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Mercato – Inter, Touré e Teixeira più vicini grazie al Suning http://ift.tt/1VJzBoj

Dopo l’arrivo dei cinesi, l’Inter deve intraprendere anche le giuste mosse di mercato. Tra i nomi più discussi nelle ultime ore ci sono quelli di Yaya Touré e Alex Teixeira. Entrambi i giocatori potrebbero arrivare grazie al Jiangsu, squadra di proprietà del Suning. Il brasiliano milita proprio nel club di Nanchino e, secondo il Corriere dello Sport, avrebbe parlato qualche minuto con Javier Zanetti e potrebbe essere dunque ceduto in prestito ai nerazzurri. Per quanto riguarda il centrocampista del Manchester City, invece, il Jiangsu potrebbe acquistarlo e poi rigirarlo in prestito all’Inter. Una cosa è certa, d’ora in avanti potrebbero nascere diverse collaborazioni tra il club cinese e quello milanese.

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Leonardo: “Inter, sono pronto a rientrare. Il progetto…” http://ift.tt/1TT4VvW

In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore dell’Inter e dirigente del PSG, Leonardo, ha fatto il punto sul proprio futuro.

INTER CINESE – “Molto dipenderà dalle forma usata per il cambiamento. E per forma intendo la comunicazione, il progetto, lo staff, tutto. Il calcio adesso segue un linguaggio nuovo, però alla fine i tifosi vogliono vincere e se il nuovo proprietario porta risultati l’atteggiamento cambia. Penso al Paris Saint Germain: anche lì i tifosi erano diffidenti, ma la proprietà qatariota ha saputo toccare i loro cuori. E non soltanto spendendo soldi”.

FUTURO A MILANO – “Non mi precludo nessuna possibilità, mi sento pronto per rientrare. Lo dico in generale, perché sono stato fermo tanto tempo. E’ ora di ricominciare. A club grandi come Inter e Milan basterà poco per tornare al top. Intanto io il giorno della finale sono rimasto a casa: pensare al passato e vedere la Spagna che domina a San Siro mi faceva effetto. Ma sono sicuro che la risalita sarà veloce. E se l’Inter si mette in casa un gruppo così importante, vuol dire che il progetto è forte. E senza un architetto che lo segua anche nelle difficoltà quotidiane, mandare avanti un’azienda di calcio è impossibile”.

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Rivoluzione Suning: Zanetti presidente, Leonardo dg e Cordoba ds? http://ift.tt/1t4pO0B

Dopo aver acquisito la maggioranza delle quote dell’Inter, il Suning si appresta a modificare anche gli assetti societari del club milanese. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, il presidente di Suning Commerce Group, Zhang Jindong, starebbe pensando di rivoluzionare l’Inter seguendo i consigli di Massimo Moratti. La prima mossa sarà quella di sistemare una posizione importante come quella dell’amministrazione delegato e tra i nomi papabili vi sono quelli di Franco Baldini, Marco Fassone e Federico Ghizzoni. Anche Leonardo è stato preso in considerazione ma è apparso come una figura più sportiva che amministrativa. Traballa anche il ruolo del direttore sportivo dove Piero Ausilio potrebbe cedere il posto a Ivan Cordoba. La novità più eclatante potrebbe essere, però, quella riguardante il futuro di Javier Zanetti: l’ex capitano nerazzurro è infatti tra i favoriti per ricoprire il ruolo di presidente in caso di uscita di Erick Thohir.

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Copa America, Banega trascinatore: gol e assist con l’Argentina http://ift.tt/1UvTslC

Nella prima partita del girone D della Copa America, l’Argentina si è imposta sul Cile con il risultato di 2 a 1. Assoluto protagonista della partita il neo acquisto dell’Inter Ever Banega: il centrocampista argentino ha messo a segno un assist per il gol di Di Maria e poi ha segnato il gol del momentaneo 2 a 0 andando a vincere, così, la sfida “nerazzurra” contro Medel.

