Inter-Milan: Conte azzarda dietro ma cambia in tempo, dominio totale dal 1′

Conte - Copyright Inter-News.it, foto Tommaso Fimiano

Inter-Milan non è mai una partita normale ma stavolta si è andato oltre. Restando solo sul tema calcistico, il 2-1 in rimonta firmato Lukaku su rigore ed Eriksen su punizione è un ottimo biglietto da visita anche per il campionato. Conte ringrazia i suoi battitori e va avanti in Coppa Italia, ma è tutta la squadra a sorprendere. Decisiva anche l’espulsione di Ibrahimovic, che accelera (o meglio, stimola…) il cambio modulo. Ecco l’analisi tattica di Inter-Milan

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Milan in Coppa Italia: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Kolarov; Darmian, Barella, Brozovic, Vidal, Perisic; Lukaku, Sanchez.

Inter-Milan formazione iniziale

Inter-Milan formazione iniziale

MODULO – Il turnover non riesce a essere protagonista per l’Inter versione Coppa Italia. Il 3-5-2 viene confermato, cambiando però entrambi gli esterni. Maggiore qualità nei reparti centrali.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Inter subito rapida e aggressiva, attacca con gli esterni a completo supporto delle punte. I movimenti di Sanchez creano scompiglio tra le maglie della difesa rossonera e lo sa bene Kjaer (costretto a uscire), ma gli manca l’ultima giocata. Buona la ripartenza dal basso e la spinta degli esterni, meno concreto il filtro a centrocampo. Tra tutti, Vidal appare appannato. Al 31′ Ibrahimovic entra in area e in diagonale non lascia scampo ad Handanovic con un palo-rete, non prima di aver fatto passare la palla sotto le gambe di Kolarov, tutt’altro che asfissiante nella marcatura. Lo svantaggio non fa cambiare l’atteggiamento nerazzurro, sempre votato alla fase offensiva. Qualche imprecisione di troppo e nervosismo esasperato, che sfocia nel vergognoso scontro tra Ibrahimovic e Lukaku (che tratteremo altrove, ndr). Il primo tempo termina 0-1: Inter come al solito punita al primo errore difensivo, pur giocando meglio di un Milan incerottato.

SECONDO TEMPO – Nell’intervallo primo cambio per Conte: fuori Darmian, dentro Hakimi. Forze fesche a destra, dopo la brutta prova dell’ex rossonero. Si riparte con il dominio territoriale dell’Inter, che costruisce azioni su azioni senza riuscire a sfondare il muro di Tatarusanu. L’episodio che cambia la partita avviene al 58′: espulso Ibrahimovic, che lascia il Milan in dieci per doppio giallo. Solo Inter in campo, ovviamente anche più di prima. Forse aumenta la frenesia alla ricerca del pareggio ma tatticamente è tutto molto ordinato. Al 67′ secondo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Lautaro Martinez. L’argentino si posiziona alla sinistra di Lukaku con Sanchez alle spalle. Conte passa al 4-3-1-2, arretrando Hakimi in difesa. Al 70′ il VAR corregge l’arbitro e permette l’assegnazione del rigore per atterramento di Barella in area da parte di Rafael Leao e al 71′ Lukaku spiazza Tatarusanu dal dischetto, tra l’altro colpendo pure la traversa. Assedio dell’Inter nella trequarti del Milan, dove riesce a sfondare tanto da destra quanto da sinistra. E centralmente, visto che finalmente inizia a essere incisivo anche Vidal. Migliora il gioco sulle fasce grazie alla spinta dei terzini Hakimi e Kolarov, quest’ultimo rigenerato nel suo storico ruolo. All’88 terzo cambio per Conte: fuori Brozovic, dentro Eriksen. Cambio in regia. Il danese è immediatamente in gara, dettando tempi e giocate. Al 92′ quarto cambio per l’Inter: fuori Kolarov, dentro Young. Staffetta finale a sinistra (come da immagine sotto allegata, ndr). Partita a senso unico dall’inizio ma per vincere serve la perla: al 97′ Eriksen con il destro la mette nel sette su punizione diretta. Il secondo tempo termina 2-1: servono due calci da fermo per ribaltarla sì, anche se resta di livello altissimo la prestazione offerta fin dall’inizio.

Inter-Milan formazione finale

Inter-Milan formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Difficile trovare un solo giocatore-simbolo nella rimonta, e allora diamo i meriti a chi guida tutti dalla panchina: Conte. Non ci sarà in campionato per due giornate causa squalifica post-Udine, ma in Coppa Italia fa la voce grossa. Non esagera nel turnover, anzi. Prepara benissimo la partita e non perde troppo tempo per cambiare il modulo, che è il modo per mettere KO il Milan in dieci. La mossa vincente è Eriksen, sebbene sia tutto un po’ troppo romanzato per poter approfondire tatticamente i suoi 12′ di gloria. Un “aiuto” a Pioli e Ibrahimovic viene dato, come dimostrato dallo 0-1. Ma il tecnico interista è bravo a trasformare il punto debole in un punto di forza. Viene sempre criticato perché non cambia mai, stavolta non sbaglia nulla. Trasformista.

COMMENTO – La scelta Kolarov terzo di sinistra non paga. Come all’andata in campionato. Il gol è un regalo a Ibrahimovic. Poi il serbo cresce, perché sia tecnicamente sia tatticamente è protagonista di una partita di livello. E quando Conte cambia modulo, passando dalla difesa a tre a quella a quattro, si esalta. Non un dettaglio da poco. Certo, l’espulsione di Ibrahimovic ha fornito l’assist giusto a Conte per cambiare modulo, ma era così sicuro che lo cogliesse? In dieci contro undici non c’è stata partita, ma nemmeno undici contro undici. Il dominio nerazzurro, che va dal possesso palla alla quantità di azioni da gol costruite (Tatarusanu migliore in campo), è stato esagerato. Esagerato considerando l’avversario, primo in Serie A proprio in virtù del derby vinto a ottobre. Handanovic ha preso gol al primo e praticamente unico tiro in porta ricevuto. Il Milan di Pioli è scomparso dal campo mentre l’Inter di Conte ha continuato a macinare chilometri, manovra e tiri (da rivedere la percentuale realizzativa…). Le sostituzioni hanno aiutato, proprio perché la rosa a disposizione di Conte era (ed è) superiore nei primi ricambi, quando a disposizione… Ma è Eriksen da fermo a decidere la partita. Probabilmente l’Inter non sarebbe riuscita a segnare diversamente e questo è un demerito per una squadra che domina ma segna dopo l’ennesimo tentativo. Tornando agli aspetti tattici, Conte ha effettuato nei tempi giusti sia le sostituzioni sia il cambio modulo, togliendo ogni margine di recupero a Pioli. Non ci sarebbe stata contromossa valida. Tra qualche ora l’Inter scoprirà la sua avversaria nella semifinale in sfida doppia. Juventus o SPAL le candidate… Insomma, tocca aspettare. Ciò che non serve aspettare è il mercato, che non potrà più essere aperto. Eriksen resta e non esce più nessuno. Nemmeno Pinamonti, visto che Lukaku dovrebbe/potrebbe riposare un po’ dopo il vergognoso scambio di “idee” con Ibrahimovic. Conte è riuscito a compattare il gruppo Inter nel periodo più difficile della recente storia nerazzurra e non solo, ora la Coppa Italia deve essere un obiettivo. E anche lo Scudetto, soprattutto se nel derby di ritorno viene concesso il bis al Milan.

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