Ferri: «Ibrahimovic? Fuori luogo e ha eliminato il Milan! Eriksen in più»

Riccardo Ferri

Ferri ha parlato durante la diretta di “Radio Sportiva”, all’indomani del derby Inter-Milan 2-1. L’ex difensore nerazzurro ha commentato la lite fra Ibrahimovic e Lukaku e il rilancio di Eriksen, autore del gol decisivo al 97′ su punizione.

DISCUSSIONERiccardo Ferri valuta il confronto acceso tra Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku: «Penso che è brutto parlare di questo episodio e non della partita. Però è indubbio che questo episodio abbia dato un vantaggio all’Inter nella parte finale della partita. Durante la gara, già undici contro undici, ho visto un’Inter competitiva e vogliosa di fare la partita. Ha creato più del Milan, poi magari senza Ibrahimovic ci sarebbe andati ai supplementari e sarebbe stata più equilibrata. Io sono dalla parte, non perché nerazzurro di fede, ma dalla parte opposta dei provocatori: secondo me è degenerata la cosa, perché Ibrahimovic ha esagerato soprattutto verbalmente. È andato a scatenare la reazione di un giocatore che non è solito reagisca così. Sappiamo cosa significhi per Lukaku la madre».

ATTEGGIAMENTO BRUTTO – A Ferri non piace la reazione di Ibrahimovic: «I provocatori non mi sono mai piaciuti, ma diamo un’attenuante a Ibrahimovic perché sentiva più di altri la responsabilità della partita e non è riuscito a mantenere il controllo. Non sono chi può dare dei giudizi su Ibrahimovic, anche io ho commesso degli errori in carriera perdendo le staffe. Però non sono mai stato un provocatore, ho sempre condannato chi lo faceva. Ci sono questi tipi di provocazioni gratuite, che vanno messe in preventivo. Però, durante una partita come questa, era inaspettata questa situazione: un po’ fuori luogo. Non è la prima volta che Ibrahimovic vuole misurarsi con i giocatori di riferimento delle squadre avversarie. Poi la sua provocazione ha determinato l’eliminazione della sua squadra».

VITTORIA CHE INSTRADA – Il 2-1 al 97′ può dare uno slancio all’Inter per la seconda parte di stagione. Ferri ne è sicuro: «Indipendentemente dai quarti di finale e da tutto era un derby. Poteva essere anche un’amichevole, ma era un derby: ci sarebbe stato del veleno durante la partita, da gestire. È chiaro che la squadra uscita vittoriosa dalla partita secca ne esce meglio, in vista delle prossime partite. Il Milan dovrà ribaltare gli atteggiamenti negativi e ributtarsi di nuovo su un campionato che lo vede protagonista. Ma è chiaro che era un bivio: ce ne saranno altre, non derby, che saranno spartiacque per il campionato. Mi riferisco al ritorno delle coppe, dove le squadre dovranno spendere energie nervose».

IL RILANCIO – Ferri parla del gol di Christian Eriksen: «Le dichiarazioni di Antonio Conte sono emblematiche. Ha detto che è un ragazzo che rasenta la timidezza: mi auguro possa prendere per mano l’Inter ma la vedo dura. Questo gruppo è diventato squadra, l’ha dimostrato anche ieri. Eriksen è un giocatore che tutti aspettavamo, non solo Conte. Si è presentato in una partita importante ed è stato protagonista: mi auguro possa prendere per mano la squadra, ma è difficile. Può però essere un giocatore utile, perché da tanti anni l’Inter non faceva gol su calcio piazzato. È un’alternativa in più che dà alle qualità di questa squadra: in questo scorcio di stagione ci sarà bisogno di tutti, avere un giocatore di qualità sarà una freccia in più».

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Eriksen bloccato dall’Inter due settimane fa, come Pinamonti! Scelta chiara – Sky

Eriksen - Inter-Milan Coppa Italia - Copyright Inter-news.it - Foto Tommaso Fimiano

Eriksen ha finalmente trovato la sua vetrina con la maglia dell’Inter, con la magica punizione valsa il 2-1 sul Milan nel derby di ieri sera al 97′. Alessandro Sugoni, nell’ultima edizione di Sky Sport 24, segnala come la società abbia bloccato la cessione del danese già da due settimane, così come Pinamonti.