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Medel, con chi ce l’hai? Dedica con dito medio su Twitter! http://ift.tt/1XzDNIY

Da sempre considerato uno dei centrocampisti più irruenti del panorama mondiale, tanto da guadagnarsi il soprannome di Pitbull, Gary Medel, dopo la partita di Copa America persa per 2 a 1 contro l’Argentina, si è sfogato con un tweet decisamente singolare. [embedcontent src=”twitter” url=”https://twitter.com/MedelPitbull/status/740066515295309824″%5D

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Mercato – Pazza idea “made in China”: Ibrahimovic di nuovo all’Inter http://ift.tt/1VIzWrd

Non succede, ma se succede…è davvero clamoroso. Zlatan Ibrahimovic di nuovo all’Inter: fantasia o realtà? Basterà attendere 24 ore per saperlo. Nella giornata di domani l’attaccante svedese annuncerà al mondo la sua prossima destinazione che, stando alle ultime indiscrezioni, dovrebbe essere il Manchester United di José Mourinho. Ma la notizia delle ultime ore ha dell’incredibile.

Come riportato da Premium Sport, infatti, l’ingresso in società del Suning Commerce Group potrebbe clamorosamente rovesciare le carte in tavola: l’Inter starebbe pensando al colpo ad effetto di inizio mercato, grazie alle fresche risorse economiche arrivate direttamente da Oriente che permetterebbero di soddisfare le ricche richieste contrattuali di Ibra. L’ipotesi di un ritorno in nerazzurro, però, sono limitate ad un misero 5%. Come affermato in precedenza, resta molto più probabile la pista che porterebbe Zlatan a calcare il verde prato dell’Old Trafford.

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EDITORIALE – Rivoluzione cinese http://ift.tt/213PPYT

Raccontare quello che è successo stamattina è tendenzialmente inutile. Chi non è riuscito ad assistere alla diretta è senz’altro stato in grado di recuperare uno dei tanti puntuali e precisi resoconti che si trovano sul web (ne abbiamo uno anche qui, ovviamente) e anche i più ritardatari o tradizionalisti troveranno domani – sui principali quotidiani di carta stampata – ulteriori, lunghi racconti di quanto è andato in scena a Nanchino. Nonostante ci sia già chi si è lanciato in questo tipo di esegesi, a mio modo di vedere è però superfluo lanciarsi in dissezioni accurate di quanto detto durante la conferenza: sminuzzarne ed esaminarne i contenuti adesso è decisamente fuori luogo, così come non ha senso scatenarsi in previsioni nebulose e dipinti di variegati scenari futuri che lasciano il tempo che trovano. Il motivo? Non certo la sfiducia negli addetti ai lavori preda di voglie ermeneutiche insopprimibili o la solita (insopportabile) sindrome di accerchiamento, bensì una semplice constatazione pratica: è di gran lunga troppo presto per operazioni del genere, dunque diffido di chiunque si stia prodigando già ora in queste elucubrazioni nostradamiche.

Del resto è facile: bisognerà aspettare dei dati concreti per poter avere un’idea chiara di ciò che attende l’Inter e del modus operandi cinese; nemmeno ventiquattro ore sono una finestra temporale ridicolmente inconsistente. Finché non potremo osservare ciò che la nuova dirigenza ha intenzione di fare a livello operativo, qualunque speculazione sul futuro avrà per forza la stessa consistenza del più raffinato onanismo cerebrale. Può essere piacevole (a volte) ma resta un esercizio sterile. Tra l’altro il passaggio di consegne tra Thohir e Suning, per quanto formalmente già compiuto, non si esaurirà subito: la gestione di un’azienda – per dirla tutta – qual è l’Inter attualmente è una faccenda complessa e così anche il cambio di proprietà non può essere una questione che si può esaurire in venti minuti. Tutta la cosa verrà presumibilmente conclusa nei prossimi giorni perché la sensazione è che, come sempre in ambito finanziario, ci vorrà ancora qualche tempo perché tutti i dettagli vadano al loro posto.

