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VIDEO – È la nuova maglia nerazzurra? No, ma un gran bel FAKE http://ift.tt/1Tki8RQ

I bellissimi concept che il grafico milanese ha lanciato sul proprio portfolio di Behance hanno fatto il giro del web, ingannando anche i grandi dell’editoria online, che hanno riportato le immagini parlando di “maglia ufficiale”. Ecco i modelli HOME, AWAY e EUROPEAN della maglia dell’Inter 2016/2017 secondo Rupertalbe. Queste invece potrebbero essere le reali maglie nerazzurre della prossima stagione (FOTO GALLERY).

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Giordano: “L’assenza di Inter e Milan pesa. Spero tornino in alto” http://ift.tt/1slFigi

Ai microfoni di TMW Radio, Bruno Giordano, ex attaccante e ora allenatore del Tatabanya, ha parlato della situazione dell’Inter e del Milan: “Ormai non è più una stagione, ma questa situazione va avanti da due-tre. Inter e Milan sono assenze che pesano per il campionato italiano. Certo, adesso il distacco è diventato enorme, ma sono due potenze che mi auguro tornino presto tali”.

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Mancini, Champions e addio. Può essere l’ultimo anno all’Inter http://ift.tt/24Wz2tL

Il quotidiano Tuttosport, dopo aver riportato le parole di Roberto Mancini sul suo futuro all’Inter (“Resto al 100%”), ha rilanciato l’ipotesi di abbandono del tecnico jesino in caso di conquista del posto in Champions: “Nonostante il cielo sulla Pinetina si sia un po’ rasserenato, resta la certezza che Mancini inizierà la stagione con il contratto in scadenza: non è infatti all’ordine del giorno l’idea di ridiscutere l’accordo. Thohir è rimasto scottato dal rinnovo “strappatogli” da Mazzarri e non vuole commettere lo stesso errore anche perché ha trovato un tecnico che gli ha garantito come questo non sia un problema. L’aria che tira è quella di fine ciclo: Mancini alla fine del campionato saluterà e sogna da farlo al termine di una grande stagione in cui suo obiettivo minimo sarà riconsegnare la Champions all’Inter”.

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Mercato – Sfida Inter-Roma per Ansaldi-Caceres http://ift.tt/1Xwk3V1

L’edizione odierna del Corriere dello Sport riporta una possibile sfida di mercato tra l’Inter e la Roma: oggetti del desiderio dei due club sarebbero Cristian Ansaldi e Martin Caceres. Il Genoa non riscatterà il giocatore che farà ritorno allo Zenit San Pietroburgo e la Roma sembra già intenzionata a sborsare 8 milioni di euro, troppi per l’Inter che non intende spendere una cifra così alta per un giocatore che farà 30 anni il 20 settembre. Per quanto riguarda il difensore della Juventus, invece, l’Inter affonderà il colpo solo se il giocatore avrà recuperato completamente dall’infortunio. La Roma, che ha già raggiunto degli accordi con il giocatore, deciderà di perfezionarli solamente se le condizioni fisiche dello stesso saranno ottime.

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Buffon sull’Inter: “Se arrivi lontano dal primo posto nemmeno rosichi” http://ift.tt/1Xwk8bi

Ospite a Tiki Taka, Gianluigi Buffon ha espresso anche delle considerazioni sull’Inter e sul fatto che la squadra nerazzurra sia arrivata distante dal primo posto. Quando infatti gli viene chiesto di fare una considerazione sul momento negativo di Inter e Milan, il portiere della Juventus risponde così: “Quanto arrivi quinto o sesto non rosichi: la distanza o i problemi non te li fanno nemmeno provare quei sentimenti. Rosichi quando ci arrivi vicino, quando arrivi secondo o terzo, ma se arrivi sesto o settimo ti concentri sui problemi”.

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Inter-Suning: la trattativa continua. Moratti indeciso sul suo futuro http://ift.tt/1OzCiqS

La trattativa con il gruppo Suning continua e l’Inter deve ancora prendere posizione su certi aspetti. Su tutti, vi è la questione Moratti: come riporta il Corriere dello Sport, l’ex presidente nerazzurro non ha ancora preso una posizione chiara sul suo futuro: Moratti dovrà farlo a breve e dovrà fare chiarezza sulla quota del 29,5% che è ancora in suo possesso, decidendo se sia il caso di cederla o continuare a tenerla.

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Mercato – Touré: l’Inter è la sua destinazione preferita http://ift.tt/1XhLBNq

Il futuro di Yaya Touré è un’incognita e l’Inter, interessata da un anno a questa parte al giocatore, risulta la metà preferita per il centrocampista ivoriano. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il ruolo chiave nella trattativa lo detiene Roberto Mancini, che nonostante le condizioni precarie del giocatore, stravede per lui ed è sicuro di poterlo rilanciare nella squadra nerazzurra. “Con l’arrivo in panchina di Guardiola, oggi le possibilità che Yaya Touré resti al City rasentano lo zero. E l’Inter rappresenta la destinazione preferita, come ha fatto capire senza troppi giri di parole il suo procuratore, Seluk”, questo quanto riporta il quotidiano romano.

