Inter-Torino lascia in dote un quesito: Conte ha bisogno di un centrale?

Andrea Ranocchia Inter

La prestazione di Andrea Ranocchia in Inter-Torino, e la prima ora da incubo di tutta la difesa, hanno stimolato dubbi e interrogativi sull’assetto arretrato dei nerazzurri. Il mercato di gennaio può dare una mano a Conte

REPARTO ZOPPO – Le lacune difensive dell’Inter non possono essere giustificate o legittimate dalla presenza (o assenza) di elementi inaffidabili nel roster di Antonio Conte. Da inizio stagione, però, quando avevano cominciato a piovere critiche su Kolarov, la formazione nerazzurra lascia l’impressione di avere un comparto difensivo privo di almeno un altro centrale di ruolo. La prestazione disattenta di Andrea Ranocchia, in Inter-Torino, ha scoperchiato nuovamente i tombini di questa spinosa vicenda. Detto che l’interpretazione della difesa a tre di Stefan de Vrij è difficilmente replicabile, forse a questa Inter manca un elemento in grado di guidare la difesa con pari efficacia e assumersi le responsabilità di baricentro dell’intero pacchetto.

SCELTE – In quella zona di campo, Conte ha dimostrato di non apprezzare più di tanto le doti di Milan Skriniar. Per cui, Andrea Ranocchia sarebbe ufficialmente il sostituto di de Vrij, ma con alterne fortune fino a questo momento. L’assenza di un ricambio credibile in quel ruolo è il motivo principale per cui il nome di Maksimovic, del Napoli, ha cominciato ad orbitare intorno al pianeta Inter. In più, il contratto di Ranocchia scade a giugno prossimo e il club non sembra intenzionato a prolungare (soprattutto alle cifre attuali). Ma qualora l’Inter dovesse continuare a calcare palcoscenici europei di un certo peso, la necessità di rimpolpare il reparto difensivo potrebbe presto diventare più di una semplice esigenza.

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Maicon torna a giocare in Italia? Lo vuole un club veneto di Serie D

Douglas Maicon Inter-Milan

Il Sona, club veneto che milita in Serie D, vuole tesserare il 39enne ex terzino dell’Inter. Il direttore sportivo della squadra ha confermato e ammesso l’esistenza di una trattativa. Ecco tutti i dettagli

AMARCORD – La suggestione ha cominciato a girare da ieri e oggi è arrivata la conferma del club interessato: Maicon, ex terzino di Inter e Roma tra le altre, potrebbe tornare a giocare in Italia. Lo conferma il direttore sportivo del Sona, piccolo comune della provincia di Verona che ha la propria squadra nel girone B di Serie D: “Non vorrei sbilanciarmi – ha detto il ds Claudio Ferrarese a “Padovasport.tv” – quasi mi viene da sorridere. È tutto vero, un’idea nata un mese e mezzo fa ma ancora, appunto, rimane un’idea. Ci sono altri passaggi da completare, quindi parliamone sì, ma senza darlo già per fatto. L’idea nasce tramite conoscenze – sottolinea Ferrarese – nella fattispecie quella di un collaboratore che lavora molto con ragazzi brasiliani. Maicon sta ancora giocando (al Villa Nova Atletico Clube) e sta bene fisicamente, nonostante i 39 anni è in perfetta forma. Ha manifestato l’intenzione di tornare in Italia, dove ha alcuni affari su Milano. Vivrebbe a Verona, quindi non lontano dal suo centro d’interesse, e giocherebbe qualche mese con noi, da dicembre a fine stagione. Vedremo se si farà, sarebbe un sogno per noi, ma finché non lo vedo non ci credo, per noi sarebbe un salto di visibilità enorme“. Non resta che attendere novità, dunque. Per i tifosi dell’Inter, il nome di Maicon è sempre sinonimo di dolci ricordi.