Forse è più interessante cercare di capire come può reagire a questa novità sconvolgente il tifoso, l’astante nerazzurro medio? Prima di tutto bisogna puntualizzare che la questione – nella sua interezza – è stata sorprendentemente rapida, giacché si era iniziato a parlare di un ingresso cinese in CdA con relativa quota di minoranza e, nel giro di breve tempo, ecco che Suning vuole in realtà rilevare l’intera baracca, con tanto di un bell’utile in tasca per il buon Thohir e soddisfazione (perlomeno apparente) di tutte le parti in causa. Non c’è quasi stato tempo per abituarsi all’idea della cessione da parte del tycoon indonesiano, sinceramente (altro che telenovele à la mr. Bee).

Dunque che provare, visto che non c’è stato quasi spazio per pensare?

Senza dubbio il mega scoop che è la svolta cinese dell’Inter lascia il tifoso nerazzurro molto sorpreso, perché non credo proprio che nessuno si aspettasse un passo indietro di Thohir (perlomeno a livello di proprietà) dopo nemmeno tre anni. La Beneamata è passata di mano relativamente poche volte nell’ultimo cinquantennio e oggi siamo di fronte al terzo proprietario diverso nel giro di quattro anni: una media più simile al numero di allenatori che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra che non sulla poltrona da presidente, in tutta onestà.

Suppongo anche che qualunque tifoso non abbia potuto fare a meno di avvertire anche un’ombra di timore di fronte a questo passaggio di consegne epocale; del resto una piccola preoccupazione è fisiologica nel momento in cui un soggetto ignoto si prende carico di una realtà a cui, da tifosi, si tiene moltissimo. Sarebbe accaduto con un qualsiasi homo novus italiano senza o con poca esperienza di pallone, figuriamoci con degli acquirenti provenienti da un Paese di cui sappiamo tuttora poco e del quale capiamo ancora meno. Una reazione di pancia, certamente, ma che senza dubbio la maggioranza silenziosa ha provato, com’è naturale che sia. “Cosa capiterà alla nostra creatura? Torneremo in alto? Si stuferanno presto e ci lasceranno a marcire in Lega Pro coi conti in rosso? Hanno voglia di investire tutto nella squadra e vincere tre volte di fila la Champions League?”. L’insipienza e l’incertezza non possono che destare dubbi, poco ma sicuro. E probabilmente ne ha avuti anche Thohir.

A fare da contraltare alla preoccupazione, però, c’è anche della malcelata speranza, una speranza di rinnovata grandeur. Tutto parte ovviamente dalle cifre circolate in questi giorni e dall’ironia dei tifosi, che si sono subito lanciati sulle gag di un’Inter tornata a essere più ricca di Creso e pronta a tesserare Messi o Cristiano Ronaldo: sintomo della voglia di alleggerire la tensione da un lato ma anche un tentativo di minimizzare le speranze di una nuova competitività dall’altro. È una reazione naturale quanto il timore: quando si parla di nuovi soci cinesi decisamente danarosi è inevitabile che la fantasia scappi e galoppi a briglia sciolta, anche inconsciamente. Ovviamente i media hanno subito cavalcato l’onda del momento lasciandosi andare a probabili undici per il prossimo anno in cui si sprecano colpi di mercato da diverse decine di milioni di euro… fantascienza pura, naturalmente, ma anche questo rende più complicato il tentativo di mantenere una certa lucidità.

Un coacervo di emozioni composite, quindi, e sensazioni magari anche contrastanti, in attesa di poter dipanare la matassa non appena si potrà comprendere cosa farà davvero la nuova composizione dirigenziale, se sarà una sorta di rivoluzione gattopardiana e tutto andrà avanti come è successo negli ultimi anni oppure se siamo di fronte a un vero stravolgimento epocale. Di sicuro c’è che stiamo entrando sempre più in un’epoca completamente nuova per l’Internazionale Football Club, a prescindere da quel che stiamo provando in questo momento.

È una nuova avventura, né più né meno. Ovviamente non va ancora giudicata così come, per forza di cose, non va analizzata/letta/fatta oggetto di previsioni. Per adesso questo nuovo tratto di strada a tinte orientali chiede solo di essere percorso e vissuto.