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Mercato – Banega è dell’Inter: Mancini ufficializza l’arrivo dell’argentino http://ift.tt/24WssDq

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’Inter avrebbe quasi ufficializzato l’arrivo di Ever Banega, centrocampista argentino del Siviglia. Ad ufficializzare l’arrivo del giocatore ci ha pensato direttamente Roberto Mancini ai microfoni di Gr Parlamento con quel “ha qualità e carattere, ci sarà d’aiuto”. Banega, che ha già posto le firme sul contratto, sarà nerazzurro per i prossimi tre anni, con ingaggio da 3 milioni di euro a stagione, più bonus e diritti d’immagine. Al Siviglia invece andranno 1,2 milioni per annullare la clausola che avrebbe comportato il rinnovo automatico di un anno del contratto in scadenza il 30 giugno.

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FOTO – Circolano le nuove maglie dell’Inter per la stagione 2016-2017, ma… è solo un concept! http://ift.tt/257S1VA

Una prima maglia con il classico nero e blu, arricchita da linee dorate tra una striscia e l’altra, una seconda bianca con una fascia nerazzurra a mo’ di sindaco e una terza, molto nostalgica con uno sguardo al passato e un chiaro riferimento ad una casacca storica come quella della Coppa Uefa vinta col Fenomeno Ronaldo contro la Lazio. Un tris perfetto per far sì che tali esperimenti grafici, dichiarati come unofficial concept dallo stesso autore, finissero per diventare virali, riportati anche da siti come Sportmediaset alla stregua di magliette ufficiali.

Per smascherare l’equivoco, basta semplicemente recarsi sul profilo Twitter di Alberto Mariani (@rupertalbe) e constatare come lo stesso grafico abbia condiviso i suoi tre esperimenti ponendoli come tali e smentendo chi spacciava per prospetti ufficiali le sue creazioni.

Ecco le tre magliette incriminate, che hanno suscitato reazioni molto positive tra i tifosi, probabilmente delusi dal fatto che si tratti solo di un equivoco…

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EDITORIALE – I dubbi del Mancio http://ift.tt/1XgcmSF

Il campionato è appena finito eppure da qualche giorno stiamo già parlando tutti dei fantomatici dubbi di Mancini e, soprattutto, ci chiediamo se il tecnico jesino rimarrà sulla panchina nerazzurra anche il prossimo anno.

Per adesso, intanto, il Mancio ha dichiarato più volte che rimarrà a Milano anche per la prossima stagione mettendo però la singolare condizione che, per proseguire, lui ha bisogno di vedere tutte le parti in causa contente di quest’unione tecnica. Venerdì scorso il mister ha infatti detto che lui resta se e solo se la presidenza, la società, i giocatori e i tifosi sono felici di andare avanti con lui.

Spesso abbiamo cercato di attenerci strettamente ai fatti e alle dichiarazioni dei protagonisti per valutare le veridicità di questa o quell’ipotesi lanciata dai media e vivisezionata dai tifosi, stavolta proviamo noi a credere per primi che davvero Roberto Mancini abbia dei dubbi sulla continuazione della sua seconda esperienza interista, partendo dalle ipotesi che godono di più credito presso i tifosi.

Tanti hanno voluto leggere nelle sue parole lo spettro del dubbio sulla sua eventuale permanenza in nerazzurro, dubbio che parrebbe connesso all’incerto futuro che attende il progetto dell’Inter di Thohir, limitato dalla mannaia del Fair Play Finanziario e dall’esiguo spazio di manovra in sede di mercato. I soliti problemi economici, insomma. In sostanza, ci si chiede se il Mancio rimarrà anche nel caso in cui non si riuscisse a ottemperare alle sue richieste, se la società dovesse fallire nel rafforzare la squadra secondo i suoi desideri. Molti sono concordi nel ritenere che l’ex leggenda sampdoriana potrebbe andarsene qualora Ausilio e la sua squadra non riuscissero a trovare i giusti elementi di carisma, esperienza e qualità che dovrebbero far fare lo step successivo all’attuale rosa. Questa sensazione sarebbe avvalorata anche dall’aver visto un Mancini demotivato e scorato durante il finale di stagione, abbattuto e avvilito dall’aver fallito l’aggancio al podio e, con esso, i preliminari di Champions League.

