
L’Inter torna a vincere e lo fa in grande stile: lo 0-4 in casa dell’Udinese non è mai in discussione e c’è gioia per quattro marcatori diversi. La prestazione collettiva giustifica il risultato largo, ma se i gol fossero stati di più non ci sarebbe stato nulla da dire. L’unica nota stonata nel meccanismo – quasi – perfetto costruito da Spalletti è Candreva, ancora sottotono e parzialmente dannoso sia nella manovra sia in chiusura di azione
FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare l’Udinese: Handanovic; Cancelo, Ranocchia, Skriniar, Dalbert; Borja Valero, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi.
MODULO – Centrocampo obbligato e difesa senza alternative dopo il forfait di Miranda nel pre-partita, di conseguenza l’Inter non può che scendere in campo con il solito 4-2-3-1 cambiando tre uomini-chiave: Ranocchia sostituisce il brasiliano in mezzo alla difesa, Dalbert torna titolare a sorpresa come terzino sinistro al posto di D’Ambrosio e Borja Valero trova spazio davanti alla difesa in sostituzione di Gagliardini e Vecino.
PRIMO TEMPO – L’Inter inizia forte per far capire che vuole un solo risultato: è aggressiva, fa pressing su ogni pallone e vanno tutti all’attacco, in particolare grazie alle discese di Cancelo sulla destra. Il canovaccio sembra chiaro: dal centro verso le fasce, palla in mezzo e densità in area di rigore. I movimenti di Perisic sono più da seconda punta che da ala, quelli di Candreva quasi da trequartista atipico. Al 12′ l’Inter trova il vantaggio: gol di Ranocchia, che stacca di testa su calcio d’angolo battuto alla perfezione da Brozovic dalla sinistra, palla sul palo e poi in rete. L’Inter parte molto bene da dietro, anche quando c’è da ribaltare l’azione in contropiede: squadre lunghe, i passaggi filtranti permettono di arrivare in porta con facilità. Al 44′ arriva il primo gol di Rafinha: il brasiliano è bravo a ignorare Candreva e bucare Bizzarri sul primo palo, per fortuna l’ala italiana evita di toccare palla in fuorigioco lasciando il via libera al brasiliano. Al 46′ l’Inter chiude anzitempo la pratica Udinese: il gol di Icardi, che raccoglie uno splendido lancio di Brozovic da metà campo, è della stessa natura di quello di Rafinha. Il primo tempo termina 0-3: Inter in versione galattica, Udinese mai in partita.
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza cambi, ma la partita cambia subito e definitivamente al 50′ per via dell’espulsione di Fofana, che lascia l’Udinese in dieci per un duro intervento in ritardo sulla gamba di Perisic e rivisto al VAR. I ritmi sono bassissimi, così l’Inter controlla il risultato e fa girare palla senza sprecare energie. Al 69′ primo cambio (obbligato per crampi) per l’Inter: fuori Dalbert, dentro Santon. Banale staffetta nel ruolo di terzino sinistro. Al 71′ l’Inter fissa il risultato sullo 0-4: gol di Borja Valero, che aggancia una palla in area e la piazza con precisione nell’angolino alle spalle di Bizzarri. Al 79′ secondo cambio per Spalletti: fuori Candreva, dentro Karamoh. Cambia l’ala destra nel tridente offensivo. La partita non ha più nulla da dire. Al 84′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Rafinha, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano agisce dietro Icardi nei minuti finali. Al 87′ la traversa di Karamoh su azione di contropiede guidato proprio dalla coppia Icardi-Eder avrebbe meritato maggiore fortuna. Il secondo tempo termina 0-4: un’Inter spettacolare dal primo all’ultimo minuto, poco da dire.
PROTAGONISTA – Il primo gol italiano e soprattutto interista non si dimentica, specie se arriva dopo un tempo giocato ad altissimi livelli come le ultime uscite: Rafinha. Il brasiliano in prestito dal Barcellona si mette in mostra come calciatore di tutt’altra qualità rispetto a quanto abituati in Serie A: lo stampo è prettamente blaugrana, l’ambientamento in Italia sembra dare i frutti. Gioca da trequartista senza esserlo, perché alla fine fa il mediano, il regista, la mezzala, l’ala, la seconda punta e tutto ciò che serve. Centrocampista totale. Una bellezza per gli occhi, un grande aiuto per tutti i compagni. Riscattatelo.
COMMENTO – La reazione dell’Inter dopo le polemiche – e soprattutto la sconfitta – contro la Juventus non era scontata, invece la squadra di Spalletti gioca con la rabbia di chi vuole ottenere quello che le è stato tolto ingiustamente una settimana fa: tre punti contro i bianconeri. La prestazione è quella di una grande squadra, completamente a senso unico contro un avversario che non riesce a capire come fermare la furia nerazzurra: Skriniar è il solito muro difensivo, Cancelo asfalta la fascia destra (positivo anche Dalbert a sinistra), Brozovic comanda in mezzo al campo e Perisic fa la differenza come sa fare. E poi segnano Ranocchia, Rafinha, Icardi e Borja Valero… I quattro gol sono anche pochi, ma non solo per la traversa di Karamoh: all’Inter mancano i gol di Candreva. La prestazione del n. 87 dell’Inter è drammatica per un semplice motivo: la sua è una sfida personale contro la porta dell’Udinese, perché vuole segnare. Ma non ci riesce. E questo è un problema perché, anziché permettere ai compagni meglio piazzati di andare facilmente in gol, spreca tutto a due passi dalla porta. Succede una volta, succede due volte, succede tre volte. Oltre ai tiri, spesso anche i passaggi, i cross e i movimenti sono errati. Questo serva da promemoria per il presente (Sassuolo e Lazio) e per il futuro (prossima stagione). Però non dev’essere l’argomento del giorno. In attesa di Cagliari-Roma, oltre alla bella vittoria dell’Inter c’è da sottolineare il mezzo passo falso della Lazio contro l’Atalanta: la distanza torna a due punti con una partita da giocare (l’Inter in casa contro il Sassuolo già salvo, la Lazio a Crotone dove cercano la salvezza) prima dello scontro diretto a Roma. Non serve aggiungere altro, davvero. Crederci e lottare.
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