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Mercato – Santon in uscita: Bologna e Premier sul terzino http://ift.tt/1t2KXYR

Il futuro di Davide Santon potrebbe non essere più all’Inter. Il terzino italiano, che si è visto chiudere gli spazi durante la gestione di Roberto Mancini, pensa di cambiare maglia e città, con l’obiettivo di tornare nuovamente titolare e nell’orbita della Nazionale.

Secondo quanto affermato da Sportitalia, Claudio Vigorelli – agente del giocatore – sarebbe alla ricerca di nuove pretendenti per il suo assistito. Le opzioni non mancano: in Italia la prima società a farsi avanti è stata il Bologna, ma nel futuro di Santon non è da escludere anche un ritorno in Inghilterra, con diversi club della Premier League pronti ad assicurarsi le sue prestazioni.

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Thohir: “Resto, credo nel progetto. Vogliamo fare quello che chiedono i tifosi. Su Moratti…” http://ift.tt/1XxNCqM

Intervenuto ai microfoni di Inter Channel a margine della conferenza stampa di Nanchino, il presidente dell’Inter, Erick Thohir ha parlato della trattativa appena conclusa con il Suning.

PIANO – “Abbiamo un piano quinquennale e questo è il secondo anno, siamo cresciuti sia sul fronte sportivo che societario, ma nell’era dei superclub non è facile, dobbiamo essere davvero competitivi. Spero che quello che ho fatto in questi due anni venga rispettato, probabilmente non ho reso tutti felici ma credo comunque di aver fatto del mio meglio. Se andate a riascoltare le parole che ho detto a novembre 2013, l’Inter è uno dei 10 migliori marchi al mondo ma, in quanto a entrate, siamo al diciassettesimo posto. Nell’era dei superclub, nella maggior parte di questi le entrate superano i 300 milioni di Euro e continuano a aumentare. Col nuovo accordo per i diritti TV della Premier League credo che, tra i 30 club leader nella classifica dei profitti, 20 di essi saranno inglesi. Questi sono i miei calcoli, ma forse mi sbaglio, quindi, l’anno prossimo, potremo scendere ancora in questa classifica, forse al ventesimo posto. Non possiamo rimanere fermi ad aspettare”.

STABILITA’ – “Sono il presidente e devo prendere delle decisioni e assicurarmi che l’Inter sia stabile. L’Inter deve giocare in Europa League e poi qualificarsi alla Champions League. Forse questa non è la decisione migliore per tutti, ma penso che questa sia la miglior decisione per me come presidente dell’Inter e per le necessità della squadra. Il Gruppo Suning di Mr. Zhang, il Presidente, crede in questo progetto, lui vuole costruire l’Inter insieme a noi, farla crescere. Vuole che io rimanga presidente, mentre lui vuole far rimanere la dirigenza, crede nel progetto. Tutto questo arriva dopo aver cercato a lungo partner in Cina perché noi crediamo in questo, nella partnership. Il signor Moratti è un imprenditore, io sono un imprenditore e incontrare il signor Zhang che è un imprenditore è un bene, perché possiamo parlare la stessa lingua, allo stesso livello e avere le stesse sensazioni. Io sono molto felice, voglio che questo club cresca e possa competere a livello globale”.

ASIA – “La dirigenza e il progetto non cambieranno, c’è un piano quinquennale. Tuttavia, quel che cambierà sarà un aumento di tifosi in Cina, la presenza dell’Inter in Cina e in Asia che sarà sempre più forte. Come ho detto prima, il nucleo dei nostri tifosi rimarrà in Italia, sono loro che vengono allo stadio, che ci sostengono, che accompagnano l’Inter con la loro pazienza. Prima avevamo un’affluenza media di 45.000 persone allo stadio, è incredibile, ma poi quel numero è ancora salito e adesso siamo i primi in Italia in quando a affluenza e perciò dobbiamo ringraziarli. Allo stesso modo, visto che siamo nell’era del digitale, le persone si relazionano all’Inter in modo globale, abbiamo più di 100 milioni di tifosi in Cina, dobbiamo prenderci un impegno con loro, prenderci un impegno con l’Asia, ecco perché abbiamo deciso di andare in Asia dal prossimo anno e per i cinque seguenti, essere presenti in Asia e la Cina sarà uno dei punti focali principali. Abbiamo circa 190 milioni di tifosi in Asia e se guardiamo i dati sui tifosi in Indonesia, il numero sta crescendo”.

