
Domani l’Inter proverà a ripartire dopo la sconfitta contro la Juventus giocando alle 12:30 sul campo dell’Udinese. Il tecnico Luciano Spalletti ha tenuto la sua consueta conferenza stampa della vigilia sottolineando quanto lui ancora creda nell’obiettivo Champions
COME RIPARTIRE DOPO LA JUVENTUS- “Secondo me questo discorso è facile, si deve prendere conoscenza della situazione e ci sono molte cose davanti, noi dobbiamo ragionare in questo modo. Quello che è successo contro la Juventus lo dobbiamo usare per essere più forti e non portarci dietro delle schegge che poi diventino un limite o un condizionamento”.
L’ARBITRAGGIO DI INTER-JUVE- “Su questo aspetto il discorso è chiuso, sulla partita e sugli episodi non mi domandate altro, il bandone è chiuso. Sulla partita, giocata, l’ho rivista e come dicevo prima ci sono molti aspetti, molte cose su cui lavorare, ad esempio che siamo cresciuti e che abbiamo fatto vedere di poter essere una squadra fortissima. Quello che non dobbiamo fare è che questo essere forti sia condizionato o stimolato da qualcosa, non ci deve essere qualcosa di eccezionale per far vedere quello che abbiamo messo in quella partita. Questo è il nostro modo di essere e dobbiamo farlo vedere tutte le volte”.
SOSTITUIRE D’AMBROSIO- “Mi sembra di aver preso la decisione, ma poi a volte posso cambiarla prima della partita per notizie ulteriori che mi fanno fare scelte diverse. E’ sicuramente uno tra Santon e Dalbert”.
COME HO VISTO SANTON- “L’ho visto bene come sempre, mi dispiace che gli sia andata addosso la critica perché Santon ha fatto quello che doveva fare come la squadra, non ha alcuna responsabilità sul risultato. Se c’è la volontà di fare un’analisi più corretta sono molte le cose che poi bisogna andare a considerare, non l’episodio singolo. Per quanto mi riguarda, se analizziamo un risultato di una partita importante, va fatta una fotografia più definitiva di quello che è successo e di quello che ci ruota intorno. C’è il lavoro settimanale, la scelta della formazione, della tattica dopo che sei in inferiorità numerica, poi ci sono anche le sostituzioni, le carambole dei palloni da dove viene fuori un momento determinante della partita. Vanno analizzate tutte queste cose qui. Non si può dire è colpa di uno o dell’altro”.
IL GAP CON LE PRIME SI E’ RIDOTTO?- “Secondo me per certi versi abbiamo già dato fastidio quest’anno. Per lunghi tratti abbiamo fatto un buon calcio, esibito stati di avanzamento. E’ chiaro che poi se non li metti in pratica per bene poi manca la solidità per andare allo step successivo. Noi abbiamo fatto un lavoro corretto, la squadra è cresciuta come ha fatto vedere anche nelle ultime partite, io ho visto una crescita nel modo di stare in campo, se no non giochi un’ora di partita come contro la Juventus in inferiorità numerica. Io penso che a seconda di come si lavorerà ci sia la possibilità di avvicinare quelle squadre che hanno fatto da lepre”.
CONCENTRARSI SUL FUTURO- “Io mi sento di dire quello che ho detto, non vado indietro, vado avanti. Quello che abbiamo davanti è molto di più di quello che abbiamo lasciato indietro. Quello che è successo lo dobbiamo saper analizzare bene e portarlo poi a sostegno delle prossime partite. Poi se si vuol fare un uso per quello che riguarda programmi futuri è chiaro che si fa fino in fondo e si valuterà bene perché abbiamo ancora tutto davanti. Dopo quello che sarà il risultato allora ci sarà il tempo per fare valutazioni e progetti e si potrà anche valutare anche l’operato mio e di chiunque altro abbia inciso in quello che è il risultato finale. Io devo stare attento e considerare le cose importanti per noi, la partita di domani e basta”.
LA SOSTITUZIONE DI ICARDI CONTRO LA JUVENTUS- “Ne abbiamo già parlato, abbiamo dei ragazzi che sanno dove sono e vogliono il bene della squadra e dei tifosi. Noi abbiamo evidenziato di essere dei professionisti seri, questi ragazzi sono professionisti con un valore importante per l’Inter e per il lavoro che fanno. Questi ragazzi per tutto l’anno hanno lavorato in maniera corretta e dobbiamo farlo fino in fondo. Io conoscevo la reazione di Icardi senza averla vista, come so che settimana abbiamo passato, che modo di vivere ci è piovuto addosso, in che modo siamo stati costretti a vivere questa settimana per quello che è stato il risultato. Noi ci siamo stati male, stiamo ancora male, ci dispiace, però poi come ho detto prima bisogna essere bravi a non essere condizionati nelle partite successive perché quello che diventa fondamentale è ora, la partita di domani. Se si porta dietro qualche brutto episodio poi può darsi di non riuscire a sviluppare quello che vogliamo fare, cosa che non deve assolutamente succedere”.
