
Quella dell’Inter a Roma può essere classifica come una piccola impresa: il quarto posto non vale uno scudetto, ma in questo caso riporta i nerazzurri in Champions nonostante la classifica dica 72 punti per entrambe. A fare la differenza è proprio lo scontro diretto dunque: nel 2-3 finale è fondamentale la firma di Vecino, che completa la rimonta parziale di D’Ambrosio e Icardi (capocannoniere della Serie A insieme a Immobile a quota 29 gol)
FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Lazio: Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Vecino, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi.
MODULO – Nessuna sorpresa per l’ultima Inter stagionale, che chiude con il 4-2-3-1: Skriniar torna sul centro-destra grazie al rientro di Miranda in difesa, per il resto è confermata in blocco la squadra uscita malamente sconfitta da San Siro contro il Sassuolo.
PRIMO TEMPO – L’impatto iniziale dell’Inter è quello della squadra che vuole fare la partita costruendo da dietro, dominando fisicamente e tecnicamente in mezzo al campo, e sfruttando la qualità offensiva a disposizione, peccato che l’illusione duri meno di cinque minuti, perché poi la Lazio prende subito le misure e trova il punto debole nerazzurro. Al 9′ la Lazio va in vantaggio con lo sfortunato autogol di Perisic su tiro completamente svirgolato da Marusic, che colpisce in pieno volto il croato e vede la palla finire alle spalle di Handanovic, posizionato sull’altro lato della porta. Si percepisce del caos in mezzo al campo: i tre centrocampisti si sovrappongono male e non tengono la propria posizione, così si crea un clamoroso buco sul centro-sinistra in cui l’Inter viene costantemente attaccata, principalmente da Marusic su D’Ambrosio. Al 25′ un palo assurdo di Milinkovic-Savic su punizione grazia Handanovic, ma ancora una volta la falla è sul centro-sinistra, luogo in cui avviene il fallo a limite dell’area. Spalletti cambia assetto: si passa al 3-4-2-1 con la difesa che si posiziona a tre, Cancelo avanza a centrocampo dove Candreva scala spostandosi a sinistra, mentre Rafinha-Perisic agiscono alle spalle di Icardi. Al 29′ l’Inter pareggia in mischia con un’acrobazia di D’Ambrosio sulla linea di porta sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Brozovic. Viene modificata l’impostazione della manovra, ma si fatica ugualmente a costruire gioco. Al 41′ la Lazio punisce l’Inter in contropiede con Felipe Anderson, che buca un impassibile Handanovic dopo essere stato inseguito a vuoto da Candreva e D’Ambrosio, che non intervengono sul brasiliano. Il primo tempo termina 2-1: Lazio cinica, Inter distratta.
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza cambi, ma dopo un quarto d’ora è chiaro che con Candreva a sinistra non si otterrà nulla vista l’inconcludenza di ogni singola giocata. Al 61′ arriva il primo cambio: fuori Candreva, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano si posiziona sul centro-sinistra dietro Icardi, mentre Perisic scala largo a sinistra a tutta fascia. La voglia di cercare il pareggio c’è, ma manca la qualità nelle giocate. Al 68′ arriva il secondo cambio: fuori Rafinha, dentro Karamoh. Il francesco agisce sul centro-destra di fianco a Eder e inizia a creare più densità sulla trequarti, abbandonando quasi definitivamente l’idea del tridente offensivo largo sulle fasce. Al 72′ l’arbitro Rocchi attraverso il VAR toglie un rigore assegnato in precedenza all’Inter per un tocco di mano di Milinkovic-Savic in area, facendo capire che non è proprio serata, ma… al 77′ de Vrij atterra in area Icardi, che al 78′ su rigore non sbaglia il gol del 2-2! Gran giocata dell’argentino, che con un movimento manda in blackout l’olandese, che non ha colpe visto che fa tutto (male) Strakosha, coadiuvato dagli altri due difensori e dai centrocampisti. Al 79′ la Lazio rimane in dieci per l’espulsione di Lulic, che si becca il giallo da già ammonito. Al 81′ arriva il terzo cambio: fuori D’Ambrosio, dentro Ranocchia. Nemmeno il tempo di sistemare la difesa – con Miranda che scala sul centro-sinistra per fare spazio all’italiano in mezzo – che al 82′ Vecino segna il 2-3 svettando di testa sul calcio d’angolo battuto dal solito Brozovic. Trovato il vantaggio, l’Inter avrebbe la possibilità di segnare il quarto gol, ma si preoccupa più di difendere il risultato dagli ultimi disordinati attacchi della Lazio. Il secondo tempo termina 2-3: l’Inter batte la Lazio e torna in Champions!
PROTAGONISTA – Non si può parlare di migliore vista la prestazione offerta dai singoli più in vista, pertanto è giustissimo parlare solo di “protagonista”, che non può che essere chi piazza la firma decisiva: Vecino. Il centrocampista uruguayano inizia in bello stile, facendo subito vedere le sue qualità: interdizione e fisicità in mezzo al campo a creare densità, strappo con inserimento sulla trequarti a creare superiorità. Poi però, per i restanti 75′, sbaglia tutti i movimenti e i palloni possibili, fino al colpo di testa decisivo per il gol del 2-3. Decisivo, appunto. Decisivo.
COMMENTO – La vittoria contro la Lazio è paradossale per un solo motivo: a deciderla sono praticamente i peggiori in campo. A parte Handanovic (immobile… su entrambi i gol della Lazio, ma sul primo l’autogol di Perisic è assurdo) e Candreva che ormai sono incommentabili, solo Rafinha delude le aspettative in tutto e per tutto, visto che D’Ambrosio (primo gol), Icardi (rigore procurato e secondo gol), Vecino (terzo gol) e Brozovic (praticamente due assist vincenti da calcio d’angolo, anche se nel gol di D’Ambrosio è il terzino a inventarsi una giocata inaspettata) si riscattano con la firma nelle azioni-chiave dopo una partita indegna quasi per tutta la sua durata. Ma si accetta di buon grado anche questa cosa, soprattutto considerando le tempistiche: Spalletti ha saputo modificare per ottenere l’1-1, ma soprattutto far mantenere l’1-2 alla ricerca del 2-2 cambiando nel momento giusto per la zampata del 2-3 senza stravolgere tutto per frenesia. Insomma: Spalletti ha avuto pazienza, credendo nella bontà suo lavoro. Obiettivo raggiunto dopo tanta sofferenza e con tanto orgoglio, non bisogna davvero aggiungere altro stavolta: il quarto posto che significa ritorno in Champions League è finalmente realtà, grazie a tutti (Zenga compreso)!
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