Brozovic, l’urlo al termine di Inter-Milan: «Semifinale!»

Brozovic - Copyright Inter-News.it, foto Tommaso Fimiano

Marcelo Brozovic festeggia la vittoria al termine di Inter-Milan e la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia.

AVANTI TUTTAMarcelo Brozovic è per l’ennesima volta protagonista silenzioso, anche in Inter-Milan. Per 88 minuti guida la regia della squadra, prima di lasciare il posto a Christian Eriksen. Il danese si rivelerà l’uomo più decisivo, ma il bene comune viene prima di tutto. E a fine gara anche il croato si aggiunge all’esultanza per la semifinale di Coppa Italia raggiunta.

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Lukaku, altro gol in Inter-Milan ma il belga non bada ai primati personali

Lukaku - Inter-Milan Coppa Italia - Copyright Inter-news.it - Foto Tommaso Fimiano

Romelu Lukaku trova il suo quarto gol consecutivo, in altrettante sfide tra Inter e Milan. Ecco la sua esultanza a fine gara.

PROTAGONISTARomelu Lukaku è uno dei principali protagonisti di Inter-Milan. Non è il principale solo perché Christian Eriksen trova una magia al 97′. Il diverbio tra il belga e Zlatan Ibrahimovic, a fine primo tempo, rischia di distrarre l’attaccante nerazzurro. Che invece torna in campo nella ripresa e dimostra di aver chiuso in un cassetto quell’episodio. E al 71′ trasforma il rigore che vale il pareggio. E che per lui significa il quarto gol consecutivo, in altrettanti derby disputati. Numeri e statistiche non sfiorano nemmeno Lukaku, che a fine gara preferisce esultare (ancora) con la squadra.

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— R.Lukaku Bolingoli9 (@RomeluLukaku9) January 26, 2021

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Moviola Inter-Milan: Valeri, rigore netto! Ibrahimovic paga l’eccesso

Inter-Milan-Coppa-Italia-Moviola

Inter-Milan ha avuto Paolo Valeri (poi sostituito per infortunio da Daniele Chiffi) come arbitro della partita: questa la moviola dell’incontro valido per i quarti di finale di Coppa Italia 2020-2021 e finito 2-1. Di seguito la valutazione del fischietto della sezione di Roma 2 (e di quello di Padova), dei suoi assistenti e degli addetti al VAR.

MOVIOLA INTER-MILAN, PRIMO TEMPOPaolo Valeri voto 5, Daniele Chiffi voto 6.5. Succede poche volte, ma stasera si è visto anche un cambio di arbitro. Per il primo, sfortunato nell’infortunio, tantissimo da gestire (non benissimo). Al 13′ Zlatan Ibrahimovic impatta un cross di Rafael Leao più con la parte alta del braccio che con la spalla: in caso di gol avrebbe controllato il VAR. Ammonizione palese quella di Simon Kjaer (che si fa anche male), per fallo su Alexis Sanchez, sulla battuta della punizione respinge Brahim Diaz con le braccia attaccate al corpo. E al 26′ stessa cosa con Soualiho Meité su un rimpallo in area. In gioco Ibrahimovic sul gol, ci sono dubbi sulla punizione da cui (diversi secondi prima, in realtà) scaturisce l’azione del vantaggio. Theo Hernandez al 37′ salva sulla linea su Sanchez di coscia e non di braccio (altrimenti sarebbe stato rosso). Al 44′ succede di tutto: Alessio Romagnoli arriva in ritardo su Romelu Lukaku, sarebbe giallo. Valeri dà solo fallo e da qui la situazione degenera, col belga che litiga con Zlatan Ibrahimovic (vedi articolo). La regia segnala due minuti di recupero, misteriosamente fischia un minuto prima e dopo solo sei secondi (!) di tempo effettivo.