Fonte: Padovasport.tv

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Inter-Real Madrid: dubbi e assenze nei blancos. Per Zidane è una finale

Zinédine Zidane Real Madrid

Poco meno di 48 ore al calcio d’inizio di Inter-Real Madrid. Per i nerazzurri di Antonio Conte, i dubbi sono soprattutto a centrocampo. Zidane, invece, deve fare i conti con parecchie assenze. Il dubbio fondamentale riguarda Karim Benzema (QUI le ultime)

COME UNA FINALE – È partito il countdown per Inter-Real Madrid. Zinedine Zidane deve fare i conti con alcune assenze sicure (come quella di Federico Valverde e Sergio Ramos) e con il dubbio cruciale Karim Benzema. Importanti i recuperi di Eden Hazard e Casemiro, risultati negativi al coronavirus dopo la quarantena. In difesa, dunque, il tecnico francese dovrebbe schierare Lucas Vázquez (devastante nella gara d’andata a Valdebebas), Raphaël Varane, Nacho Fernández e Ferland Mendy. A centrocampo, spazio al trio delle vittorie composto da Luka Modric, Toni Kroos e Casemiro (che avrà bisogno di ulteriori valutazioni mediche prima di poter scendere in campo). In attacco c’è il dubbio più grande: Hazard e Asensio paiono sicuri di una maglia. In base alle condizioni di Benzema, Zidane deciderà il da farsi. Da non sottovalutare l’ipotesi di un tridente leggero, con Hazard centravanti ibrido e uno tra Rodrygo Goes e Vínícius Júnior a completare il reparto.

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Inter-Real Madrid: Conte pronto a calare gli assi, dubbio sulla trequarti

Antonio Conte Inter

Inter-Real Madrid si avvicina e Antonio Conte prepara l’undici da schierare mercoledì sera, ore 21, a San Siro. La situazione del gruppo B di Champions League impone pochi calcoli e tanta voglia di vincere. Dopo Inter-Torino, ai microfoni di “Sky Sport”, lo stesso Conte aveva rivendicato l’equilibrio come pilastro ideologico della sua formazione

CERTEZZE – Inter-Real Madrid profuma di dentro o fuori per la formazione nerazzurra, ma anche per i blancos, che hanno bisogno di agganciare la vetta del girone B e mettere in cassaforte la qualificazione. La partita contro il Torino ha rispolverato antiche ovvietà, ma anche nuove suggestioni per il tecnico Antonio Conte. In difesa, è praticamente certa la titolarità di Milan Skriniar, Stefan de Vrij e Alessandro Bastoni. A centrocampo, l’allenatore nerazzurro ha qualche dubbio in più. Arturo Vidal e Nicolò Barella sono le uniche certezze, ma sul terzo posto da centrocampista bisogna ancora diradare le nubi, come pure sugli esterni.

RISORSE – Achraf Hakimi arriva da un filotto di prestazioni non entusiasmanti, ma in una partita d’attacco, come dovrà essere Inter-Real Madrid, diventa difficile rinunciare al marocchino. Dall’altra parte, Ashley Young è parso molto in difficoltà domenica pomeriggio. Probabile opportunità per Ivan Perisic, dunque, dopo la grande prestazione dell’andata. La coppia d’attacco non può essere in discussione: Romelu Lukaku (assente a Valdebebas) e Lautaro Martinez.

SUGGESTIONI – Il vero dubbio, come sottolineato qualche riga fa, riguarda la trequarti. E dunque il modo in cui Conte deciderà di approcciare Inter-Real Madrid. L’assenza di Marcelo Brozovic costringe il tecnico nerazzurro a rimodulare il proprio centrocampo. Roberto Gagliardini non ha entusiasmato contro i granata di Marco Giampaolo, ma sarebbe davvero sorprendente se Conte dovesse lanciare Radja Nainggolan dal primo minuto. Stefano Sensi è tornato in gruppo da poco, ma difficilmente l’allenatore si assumerà un rischio del genere. Ecco perché non è da escludere quell’assetto offensivo che ha caratterizzato i momenti migliori dell’Inter, finora: Alexis Sanchez dietro le due punte. Una mossa molto azzardata, anche perché ‘brucerebbe’ un prezioso cambio in corso d’opera. Ma l’Inter ha estremo bisogno di una vittoria. È bene non sottovalutare possibili sorprese nell’undici iniziale.