LA RINCORSA CHAMPIONS- “Io sono convinto di questo e devo dare più forza a quello che è possibile per noi. Noi non possiamo avvicinarci alle partite pensando che si dipende dagli dobbiamo giocare le partite pensando che dipende solo da noi, dobbiamo ragionare pensando che se le vinciamo tutte e tre siamo in Champions, poi è chiaro che ci sono degli ostacoli in mezzo, ma dipende anche da come li guardi questi ostacoli”.
LA TUA CONFERMA?- “Io non penso a questo, non mi interessa, non devo convincere nessuno. Io devo solo lavorare in un certo modo, devo essere convincente per la risposta dei giocatori. Io non so cosa pensa la società, non lo so chi mi deve giudicare, io so che ho dato quello che mi era possibile dare sempre in questo tragitto. Quelli con cui sono a contatto lo percepiscono di come sono, di come ci si comporta, però poi non lo so. Chi mi deve giudicare? Il presidente, i direttori? Tutti? Io penso che conti molto anche quello che si è visto sul campo, è il tragitto, quello che si è fatto conta molto”.
L’INSERIMENTO DI RAFINHA E LA CRESCITA DEI CENTROCAMPISTI- “Secondo me si mettono delle cose sopra quelle che devono essere le attenzioni del momento. Rafinha ci ha dato una mano importante, noi l’abbiamo data a lui inizialmente quando è arrivato mettendolo in condizione e dandogli una squadra per riordinare le sue difficoltà fisiche, quel periodo da cui veniva. Ora che ha rimesso a posto e si è riportato in pari con gli altri fa vedere tutto il suo valore, per cui dentro la crescita c’è anche questa considerazione. Brozovic in questo momento fa vedere di avere il piedino con la bussola, sa dove direzionare la squadra, è un giocatore importante come ce ne sono altri. Poi abbiamo passato un periodo di cui non siamo contenti, però se continuiamo a lavorare in questa maniera possiamo veramente andare a misurarci con squadre che hanno fatto vedere negli ultimi campionati di avere qualcosa di più”.
TIENE LA CASA A MILANO?- “La casa la porto avanti perché è una bella casa e deve essere accogliente. Non siamo tipi da mondanità, siamo spesso in casa e se in casa ci si sta bene si sta meglio. Il mio futuro l’ho un po’ detto prima, ci sono ancora tre partite dove possiamo valutare ulteriori cose, per cui aspettiamo di averle passate per avere un quadro più completo. Ormai i risultati clamorosi hanno limiti più sottili, come il Mondo che ha confini più sottili, allora queste tre partite possono avere ancora un confine sottile col risultato clamoroso”.
LE PAROLE DI MORATTI SU INTER-JUVE- “Sono d’accordo con quello che ha detto Moratti, che è un po’ identificato come “il presidente” anche se non lo è più. Da sempre i suoi consigli sono sempre carichi di qualità anche perché la sua esperienza risulta difficile trovarla in giro, i suoi consigli danno sempre la sua qualità, definizioni importanti dalle quali c’è da apprendere e lo ritengo corretto quello che ha detto e che la squadra abbia fatto vedere di avere un cuore interista”.
LA SQUADRA HA LA CLASSIFICA CHE MERITA?- “Questo è un calcolo che è difficile da fare. Secondo me la squadra ora esibisce un carattere, una mentalità forte, io la vedo molto cresciuta nelle ultime partite mentre quando andavo inizialmente ad analizzare ciò che avevamo fatto diventava più difficile credere di essere in competizione con le squadre forti, ci mancava sempre un tassello importante. Ora invece li vedo cresciuti, la squadra la vedo squadra, compatta, corta, le aggressioni che abbiamo fatto in inferiorità numerica contro la Juventus sono comportamenti che poi danno molto alla testa dei calciatori, credono sia tutto più possibile quando vedono mettersi in pratica un comportamento del genere. Secondo me la classifica ancora può renderci merito se noi saremo bravi in queste tre partite probabilmente potremo prenderci tutto quello che abbiamo lasciato per strada”.
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