MOVIOLA INTER-MILAN, SECONDO TEMPO – Indiscutibile il secondo giallo a Ibrahimovic, ferma Aleksandar Kolarov che l’aveva saltato e puntava centrale. Lo svedese paga anche la sua sfacciataggine in occasione del primo cartellino. Altrettanto netto il rigore di Rafael Leao su Nicolò Barella, che incredibilmente Valeri non segnala in diretta. Ci vuole l’intervento del VAR per correggere l’errore, ma è assurdo non rendersene conto subito. Errore grave, l’ultima situazione della sua partita perché al 74′ si fa male ed è costretto a uscire. Lo “sostituisce” Chiffi, costretto a dare dieci minuti di recupero. E al 97′ arriva il fallo di Meité su Lautaro Martinez (che c’è) da cui nasce il 2-1.

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Inter-Milan: Conte azzarda dietro ma cambia in tempo, dominio totale dal 1′

Conte - Copyright Inter-News.it, foto Tommaso Fimiano

Inter-Milan non è mai una partita normale ma stavolta si è andato oltre. Restando solo sul tema calcistico, il 2-1 in rimonta firmato Lukaku su rigore ed Eriksen su punizione è un ottimo biglietto da visita anche per il campionato. Conte ringrazia i suoi battitori e va avanti in Coppa Italia, ma è tutta la squadra a sorprendere. Decisiva anche l’espulsione di Ibrahimovic, che accelera (o meglio, stimola…) il cambio modulo. Ecco l’analisi tattica di Inter-Milan

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Milan in Coppa Italia: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Kolarov; Darmian, Barella, Brozovic, Vidal, Perisic; Lukaku, Sanchez.

Inter-Milan formazione iniziale

Inter-Milan formazione iniziale

MODULO – Il turnover non riesce a essere protagonista per l’Inter versione Coppa Italia. Il 3-5-2 viene confermato, cambiando però entrambi gli esterni. Maggiore qualità nei reparti centrali.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Inter subito rapida e aggressiva, attacca con gli esterni a completo supporto delle punte. I movimenti di Sanchez creano scompiglio tra le maglie della difesa rossonera e lo sa bene Kjaer (costretto a uscire), ma gli manca l’ultima giocata. Buona la ripartenza dal basso e la spinta degli esterni, meno concreto il filtro a centrocampo. Tra tutti, Vidal appare appannato. Al 31′ Ibrahimovic entra in area e in diagonale non lascia scampo ad Handanovic con un palo-rete, non prima di aver fatto passare la palla sotto le gambe di Kolarov, tutt’altro che asfissiante nella marcatura. Lo svantaggio non fa cambiare l’atteggiamento nerazzurro, sempre votato alla fase offensiva. Qualche imprecisione di troppo e nervosismo esasperato, che sfocia nel vergognoso scontro tra Ibrahimovic e Lukaku (che tratteremo altrove, ndr). Il primo tempo termina 0-1: Inter come al solito punita al primo errore difensivo, pur giocando meglio di un Milan incerottato.

SECONDO TEMPO – Nell’intervallo primo cambio per Conte: fuori Darmian, dentro Hakimi. Forze fesche a destra, dopo la brutta prova dell’ex rossonero. Si riparte con il dominio territoriale dell’Inter, che costruisce azioni su azioni senza riuscire a sfondare il muro di Tatarusanu. L’episodio che cambia la partita avviene al 58′: espulso Ibrahimovic, che lascia il Milan in dieci per doppio giallo. Solo Inter in campo, ovviamente anche più di prima. Forse aumenta la frenesia alla ricerca del pareggio ma tatticamente è tutto molto ordinato. Al 67′ secondo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Lautaro Martinez. L’argentino si posiziona alla sinistra di Lukaku con Sanchez alle spalle. Conte passa al 4-3-1-2, arretrando Hakimi in difesa. Al 70′ il VAR corregge l’arbitro e permette l’assegnazione del rigore per atterramento di Barella in area da parte di Rafael Leao e al 71′ Lukaku spiazza Tatarusanu dal dischetto, tra l’altro colpendo pure la traversa. Assedio dell’Inter nella trequarti del Milan, dove riesce a sfondare tanto da destra quanto da sinistra. E centralmente, visto che finalmente inizia a essere incisivo anche Vidal. Migliora il gioco sulle fasce grazie alla spinta dei terzini Hakimi e Kolarov, quest’ultimo rigenerato nel suo storico ruolo. All’88 terzo cambio per Conte: fuori Brozovic, dentro Eriksen. Cambio in regia. Il danese è immediatamente in gara, dettando tempi e giocate. Al 92′ quarto cambio per l’Inter: fuori Kolarov, dentro Young. Staffetta finale a sinistra (come da immagine sotto allegata, ndr). Partita a senso unico dall’inizio ma per vincere serve la perla: al 97′ Eriksen con il destro la mette nel sette su punizione diretta. Il secondo tempo termina 2-1: servono due calci da fermo per ribaltarla sì, anche se resta di livello altissimo la prestazione offerta fin dall’inizio.