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Lampard: “Giroud è importante per noi e voglio che rimanga. A gennaio…”

Frank Lampard Chelsea

L’allenatore del Chelsea, Frank Lampard, ha parlato del futuro di Olivier Giroud, alla vigilia del match di Champions League in casa del Rennes. L’ex attaccante del Montpellier, inoltre, ha parlato del suo rapporto coi Blues e dello scarso minutaggio di inizio stagione a Telefoot

COINVOLTO – Il tecnico del Chelsea, Frank Lampard, ha detto in conferenza stampa che Olivier Giroud resta un profilo importante nei suoi piani. Ma ha anche suggerito che potrebbe non opporre resistenza qualora l’attaccante volesse lasciare i Blues a gennaio. L’ha fatto in conferenza stampa, alla vigilia della gara di Champions League contro il Rennes: “Ho delle idee e Olivier è un membro importante della nostra squadra – ha detto Lampard – . Guardate la sua carriera nel Chelsea: vorrà sempre giocare di più. So che sarà importante per me da qui in avanti, per questo voglio che Giroud rimanga. Ho un buon rapporto con lui e se si è mai sentito escluso avrò una conversazione con lui. Ma voglio che rimanga qui e sono molto disponibile nei suoi confronti. Al momento voglio che rimanga“.

SCENARI – Giroud è stato accostato all’Inter (e non solo) nei giorni scorsi. Nella stagione 2020/21, soltanto in un’occasione il centravanti francese ha giocato dal primo minuto: contro il Tottenham in Coppa di Lega il 29 settembre. Giroud ha rinnovato il suo contratto a maggio, ma il Chelsea ha investito parecchio nel reparto offensivo. “Ho letto le parole del suo agente – dice Lampard – e non le ho valutate in modo negativo, perché è normale. Conosco molto bene Olivier. Abbiamo avuto tante conversazioni, lui vuole giocare. Quando non gioca, è un supporto incredibile per gli altri giocatori. Si allena brillantemente a prescindere da tutto, e parliamo continuamente come abbiamo fatto lo scorso gennaio. A gennaio valuteremo la sua posizione, ma il mio primo pensiero deve essere sempre la forza della squadra. Sarò sempre onesto con Giroud, ma penso comunque che abbia un grande contributo da darci. Ho appena guardato il calendario fino a dicembre ed è brutale. Prima di tutto dobbiamo prepararci per questa partita (contro il Rennes) per provare a vincerla. Se dovessimo accedere al turno successivo, allora sarebbe un’opportunità per i giocatori che hanno bisogno di minuti.

Fonte: Theguardian.com

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Bucciantini: “Inter, col Real Madrid ho fiducia! Conte e Sanchez…”

Marco Bucciantini

L’Inter contro il Real Madrid ha buone probabilità di vittoria. A essere così fiducioso è Marco Bucciantini che, dagli studi di “Sky Sport”, attribuisce un ruolo importante al match di mercoledì (ore 21.00).

STAGIONE – L’Inter ha iniziato la sua stagione ieri, per certi versi. E quindi anche contro il Real Madrid dovrà trovare una prestazione convincente, ma non solo per il discorso qualificazione. Questo il pensiero di Marco Bucciantini: «Per la stagione dell’Inter, per l’idea che l’Inter ha di sé stessa, la partita di domani (sic) è una grande occasione di fare risultato. Le grandi stagioni passano anche dalle grandi partite. Per la qualificazione, se la giocherà con le altre due. Sei punti possono bastare, si possono fare. La vittoria dello Shakhtar Donetsk a Madrid rende il Real nervoso, le giocherà tutte. L’Inter ha bisogno di vincere una grande partita».

GRANDI MATCH – Bucciantini continua: «L’Inter contro le grandi squadre ha giocato le migliori partite quest’anno. Mi è piaciuta a Madrid, con Milan e con l’Atalanta. Fa più fatica quando trova squadre chiuse, forse è un problema di qualità nell’uscita di palla. Io ho fiducia nell’Inter. Su queste grandi partite deve costruire una maggiore padronanza della partita. Una grande squadra sa nascondere i danni, sa esaltarsi da questi. E l’Inter di questo periodo fa fatica».

