
La Uefa vuole altri documenti sulle sponsorizzazioni cinesi presenti nel bilancio dell’Inter: in ottica fair play finanziario è importante che le sponsorizzazioni Suning non superino una certa percentuale dei ricavi complessivi
Secondo Calcio&Finanza nell’incontro di qualche settimana fa tra l’Inter e la Uefa per l’aggiornamento sui conti nerazzurri, ancora sotto vigilanza per il fair play finanziario, è stata posta particolare attenzione ai contratti di sponsorizzazione siglati con Suning. La Uefa infatti pone particolare attenzione sul peso delle sponsorizzazioni riconducibili agli azionisti di maggioranza in quanto essi non devono superare il 30% dei ricavi complessivi e se non hanno un valore congruo al reale valore della sponsorizzazione, dovessero essere violate queste due norme la commissione Uefa può ridurre la loro portata. Sotto l’occhio dei revisori Uefa sono finiti gli accordi di naming rights che Inter e Suning hanno stretto per i centri sportivi di Appiano Gentile e Interello oltre alla sponsorizzazione del materiale di allenamento, motivo per cui la Uefa avrebbe richiesto documenti più specifici per chiarire i rapporti commerciali con la Cina, anche se la società nerazzurra è ottimista in quanto è sicura di essere rimasta nei parametri.
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