NON SI VENDE PIÙChristian Eriksen ieri si è rilanciato e da qui a lunedì non ci saranno scossoni di mercato. Alessandro Sugoni spiega la posizione cambiata sul danese: «In questo mercato di gennaio, al di là di qualche sondaggio e contatto, non c’è mai stato nulla di concreto su Eriksen. Altrimenti, per ingaggio e per tipo di giocatore, sarebbe stato l’elemento da far uscire per poter fare mercato in entrata. Credo che da un paio di settimane, cioè da quando si è effettivamente capita tutta la situazione societaria, l’Inter abbia bloccato questo gruppo. L’ha detto Giuseppe Marotta più volte, l’ha ribadito varie volte Antonio Conte ed è nei fatti questa cosa. Al di là di Eriksen anche Andrea Pinamonti era cercato da alcune squadre di Serie A, alla fine l’Inter non l’ha fatto uscire. Perché il discorso riguarda poi le eventuali entrate: c’era la possibilità che uscisse Eriksen, risparmiando sull’ingaggio, ma senza far entrare nessuno. Tant’è che Radja Nainggolan è stato sostituito con Matias Vecino, un qualcosa di interno. Piuttosto che rischiare di perdere giocatori senza andare a prenderli tanto vale confermare questo gruppo, che rimane ottimo e di assoluto valore».

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Oddo: «Eriksen arretrato? Deve lavorarci ma può farcela. Vantaggio Inter»

Massimo Oddo

Eriksen è entrato ieri all’88’ del derby Inter-Milan al posto di Brozovic, giocando di nuovo vertice basso come a Firenze. Pur in appena dodici minuti effettivi è risultato decisivo, con il gol vittoria al 97′ su punizione. L’ex difensore Massimo Oddo, ora allenatore, ne ha dato un giudizio in collegamento su Sky Sport 24.

PUNIRE L’AVVERSARIOMassimo Oddo, all’indomani di Inter-Milan, valuta le alternative tattiche per Antonio Conte: «Ogni partita ha una storia a sé. Ci sono anche gare dove l’avversario non ti fa verticalizzare. Quando trovi un avversario compatto, con le linee strette, è difficile verticalizzare e devi fare un calcio diverso che ti permetta di ridurre i tempi. Ci sono partite in cui è più facile farlo e altre in cui meno. Ieri, con l’uomo in meno, l’Inter ha trovato con più facilità la verticalizzazione. Christian Eriksen vertice basso? Se l’ha detto Antonio Conte lo può fare. Probabilmente vede un certo tipo di centrocampista davanti alla difesa: lui, con quelle caratteristiche, lo può fare. Le qualità non sono in discussione, ne ha immense e può giocare in quel ruolo. Ma in quella posizione devi avere anche delle capacità difensive, di possesso palla. Ci deve lavorare un po’, ma le qualità le ha».

IL VALORE – Oddo segnala cosa può portare la vittoria di ieri nel derby all’Inter: «C’è un aspetto senza dubbio morale, che ti porta più autoconvincimento nei tuoi mezzi. Ha superato il turno di Coppa Italia, è normale che sia un passo importante. Il fatto di non avere la testa proiettata a competizioni europee sicuramente può essere un vantaggio».

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Inter-Benevento, Inzaghi (a differenza di Conte) già al lavoro stamattina

Inter-Benevento

Inter-Benevento è già il prossimo appuntamento, lasciando alle spalle la goduria del derby vinto al 97′ ieri sera. La squadra allenata da Filippo Inzaghi, a differenza di Conte che ha dato un giorno di riposo ai suoi (vedi articolo), si è allenata stamattina. Primo allenamento per il nuovo acquisto Depaoli.

INTER-BENEVENTO, -3 – “Mattinata di lavoro per i giallorossi che si sono ritrovati sul manto erboso del Ciro Vigorito per continuare gli allenamenti in vista della gara di sabato prossimo contro l’Inter. La sessione odierna è stata caratterizzata da circuiti di forza ed esercitazioni tecnico-tattiche con partita finale. La preparazione proseguirà nel pomeriggio di domani”.

Fonte: BeneventoCalcio.club

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Cucci: «Ibrahimovic-Lukaku? Rogne antiche. Scudetto alla Juventus»

Italo Cucci

Il giornalista Italo Cucci, intervenuto a “Radio Sportiva”, ha commentato l’episodio della lite fra Ibrahimovic e Lukaku ieri sera nel derby. Poi, nonostante la distanza fra Inter e Milan, sostiene che alla fine sarà la Juventus a vincere la Serie A.