MOMENTI – Infine, Bucciantini parla di Alexis Sanchez e delle possibili scelte di Antonio Conte: «In tutte le esperienze vincenti di Conte, c’è un organico di 15 elementi. In ogni reparto c’è qualcuno di fondamentale. Soprattutto in attacco, si gioca al 100%, si gioca tantissimo. E Conte si basa molto anche sui momenti dei giocatori. Se lui sente Sanchez più pieno, lo fa giocare».

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L’Inter si muove con meno sinergia, e i risultati si vedono

Antonio Conte Inter-Torino

L’Inter di Antonio Conte sembra aver perso i codici del proprio gioco. O perlomeno li ha momentaneamente sacrificati sull’altare del calcio offensivo.

MOVIMENTI – L’Inter di Antonio Conte era riconoscibile innanzitutto per un aspetto, nella stagione 2019/20. Ossia per come controllava gli spazi. Salvo alcune fisiologici momenti di difficoltà, nel complesso il tecnico era riuscito a costruire una squadra di occupare benissimo gli spazi di gioco. E questo lo si vede anche da come si sviluppava il gioco nella varie zone del campo. Analizzando i dati di WhoScored, la prima Inter contiana in Serie A applicava un gioco ben bilanciato lungo tutto il campo. Azioni manovrate sin dalla difesa, dove si produceva il 27% totale dei tocchi. Passando poi per il centrocampo (43%), e infine per l’attacco (30%). Uno stile di gioco che portava i nerazzurri a segnare soprattutto tramite azioni manovrate (11,5 a partita).

INVERSIONE – Quest’anno invece è visibile a colpo d’occhio l’inversione, dichiarata anche da Conte. L’Inter ora gioca un calcio maggiormente votato all’attacco, sacrificando alcune attenzioni in difesa. E infatti i tocchi in difesa sono scesi al 21%, mentre in attacco sono saliti al 35%. I centrocampisti rimangono al 43% di tocchi totali nel corso delle azioni nerazzurre, ma con un approccio diverso. Si è già detto più volte: l’Inter cerca i suoi attaccanti con molta più frenesia, perdendo spesso un po’ di lucidità in costruzione. E si è perso il prezioso contributo della retroguardia (Stefan de Vrij e Alessandro Bastoni su tutti) alla tessitura della manovra.

EFFETTI – E i risultati di questo approccio nettamente diverso sono ben visibili. In termini di produzione offensiva, con le azioni manovrate che salgono a 12,5 per gara, e i contropiedi a 0,8 (dai 0,5 dello scorso anno). Ma l’incremento realizzativo è marginale: nelle prime sette giornate di campionato, l’Inter ha segnato 20 gol quest’anno, due in più dello stesso periodo della scorsa Serie A. A cambiare nettamente, come lecito attendersi, sono i gol al passivo, quasi raddoppiati da 7 a 13.

EQUILIBRIO – A costo di diventare ridondanti, Conte deve lavorare nuovamente sugli equilibri della sua squadra. E lo sa. I reparti devono tornare a leggere i codici dello scorso anno, muovendosi in sinergia e utilizzando un baricentro “elastico”. In questo modo, gli avversari saranno costretti ad allungarsi, lasciando più spazi (sanguinosi) nelle retrovie. Un’Inter che invece attacca in modo pretenziosamente furioso (ma senza produrre in realtà di più) rischia solo di farli compattare meglio. L’Inter deve essere fautrice del suo gioco, ma deve anche sfruttare in modo intelligente lo scacchiere avversario, per non incappare in schieramenti a specchio (come anche il Torino ieri) che neutralizzano il furore offensivo.

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Inter, c’è vita oltre l’apatia, ma è tempo che le eccezioni diventino regole

Romelu Lukaku Inter-Torino

L’Inter di ieri, fino al 64′, ha ricordato già altre versioni di sé viste quest’anno. Sebbene, va detto, contro il Torino abbia disputato forse la peggior prestazione stagionale, prima dell’ultima mezz’ora. Ed è proprio da qui che Conte dovrà ripartire.

