
Fabrizio Biasin – giornalista di “Libero” e tifoso interista -, nel consueto editoriale per il portale “Tutto Mercato Web”, parte delle polemiche scaturite durante e dopo Inter-Juventus per analizzarle e successivamente analizzare anche il futuro dell’Inter, che potrebbe programmare un’altra stagione senza Champions e con il bilancio da sistemare attraverso il mercato in uscita prima di effettuare quello in entrata
TUTTI CONTRO TUTTI – “La storia del Colosseo devo averla già scritta, ma è significativa per mettere in risalto quello che sta accadendo a tre giorni da Inter-Juventus, partita tesa. Dalle 22.45 di sabato c’è in giro di tutto, soprattutto del sano ‘odio reciproco’ motivato da una direzione arbitrale che in maniera elegante potremmo definire ‘sballata’. Il proliferare di cattiverie social non è giustificato dalla direzione mediocre del sciur Daniele Orsato, né ha ragione di esistere l’odio barbaro di chi vorrebbe fare la pelle a Davide Santon, terzino scellerato, ma tant’è: siamo nell’epoca del moderno Colosseo e ci tocca vedere e leggere qualunque nefandezza, purché carica di bestemmioni da competizione o ipotesi di complotto. A nessuno in definitiva frega della partita in sé, del fatto che sia stata assai bella, coinvolgente, carica di emozioni. Nessuno celebrerà un’Inter che in dieci ha fatto meraviglie, ma tutti si ricorderanno che ‘il fratello, anzi no, il cugino, anzi no il fratello del cugino di Orsato è juventino’; oppure di Paolo Tagliavento che dice «nel recupero la vinciamo», anzi no, «quanto recupero facciamo», anzi no, «ho ucciso io Laura Palmer»; oppure del sindaco Luigi De Magistris che deve aver pensato ‘posso ricavare del consenso da questa situazione? Sì? E allora sotto con il post acchiappa-consensi’. Insomma, la teoria del complotto è in definitiva più importante dell’Inter che gioca una gran partita e questo perché – giustamente – il risultato cambia le prospettive e la moderna comunicazione le amplifica”.
ORSATO PROTAGONISTA NEGATIVO – “E veniamo al punto. L’arbitro Orsato esce dal prato di San Siro e viene massacrato dagli insulti non tanto a causa dall’espulsione di Matias Vecino (giusta, anche se arrivata ‘solo’ con il VAR), né per il risultato del match del ‘Giuseppe Meazza’ (i tifosi nerazzurri lo avrebbero ritenuto pessimo anche in caso di successo), quanto semmai per l’intera gestione di Inter-Juventus 2-3. Una partita con ottantamila spettatori sugli spalti, milioni in TV e con in palio parecchi quattrini (quelli della qualificazione alla prossima Champions League) e ‘titoli’ (lo Scudetto) non doveva essere diretta da chi dal primo secondo del match ha deciso di mettere se stesso davanti ai giocatori, neanche fosse ‘Vasco Rossi in tour’. Orsato è un arbitro ‘capace’ con il problema del cattivo carattere, la scarsa volontà di dialogare, la clamorosa tendenza a ricercare i riflettori in nome del ‘decido io che sono il sciur padrun della partita’. Tutto questo va contro la regola non scritta che individua nell’arbitro perfetto quello che ‘non si vede’. Gli errori tecnici ai danni dell’Inter, ma anche della Juventus, la scelta di punire alcune entrate, ma non altre molto simili e, in generale, l’incapacità di gestire una partita così importante, faranno passare alla storia Inter-Juventus 2-3 non per la bella partita che in effetti è stata, ma per le infinite polemiche che si porta dietro. Morale della favola: gli arbitri non sono delle rockstar. Se pensano di non poter accettare questa triste condizione di uomini fischiettanti, ci facciano un piacere: scelgano passatempi alternativi”.