TIFOSI – “È bello costruire tutto questo insieme ai tifosi, ma comunque il nostro nucleo di tifosi rimane in Italia, non fraintendetemi. I cambiamenti saranno perlopiù nella parte aziendale, grazie all’impegno del Suning che vuole investire e far crescere il club. Quest’anno dobbiamo giocare l’Europa League e se riusciamo ad andare il più avanti possibile credo che sarà positivo e il prossimo anno dovremo essere in Champions League. Per arrivarci dobbiamo lavorare insieme, io, Suning, il presidente Zhang, credo che la cosa più importante sia avere una presenza continua in Champions League e dobbiamo trovare investimenti. Il Fair Play Finanziario è un altro tema da rispettare e dovremo trovare un modo, ovviamente non per aggirare il Fair Play Finanziario, ma per costruire un qualcosa che permetta all’Inter di avere una presenza continua in Champions League e anche per aumentare i nostri introiti. L’Inter è un brand globale con una storia incredibile e dobbiamo tornare a quei livelli”.

IO RESTO – “Non è vero che venderò anche il restante 30%, però, ancora una volta, la gente può dire quello che vuole. Io resto, credo nel progetto, stiamo lavorando insieme alla dirigenza, abbiamo appena siglato una partnership importante. Vogliamo costruire qualcosa insieme. Devo ringraziare il signor Moratti perché ha creduto nel progetto e anche nella transizione e per aver sostenuto il progetto in questi due anni e mezzo. Non è facile, ha sempre avuto un punto di vista aperto, ha sempre aperto il suo cuore perché ha creduto nel periodo di transizione sotto la mia guida e per questo lo ringrazio. Lui sarà un pezzo molto importante della storia dell’Inter, io per ora non voglio essere paragonato a lui perché non ho ancora fatto niente, l’unica cosa è stata guidare un periodo di transizione per far sì che l’Inter fosse competitiva. Credo proprio che i rapporti tra me e il signor Moratti non cambieranno, ceno ancora con lui quando vengo a Milano perché il nostro rapporto va oltre gli affari, è come una discussione in famiglia. Credo fermamente che lui continuerà a sostenere l’Inter e, come abbiamo anche detto col presidente Zhang, lui può ancora darci dei consigli, anzi, avremo bisogno dei suoi consigli perché lui rappresenta il DNA dell’Inter, ben più di noi. Questa partnership vuole costruire un bene di valore e, come sapete, Inter Campus continuerà a lavorare con Moratti e famiglia. Inter Campus è un progetto molto importante per il nostro futuro e che crescerà anche a livello globale grazie alla direzione di Carlotta Moratti. E’ una bellissima partnership e questa non è la fine della storia, anzi, la storia dell’Inter continua a crescere ed è bellissimo vedere che questa storia andrà avanti”.

CALCIO ITALIANO – “Vogliamo fare del nostro meglio, credo davvero che questa sia una grande partnership. Non vogliamo essere degli estranei, vogliamo davvero fare quello che ci chiedono i tifosi e anche riuscire a sostenere i cambiamenti portati da questa globalizzazione. Nonostante questa partnership, crediamo ancora nel calcio italiano. Il calcio italiano deve tornare a essere competitivo, questo è il momento. Il calcio italiano, nella sua storia, è stato ben presente in Cina fino a qualche anno fa. Adesso deve tornare a quei livelli e, con il sostegno di molti investimenti dalla Cina verso l’Italia, credo che potremo farcela in maniera positiva. Grazie ancora per il sostegno, io sarò ancora qua per voi, grazie”.

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