APATIA – L’Inter vista contro il Torino ha giocato in modo indolente per oltre un’ora. Non era in preda alla frenesia, che porta a sbagliare occasioni semplici, come nell’andata contro lo Shakhtar Donetsk per dirne una. I giocatori di Antonio Conte hanno presto abbracciato l’inerzia della gara, in attesa di capitalizzare occasioni da gol che però latitavano.

MR HYDE – Nel secondo tempo si è invece vista l’Inter in versione Mr Hyde. Una squadra furibonda, prepotente, che toglie spazi e respiro agli avversari. E questa versione era già scesa in campo alla prima giornata, nei minuti finali della gara con la Fiorentina, vinta 4-3. Un’Inter consapevole dei propri mezzi, che gioca senza paura e quasi con incoscienza. La rimonta contro il Torino potrebbe essere l’eccezione che conferma la regola, ma sappiamo quanto Conte non apprezzi la componente di follia.

FEROCIA – Del resto, era già chiaro nella scorsa stagione, soprattutto nei primi mesi. L’Inter di Conte rende al meglio solo quando gioca al 100%, se non di più. E questo avviene in primis tramite il perfetto controllo del centrocampo e degli spazi (a differenza di ieri). L’undici nerazzurro ha il potenziale per giocare per oltre un’ora come nell’ultima mezzora di ieri. E Conte dovrà lavorare proprio su questo: sull’abnegazione dei suoi per dominare costantemente la partita, scandendone il ritmo a proprio piacimento. Perché vincere in rimonta è bello, ma vincere dominando di più.

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Benzema, out contro l’Inter? Zidane pensa a un giovane

Benzema Real Madrid

Mercoledì alle 21 si giocherà Inter-Real Madrid. I blancos guidati da Zinedine Zidane rischiano di dover fare a meno non solo di Sergio Ramos, ma anche di Karim Benzema (QUI le ultime).

EMERGENZA ATTACCO – Il Real Madrid di Zinedine Zidane è in emergenza. Oggi Karim Benzema non si è allenato con il gruppo e la sfida contro l’Inter si allontana. Con Luka Jovic out causa positività al Covid-19. Il tecnico dei blancos pesca sembra quindi costretto a pescare dalla Castilla e su un vecchio avversario dell’Inter.

POSSIBILE SOSTITUTO – Si tratta di Hugo Duro, attaccante che lo scorso anno ha vestito la maglia del Getafe. Il classe 1999 ha giocato anche 1′ nel match di Europa League contro l’Inter di agosto. Quest’anno ha però preferito trasferirsi al Real Madrid B con l’obiettivo di giocare in prima squadra. Oggi, dopo 3 gol in 4 presenze, si è allenato sotto gli ordini di Zidane e potrebbe essere convocato per la sfida contro i nerazzurri guidati da Antonio Conte.

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Premier League, OK a tifosi negli stadi: 3 fasce di riapertura

Premier League logo

Buona notizia per i tifosi delle squadre di Premier League. Il governo britannico ha infatti dato l’ok alla riapertura parziale degli stadi a partire dal prossimo 2 dicembre. Ecco tutti i dettagli.

RIAPERTURA – “Sebbene a capienza ridotta, quindi, diversi impianti della Premier League potranno accogliere spettatori secondo il piano di riapertura degli impianti sportivi. È quanto ha stabilito il Ministero dello Sport britannico, quando il lockdown sarà sostituito con un sistema di chiusura territoriali basate su misure restrittive a seconda del tasso di contagio nelle singole aree”.

DETTAGLI – “Si fa quindi riferimento a stadi presenti in diverse zone: quelli ubicati nella Tier 1, ritenuti a basso rischio dal governo, potranno contenere fino a 4mila spettatori nel rispetto del distanziamento o la metà della loro capacità massima se l’impianto non supera le 8mila unità. Per quanto riguarda gli stadi nella Tier 2, invece, il limite dei presenti è fissato a 2mila persone (o il 50% della capienza della struttura) al contrario degli impianti nella Tier 3, quelli che presentano il rischio di contagio più elevato, che continueranno ad ospitare eventi a porte chiuse”.

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