LA DISCUSSIONEItalo Cucci dà una valutazione di quanto successo ieri durante Inter-Milan: «Romelu Lukaku aveva dei problemi suoi, aveva sbagliato un paio di gol. Prima di discutere con Zlatan Ibrahimovic era già furioso per un fallo normale, di gioco, di Alessio Romagnoli. Dopo Ibrahimovic è intervenuto: oggi sappiamo di rogne antiche, viene fuori il racconto della mamma in Africa e del voodoo. La reazione lì per lì non l’avevo capita, poi ho visto Ibrahimovic in faccia e si capiva. Non sono un esperto di labiale, ma si capiva che lo stava prendendo per le mutande».

UNA FAVORITA – Italo Cucci trova un nome diverso da Inter e Milan per la Serie A: «Scudetto? Lo vince la Juventus. Alla fine anche tutte queste cose, quelli che litigano e quelli che si menano, con la Signora nell’ombra è già capitato in tempi molto andati che all’improvviso si svegli e piano piano risalga, mentre gli altri litigano. Non è secondario nel fattore Inter, e questo è anche triste doverlo sottolineare, che ci siano delle problematiche aziendali che qualche peso l’avranno. Andrea Pirlo non dice cattiverie, non ha neanche delle espressioni particolarmente televisive, ma rischia di far vincere alla Juventus il decimo campionato consecutivo».

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Inter, il 4-3-1-2 può essere la svolta tattica per Conte? Ecco i pro e i contro

Antonio Conte Inter

L’Inter ha dimostrato di essere squadra in grado di costruire e far male agli avversari anche giocando a quattro dietro. Eppure il 4-3-1-2 visto a San Siro contro il Milan non è così scontato che venga riproposto da Conte. Di seguito un approfondimento tattico sul tema

RIVOLUZIONE – L’esaltazione per il 4-3-1-2 dopo la vittoria nel derby di ieri è eccessiva. Se da una parte è vero che la mossa di Antonio Conte sia stata vincente (vedi analisi tattica di Inter-Milan), dall’altra va contestualizzata. Il dominio dell’Inter era tale anche con il 3-5-2 e in undici contro undici. Poi l’uomo in meno del Milan ha permesso all’Inter di aggiungere un attaccante rivoluzionando l’assetto tattico dietro. Conte lo riproporrà dall’inizio? Analizziamo pro e contro.

PRO – La nota positiva della difesa a quattro non è tanto il poter schierare tre attaccanti bensì quella di poter utilizzare contemporaneamente due terzini di spinta. Un conto è lasciare campo aperto ad Achraf Hakimi e Aleksandar Kolarov, come ieri. Un altro conto è affidare il compito a Matteo Darmian e Alessandro Bastoni, coprendosi oltremodo. Non viene stravolto il terzetto di centrocampo ma solo raddoppiato il regista (“1” quello alto) per ottimizzare il raccordo tra i reparti. E per farlo si può rinunciare a un difensore centrale, abbassando gli esterni. Una soluzione che potrà tornare utile soprattutto in caso di indisponibilità di uno dei tre centrali titolari di Conte.

CONTRO – Lo stesso aspetto positivo, ribaltato, può essere visto sotto una lente negativa. Se l’Inter schiera gli esterni più bassi, con il 4-3-1-2 non avrà comunque altri giocatori sulle corsie laterali. Dunque più chilometri da macinare e una doppia fase da garantire con spazi differenti. Impensabile senza il lavoro extra delle mezzali. E schierare un terzino di copertura per limitare i danni farebbe crollare ogni iniziativa per discostarsi dalla difesa a tre (o a cinque). Non ci sarebbe spazio per Ivan Perisic in difesa ma tornerebbe utile (si fa per dire) Danilo D’Ambrosio. Salto di qualità? Non proprio. Ecco perché è giusto considerare la difesa a tre come riferimento per l’Inter di Conte, che a partita in corsa potrà modificare la sua formazione in base a specifici episodi.

