Barella: «Europa League, la finale una delusione. Cagliari un emozione»

Nicolò Barella Inter-Pisa

Barella, centrocampista dell’Inter, intervistato da “DAZN” durante “Linea Diletta” ha parlato della sua esperienza all’Inter e dell’aiuto di Antonio Conte, delle sue origini e degli incontri con Gianfranco Zola e Gigi Riva.

ALL’INTERBarella, intervistato su DAZN durante “Linea Diletta”, ha iniziato parlato della sua esperienza all’Inter e di Antonio Conte: «Io speaker radiofonico un giorno? Spero di giocare ancora un altro po’ (ride, ndr). Il soprannome “radiolina”? Me lo hanno dato i “vecchi” del Cagliari come Marco Sau, perché parlavo poco e poi piano piano ho iniziato a parlare e mi hanno soprannominato così. Io molto metodico? Il mister mi ha aiutato tanto in questo. Prima ero più “spirito libero” ora il mister mi ha dato tanti consigli e mi ha aiutato a essere più ordinato, scegliere i momenti e giocando con grandi campioni io sono uno che studia molto in campo e vedendo anche gli altri ho preso le cose migliori e farle mie».

GLI INIZI – Barella parla in particolare della sua carriera e delle sue prime esperienze a Cagliari: «Io ho iniziato a tre anni e mezzo a giocare a calcio. Mi ricordo che ascoltavo sempre l’allenatore e mio padre ha capito che era la mia strada. A quattordici anni ho capito che forse ero un po’ più bravino degli altri e potevo fare qualcosa. Conobbi Gigi Riva a diciotto anni, mi invitarono all’anniversario della scuola calcio, mi ha fatto i complimenti dicendomi che mi seguiva sempre e che avevo qualcosa in più degli altri. La fascia da capitano col Cagliari è stata una grande soddisfazione. L’ho rubato a Murru che è anche un mio grande amico e di stanza al Cagliari e spesso abbiamo scherzato su questo. Mi sentivo quasi invincibile!».

CON ZOLA – Barella racconta del suo ex allenatore Gianfranco Zola e delle sue origini: «Sono molto legato a Zola, è stato anche il mio allenatore. Mi ha fatto anche esordire e gli devo tanto. È stata la persona più umiche che ho mai conosciuto nel mondo del calcio. Sangue sardo nelle mie vene? Sono abbastanza orgoglioso di essere sardo. Siamo una squadra internazionale e non so se tutti sanno come siamo noi sardi, però io con il mio atteggiamento mi sento abbastanza sardo (ride, ndr). Spero che la gente apprezzi il mio modo di essere. ».

MOMENTI DIVERSI – Barella torna a parlare di Inter e in particolare della finale di Europa League, ma anche il gol realizzato contro il Cagliari: «Finale di Europa League? Ad oggi è stata la più grande delusione da quando gioco a calcio. Non voglio più rivivere quel momento, vorrei alzarla. Penso che siamo stati tanto tempo insieme, un ritiro lungo lontano dalle nostre famiglie, meritavamo un finale diverso. Segnare al Cagliari è stato strano, è stato un momento strano perché ero contento e dispiaciuto. Ho chiesto scusa subito e mi sono un po’ emozionato».

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