POLEMICHE, LEGGENDE E VAR – “Il resto è un contorno di effetti collaterali da ‘delirio social’ e pissi-pissi da quinta elementare. Fateci caso: l’Inter nel post-gara, tramite la voce di Steven Zhang, dice «non parleremo di arbitri, andiamo avanti per la nostra strada», salvo poi lasciare all’AD Alessandro Antonello l’incombenza di una replica («siamo arrabbiatissimi») per compiacere i tanti che pretendevano una presa di posizione. La Juventus finge di fregarsene di tutto e tutti, ma prima lascia che vengano mostrate le foto del piede ferito di Mario Mandzukic, poi sembra scomparire del tutto, se non fosse che a un bel punto tu, utente, vai sui siti sportivi e tutti riportano il pezzo ‘rabbia Juventus: ecco quello che pensa – in maniera non ufficiale – il club bianconero di quanto accaduto a San Siro!’, che è un po’ come quando alle elementari dicevi al tuo amico «di’ a Franceschina che mi piace tanto», lui lo diceva a Franceschina, Franceschina lo sapeva, ma tu non ti eri sputtanato direttamente. La chiameremo ‘tecnica delle elementari’. Peggio della tecnica delle elementari c’è solo la ‘tecnica dell’asilo’. La tecnica dell’asilo è stata sapientemente utilizzata dalla classe arbitrale, che (anche in questo caso) in maniera non ufficiale ha fatto sapere ‘agli amici degli amici’ i motivi che hanno portato Orsato a trasformare il giallo in rosso. Dunque, vediamo se abbiamo capito: non è l’addetto al VAR che in auricolare ha detto «ué Orsa’, vedi che quello è più rosso che giallo! Esci l’espulsione!», ma sarebbe lo stesso Orsato che alla vista del calzettone insanguinato avrebbe detto «oddio il sangue! In nome della giustizia terrena procediamo con il cambio del cartellino!». Questa seconda ricostruzione è un filo più visionaria, ma a differenza della prima non entra in contrasto con il regolamento VAR e, quindi, si proceda con la diffusione della teoria ‘Orsato ha visto il sangue e si è redento!’”.
CHAMPIONS INTER DIFFICILE – “Tutte queste cose (i comunicati e le dichiarazioni ‘postume’, le prese di posizione non ufficiali, le versioni accomodate che sistemano i pastrocchi) sono tutte figlie di due problemi di base: 1. gli arbitri (non tutti, ma molti) sono parecchio permalosi; 2. il fatto che gli venga impedito di parlare non solo va contro alcuni princìpi fondamentali della Costituzione Italiana, ma impedisce loro di spiegarsi, motivare, evitare l’utilizzo infantile della ‘tecnica delle elementari’ e di quella dell’asilo, ormai cadute in disuso al punto che certi bambini se vogliono conoscere Franceschina passano direttamente al contatto tramite ‘storia su Instagram’. E direi che quanto a Inter-Juventus possiamo chiuderla qui. Parliamo degli effetti di Inter-Juventus, piuttosto: i nerazzurri a meno di miracoli dicono addio alla Champions. Significa che Mauro Icardi andrà certamente via? Questo è il pensiero di molti, gli stessi che tra l’altro lo avevano già venduto quattro o cinque volte negli ultimi due anni e neppure dopo sabato si sono accorti di quanto Icardi tenga davvero a essere il capitano dell’Inter. Icardi andrà via solo e soltanto se la società non mostrerà interesse nel trattenerlo e nel voler costruire una rosa che finalmente non debba ‘provare ad andare in Champions’, ma ci vada per capacità manifesta. Stefan de Vrij, Kwadwo Asamoah e Lautaro Martinez sono i primi tasselli, Josip Ilicic è un altro nome che interessa ai nerazzurri, il resto lo scopriremo solo a campionato chiuso e, soprattutto, a morsa UEFA allentata (40 milioni di euro da ‘produrre’ entro il 30 giugno)”.
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