Pardo: «Lukaku non decisivo? Leggenda, ieri ha salvato l’Inter»

Pierluigi Pardo

Pierluigi Pardo, intervenuto come di consueto ai microfoni di “Tutti Convocati” sulle frequenze di “Radio 24”, ha ribadito ancora una volta la sua grande stima per Romelu Lukaku dopo il gol segnato ieri contro la Fiorentina che ha portato l’Inter ai quarti di finale di Coppa Italia

LUKAKU DECISIVO – Pardo smonta la tesi che Lukaku non sia decisivo nei momenti che contano: «Aspettiamo un comunicato ufficiale dei bimbi di Lukaku che sottolinea quanto tutti sappiamo, che Lukaku non segna mai gol importanti (ride ndr.). Ieri l’ennesimo. Ha anche i suoi margini di miglioramento, ma è una boutade dire che non sia decisivo. Ieri ha fatto un gol che ha salvato l’Inter, ai rigori poteva finire in qualsiasi modo e un’altra eliminazione dalle Coppe sarebbe stata pesante. Oggi tutti avrebbero fatto il processo all’Inter, questo problema lo ha risolto Lukaku. Dire che non è decisivo è una leggenda metropolitana del tutto sbagliata»

LUKAKU ED ERIKSEN – Pardo continua il suo discorso inserendo anche Eriksen: «Può sbagliare qualche partita come tutti gli attaccanti. Lui è stato accolto da una parte dell’opinione pubblica come il giocatore a cui manca sempre qualcosa. Qualche partita decisiva l’ha anche sbagliata più o meno come capita a tutti i grandi attaccanti. Su Eriksen bisognerà capire quando Conte si renderà Conto che serve veramente questo piano B. Va benissimo puntare su un’indicazione di partenza che ha scelto per l’Inter, ma in una stagione così complicata serve avere qualche soluzione alternativa, visto che il talento non gli manca»

LA CESSIONE – Pardo completa il suo intervento con la possibile cessione dell’Inter: «Quello che conosciamo è il valore dell’Inter, del marchio Inter. Avere una società che va sempre bene, storica, solida, con managerialità e radicamento nel territorio è il massimo, è quello che ha fatto la Juventus, avere un management che sia ancora tifoso è il massimo. Se andiamo a vedere però a livello europeo ci sono società come PSG, City, che da un’internazionalizzazione hanno ricavato giovamento e l’Inter da quando è stata internazionalizzata è cresciuta. Deve tornare a vincere, ma in questo momento ha dei costi, ingaggi, investimenti da squadra che deve vincere. Non c’è stato nessun ridimensionamento e non credo che ci sarà. Poi chiaro che questa può essere vista come una turbolenza o una complessità. Ci sono nel nostro calcio squadre in difficoltà economica, ma questa mi sembra un’altra situazione. In un contesto strategico che si scontra con una crisi mondiale e con le strategie di gruppi che vengono dall’altra parte del mondo può venire fuori di tutto, anche una cosa migliore»

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