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Lautaro Martinez vuole ingaggio tipo Eriksen. No Decreto Crescita – Sky

Lautaro Martinez - Inter-Milan Coppa Italia - Copyright Inter-news.it - Foto Tommaso Fimiano

Lautaro Martinez sta continuando a trattare, con i suoi agenti, il rinnovo di contratto. Si va verso una soluzione favorevole all’Inter (vedi articolo), ma c’è ancora qualcosa da fare. Alessandro Sugoni, nel corso di Sky Sport 24, spiega come l’argentino voglia un ingaggio da top (come Eriksen e Lukaku), con una differenza formale.

IN CHIUSURA? – Il Decreto Crescita è salvo e questo crea vantaggi alla Serie A e all’Inter, che avranno agevolazioni per diversi giocatori. Fra questi, però, non c’è Lautaro Martinez che sta trattando il rinnovo di contratto. Alessandro Sugoni aggiorna sulla trattativa: «Procede. C’è stato un altro incontro ieri, si va avanti con fiducia. Non c’è stato accordo, vista la situazione societaria l’Inter chiede più tempo. Lautaro Martinez vorrebbe un ingaggio top come Christian Eriksen e Romelu Lukaku, ma a differenza loro l’Inter non può usufruire del Decreto Crescita per l’argentino. Si continua a trattare, l’Inter vuole fare uno sforzo per accontentarlo. Tanto è vero che l’incontro di ieri lo ritiene positivo».

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— Inter (@Inter) January 27, 2021

Inter a riposo dopo aver battuto il Milan, da domani testa al Benevento

Antonio Conte Inter

L’Inter si è meritata 24 ore di relax dopo le fatiche del derby. La squadra tornerà a disposizione di Conte solo nella giornata di domani, quando si inizierà a preparare seriamente la partita contro il Benevento. Con almeno tre pericolose “grane” nella formazione

RELAX TIME – Il day after Derby di Milano è più piacevole per i nerazzurri. Niente allenamenti ad Appiano Gentile, perché Antonio Conte ha concesso a tutti un giorno di riposo. Merito della vittoria contro il Milan ma soprattutto conseguenza del calendario fitto di impegni. Aver preparato i quarti di finale di Coppa Italia in due giorni, dopo la trasferta di Udine, non è cosa da poco. Oggi relax, poi da domani si inizia a pensare al Benevento, che arriverà a Milano sabato sera. Per l’occasione, tutti disponibili tranne Danilo D’Ambrosio, che ne avrà ancora almeno per un paio di settimane. Da ricordare che Alessandro Bastoni, Nicolò Barella e Marcelo Brozovic sono diffidati e a rischio squalifica per la trasferta di Firenze. Giornata diversa oggi per Conte, che insieme a Javier Zanetti ha rappresentato l’Inter nel Giorno della Memoria (vedi articolo).

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Ibrahimovic dopo Inter-Milan: «Nel mio mondo non c’è razzismo». Poi frecciatina

Lukaku - Ibrahimovic - Inter-Milan Coppa Italia - Copyright Inter-news.it - Foto Tommaso Fimiano

Ibrahimovic torna sull’episodio che lo ha visto co-protagonista in negativo prima dell’intervallo di Inter-Milan. L’attaccante svedese ribadisce con fermezza la sua lontananza dal mondo razzista. Ma a quanto pare non risparmia una frecciatina a Lukaku

TUTTI UGUALI (O QUASI) – Le polemiche non si possono ancora placare. “Nel mondo di Zlatan non c’è posto per il razzismo. Siamo tutti della stessa razza, siamo tutti uguali! Siamo tutti giocatori, alcuni meglio di altri”. Questo il messaggio condiviso da Zlatan Ibrahimovic il giorno dopo le vicende di Inter-Milan, che potrebbero costargli una lunga squalifica (vedi articolo). L’attaccante svedese del Milan rigetta ogni accusa di razzismo, ma allo stesso tempo non risparmia una frecciatina nel suo stile. E l’obiettivo non può che essere sempre Romelu Lukaku, a cui quel “alcuni meglio di altri” suonerà un po’ stonato dopo il 2-1 dell’Inter in Coppa Italia. Di seguito il post di Ibrahimovic pubblicato sui suoi canali social.

In ZLATAN’s world there is no place for RACISM.
We are all the same race – we are all equal !!
We are all PLAYERS some better then others.https://t.co/DhguHUOFte

— Zlatan Ibrahimović (@Ibra_official) January 27, 2021

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