Inter-Milan formazione finale

Inter-Milan formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Difficile trovare un solo giocatore-simbolo nella rimonta, e allora diamo i meriti a chi guida tutti dalla panchina: Conte. Non ci sarà in campionato per due giornate causa squalifica post-Udine, ma in Coppa Italia fa la voce grossa. Non esagera nel turnover, anzi. Prepara benissimo la partita e non perde troppo tempo per cambiare il modulo, che è il modo per mettere KO il Milan in dieci. La mossa vincente è Eriksen, sebbene sia tutto un po’ troppo romanzato per poter approfondire tatticamente i suoi 12′ di gloria. Un “aiuto” a Pioli e Ibrahimovic viene dato, come dimostrato dallo 0-1. Ma il tecnico interista è bravo a trasformare il punto debole in un punto di forza. Viene sempre criticato perché non cambia mai, stavolta non sbaglia nulla. Trasformista.

COMMENTO – La scelta Kolarov terzo di sinistra non paga. Come all’andata in campionato. Il gol è un regalo a Ibrahimovic. Poi il serbo cresce, perché sia tecnicamente sia tatticamente è protagonista di una partita di livello. E quando Conte cambia modulo, passando dalla difesa a tre a quella a quattro, si esalta. Non un dettaglio da poco. Certo, l’espulsione di Ibrahimovic ha fornito l’assist giusto a Conte per cambiare modulo, ma era così sicuro che lo cogliesse? In dieci contro undici non c’è stata partita, ma nemmeno undici contro undici. Il dominio nerazzurro, che va dal possesso palla alla quantità di azioni da gol costruite (Tatarusanu migliore in campo), è stato esagerato. Esagerato considerando l’avversario, primo in Serie A proprio in virtù del derby vinto a ottobre. Handanovic ha preso gol al primo e praticamente unico tiro in porta ricevuto. Il Milan di Pioli è scomparso dal campo mentre l’Inter di Conte ha continuato a macinare chilometri, manovra e tiri (da rivedere la percentuale realizzativa…). Le sostituzioni hanno aiutato, proprio perché la rosa a disposizione di Conte era (ed è) superiore nei primi ricambi, quando a disposizione… Ma è Eriksen da fermo a decidere la partita. Probabilmente l’Inter non sarebbe riuscita a segnare diversamente e questo è un demerito per una squadra che domina ma segna dopo l’ennesimo tentativo. Tornando agli aspetti tattici, Conte ha effettuato nei tempi giusti sia le sostituzioni sia il cambio modulo, togliendo ogni margine di recupero a Pioli. Non ci sarebbe stata contromossa valida. Tra qualche ora l’Inter scoprirà la sua avversaria nella semifinale in sfida doppia. Juventus o SPAL le candidate… Insomma, tocca aspettare. Ciò che non serve aspettare è il mercato, che non potrà più essere aperto. Eriksen resta e non esce più nessuno. Nemmeno Pinamonti, visto che Lukaku dovrebbe/potrebbe riposare un po’ dopo il vergognoso scambio di “idee” con Ibrahimovic. Conte è riuscito a compattare il gruppo Inter nel periodo più difficile della recente storia nerazzurra e non solo, ora la Coppa Italia deve essere un obiettivo. E anche lo Scudetto, soprattutto se nel derby di ritorno viene concesso il bis al Milan.

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Vidal guida la carica: «Andiamo famiglia, sempre insieme!»

