrini da fuori area brucia Handanovic, immobile sulla sua destra. Da segnalare la deviazione di Bastoni, ma soprattutto il contrasto perso da Barella che dà vita al contropiede giallorosso. L’Inter non vince un duello in nessuno reparto: Smalling annulla Lukaku e Dzeko porta a spasso de Vrij. Perfino Spinazzola fa meglio di Hakimi per lunghi tratti. In mezzo al campo non c’è partita. Al 34′ primo cambio obbligato per Conte: fuori Darmian (infortunato), dentro Young. Non cambia nulla a livello tattico. Inter pericolosa solo in verticale, senza allargare il gioco. Al 39′ Lautaro Martinez segna in fuorigioco su sponda aerea di Lukaku, giusto annullare. Il primo tempo termina 1-0: Roma cinica, Inter no.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con lo stesso undici di fine primo tempo. L’Inter domina ma non concretizza nessuna occasione da gol. Troppi gli errori sotto porta e spesso anche nella manovra. Al 56′ Skriniar di testa sovrasta tutti e pareggia su corner battuto da Brozovic. Il gol dà ancora più fiducia alla squadra di Conte, che finalmente si mostra carica e rapida nei fraseggi. Al 63′ gol clamoroso di Hakimi, che rientra sul mancino e la piazza sotto l’incrocio dei pali, su suggerimento del solito Brozovic. Lukaku fa reparto da solo – davvero solo contro tutti -, anche dietro la linea di centrocampo. Al 77′ secondo cambio per l’Inter: fuori Lautaro Martinez, dentro Perisic. Il croato agisce alla sinistra di Lukaku. L’assetto ora è molto più difensivo ma anche disordinato. All’82’ doppio cambio finale per Conte: fuori Hakimi e Vidal, dentro Kolarov e Gagliardini. Il serbo agisce da esterno sinistro a tutta fascia, Young viene dirottato a destra. Inter troppo schiacciata, rischia troppo su ogni cross e pallone in area. All’86’ Mancini segna di testa sovrastando Skriniar su cross dalla destra, Handanovic battuto di nuovo nell’angolino. Assedio giallorosso nel finale, Inter incapace di rispondere. Il secondo tempo termina 2-2: ottimo inizio e pessimo finale, cambi decisivi in negativo.

Roma-Inter formazione finale

Roma-Inter formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Un’altra prestazione da dimenticare, adesso iniziano a essere davvero troppe: Vidal. Non causa rigori né si fa espellere, ma sbaglia tutto ciò che può sbagliare. Tanto in fase difensiva quanto in fase offensiva. Soprattutto quest’ultima. Lisci e svirgolate sono diventati i pezzi forte della partita-tipo del centrocampista cileno. L’impegno probabilmente non manca, rispetto alle ultime uscite, ma è davvero troppo poco. Se la reazione è questa, bisogna cominciare a pensare a un piano B a livello tecnico-tattico. Irriconoscibile.

COMMENTO – Altri due punti persi per questioni che con il campo hanno poco a che fare. Conte va allo scontro con la società solo nel post-partita, lamentando la rosa corta e i cambi obbligati. In realtà i cambi non sono così obbligati, perché è il tecnico a scegliere le “staffette conservative” anziché cambiare assetto alla propria squadra. L’Inter inizia con il 3-5-2 che è quasi un 3-4-3 e chiude con il 3-5-2 che è praticamente un 5-4-1. Il 2-2 alla fine è anche un buon punto, perché fosse arrivato il 3-2 non ci sarebbe stato nulla da dire. L’assedio finale è cercato. Inter troppo schiacciata nella propria metà campo contro una Roma che, tecnicamente, è sempre superiore. Le sostituzioni di Conte rimettono in partita Fonseca, che fino all’77’ si preoccupa più di non subire l’1-3 anziché trovare il 2-2. L’Inter soffre drammaticamente negli ultimi 20′ dopo aver trovato il vantaggio e, nello specifico, dopo il doppio cambio a 8′ (più 5′ di recupero) dalla fine non gioca più. I nuovi innesti (Perisic, Gagliardini e Kolarov) nemmeno vedono la palla. Gioca solo la Roma. Se ci si aspettava una reazione dopo il KO di Genova, questa si ferma alla lettura della partita da parte di Conte. Evidentemente schierare Sensi, Eriksen e/o Sanchez non è contemplato. Problemi fisici? Comportamentali? Personali? Chissà. Chi gioca, comunque, non è poi così “funzionale” a far portare a casa tre punti importantissimi. Le colpe di Conte ci sono e sono evidenti. Quelli della società anche, ma si finge di non vederle. Altro che mercato di riparazione. Finché in casa Inter non si farà chiarezza su tutti i punti rimasti in stand-by, sarà impossibile compattare l’ambiente e lottare per qualcosa di importante. Lo scudetto resta alla portata (ma attenzione al quarto posto). Tra Fiorentina (Coppa Italia) e Juventus (Serie A) bisognerà dimostralo, sebbene oggi sembri che più di uno abbia perso di vista l’obiettivo vittoria.

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