Lukaku - Vidal - Inter-Milan Coppa Italia - Copyright Inter-news.it - Foto Tommaso Fimiano

Arturo Vidal esulta al termine di Inter-Milan. Una vittoria che vale la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia.

GUERRIEROArturo Vidal sprigiona tutto il suo spirito da guerriero al termine di Inter-Milan. Una vittoria al 97′ che regala ai nerazzurri la semifinale di Coppa Italia. Dove il cileno potrebbe trovare ancora i suoi ex compagni della Juventus (che ai quarti affronteranno la SPAL). Ecco il messaggio del numero 22 a fine partita: “Allá vamos semifinal! Forza @inter! andiamo famiglia sempre insieme!!!”.

Allá vamos semifinal 💪🏽💪🏽🔥🔥😉Forza @inter 🖤💙 andiamo famiglia sempre insieme!!!🖤💙🖤💙🖤💙pic.twitter.com/4EUt1JgCMp

— Arturo Vidal (@kingarturo23) January 26, 2021

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Inter in Coppa Italia con Juventus o SPAL: l’andata anticipa al 2 febbraio?

Coppa Italia 2020-2021 logo Inter-News

L’Inter sfiderà Juventus o SPAL nelle semifinali di Coppa Italia. Si attende l’esito della partita dell’Allianz Stadium per capire l’avversario dei nerazzurri, ma intanto è praticamente certo che l’andata si giocherà martedì 2 febbraio. Ecco la situazione.

IL CALENDARIO – L’Inter affronterà una fra Juventus e SPAL nelle semifinali di Coppa Italia. Come noto il torneo prevede che solo in questo turno che si giochino le partite di andata e ritorno. La differenza del prossimo avversario definirà anche il campo: contro i bianconeri sarà andata al Meazza e ritorno all’Allianz Stadium, contro i biancocelesti invece andata a Ferrara e ritorno a San Siro. Questo per via del numero di inserimento nel tabellone (vedi articolo), con l’Inter testa di serie numero 3 e la Juventus numero 2 (la SPAL, essendo in Serie B, non è testa di serie). Il regolamento della Coppa Italia prevede, infatti, che giochi la semifinale di ritorno in casa chi ha il numero più basso.

LA DATA – Di fatto scontato che la semifinale d’andata, a prescindere che sia contro Juventus o SPAL, l’Inter la giochi martedì 2 febbraio. Questo per via della conferma della partita di Serie A contro la Fiorentina a venerdì 5 febbraio, come da scelta del calendario (vedi articolo). Sarà, di conseguenza, la partita fra Napoli o Spezia contro Atalanta o Lazio a giocarsi mercoledì 3 febbraio. Per il ritorno, invece, la data standard è mercoledì 10 febbraio ma è possibile l’anticipo a martedì 9 (dove si giocherà una delle due). Fra giovedì e venerdì la Lega Serie A fornirà il calendario completo delle semifinali di Coppa Italia, che andranno in diretta TV su Rai 1. Intanto, per i nerazzurri, la cosa più importante è aver battuto il Milan stasera nel derby e aver guadagnato l’accesso al prossimo turno. Poi, alle 20.45 del mercoledì appena iniziato, l’Inter scoprirà il prossimo avversario.

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Hakimi si esalta dopo Inter-Milan: «Amo questo gioco!»

Hakimi - Inter-Milan Coppa Italia - Copyright Inter-news.it - Foto Tommaso Fimiano

Achraf Hakimi lancia un’ode al gioco del calcio al termine di Inter-Milan. Ecco il messaggio dell’esterno marocchino dopo la vittoria.

PASSIONEAchraf Hakimi non ha parole dopo la vittoria all’ultimo minuto in Inter-Milan. Una gara esaltante, che forse i nerazzurri potevano chiudere prima. Ma che, per come si è sviluppata e conclusa, lascia scorie di esaltante positività nelle fibre dei giocatori. Tanto che lo stesso Hakimi, al termine del suo primo derby vinto, lascia da parte ogni lucidità e si abbandona ad un’ode sincera: “Amo questo gioco!”.

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