I sostenitori di questa posizione, perciò, vedono il Mancio in controllo della situazione e identificano in lui l’eventuale motivo di una separazione tra il Biscione e il suo mister mentre tendono a escludere il contrario, che è invece quanto sostiene un’altra fazione – di segno quindi opposto – che vede invece l’Inter non così certa della riconferma del mister (nonostante le parole di Ausilio e Zanetti nei giorni scorsi, che hanno prontamente ribadito di non avere motivi per non proseguire con il mister marchigiano). In sintesi, si pensa che la dirigenza del club di corso Vittorio Emanuele non sia soddisfatta dei risultati ottenuti fin qui dal tecnico e che quindi la società nerazzurra stia dando uno sguardo al panorama degli allenatori (liberi e/o liberabili) per rimpiazzare Mancini già dal prossimo anno, con una stagione d’anticipo rispetto a quel che dicono i contratti. La voce più insistente è ovviamente quella che vorrebbe il ritorno alla Pinetina del Cholo Simeone ma sono stati fatti i nomi anche di Frank de Boer, di Unai Emery e addirittura quello di Leonardo.

Ovviamente non c’è la benché minima garanzia che alcuno dei nominati possa arrivare davvero ma, prima ancora, non c’è alcun tipo di conferma – ancorché indiretta – che l’Inter stia trattando realmente con un potenziale nuovo allenatore, com’è logico che sia.

Vorremmo però provare a dare almeno due letture alternative sulla titubanza del Mancio, ammettendo che questa esista davvero.

Prima di tutto: e se le parole dello jesino siano effettivamente da ricollegare alle voci su Simeone ma in modo diverso da quello comunemente inteso? Proviamo a spiegarci meglio: conosciamo tutti il carattere di Roberto Mancini e sappiamo perfettamente che non è un uomo a cui piace essere messo pubblicamente in discussione. Dunque non gli ha fatto piacere che non solo apparisse sui media il nome del Cholo collegato alla panchina nerazzurra ma che addirittura gli si chiedesse un’opinione su un eventuale arrivo dell’allenatore argentino al suo posto (è successo durante una conferenza stampa). È quindi lecito supporre che possano essergli venuti i cinque minuti anche dando per scontato che la società non stia in alcun modo pensando di sostituirlo: l’ego del Mancio è grande e può non essere stato particolarmente soddisfatto delle smentite del club su Simeone, sempre accompagnate da una pioggia di complimenti e di rimandi al futuro. Ancora di più, c’è il discorso dei media, perché a tutto questo aggiungiamo che TV e giornali hanno spesso sostenuto che, nonostante le dichiarazioni di facciata, l’Inter stesse lavorando sotto traccia col Cholo: certe cose non fanno piacere e dunque si può anche pensare che l’eventuale insofferenza del mister del Biscione fosse più rivolta ai media che non al club, verso il quale Mancini non ha comunque risparmiato qualche frecciatina come a richiamare i dirigenti perché vanno benissimo la bravura di Simeone e il suo passato ad Appiano Gentile, ma al timone c’è ancora lui. E si può anche comprendere, francamente: se la società gli ha promesso sostegno assoluto, che sia tale anche (e soprattutto) in pubblico.

Più interessante ancora, tuttavia, è la seconda possibile interpretazione delle frasi sulla felicità di tutti: e se fosse proprio lo jesino il meno contento di tutti? Non per le poche garanzie sul rafforzamento della squadra né per un eventuale poco sostegno societario ma per il fallito raggiungimento dell’obiettivo. Normalmente non ci si pensa quasi mai ma un anno in cui un tecnico non riesce a centrare l’obiettivo (ambizioso, d’accordo, ma non gli si chiedeva lo scudetto) nonostante il proprio club si faccia in quattro per accontentarlo non rende soddisfatto l’allenatore stesso per primo. Siamo stracolmi di retorica sul calcio attuale pieno di milionari mercenari, pronti a incassare a prescindere dal rendimento, svogliati, pigri, stanchi, viziati e senza idee però a volte basterebbe reinquadrare la questione su binari meno arzigogolati – e più realistici – per capire che disattendere le proprie aspettative delude e fa arrabbiare (con due zeta) i protagonisti diretti per primi. E Mancini non fa assolutamente eccezione, anzi; se c’è un allenatore che vive totalmente sulla sua pelle il rendimento della compagine che è chiamato a guidare quello è lui – con tutti i pro e i contro del caso.

Il Mancio potrebbe essersi reso conto che il mancato arrivo sul podio dei suoi ragazzi dipende in prima battuta proprio da lui nonostante l’ex numero 10 di Samp e Lazio abbia dato fondo a tutte le sue personali risorse per centrare il maledetto terzo posto. Un’amara consapevolezza acuita dal triste rimpianto – visto come un’ulteriore aggravante – di aver condotto un intero girone in testa alla classifica, dilapidando in seguito il patrimonio accumulato durante gli avvii lenti di Juventus e Napoli e la crisi esistenziale della Roma. Si diceva già qualche tempo fa, in una seduta psicanalitica interna alla redazione: Mancini potrebbe davvero aver dato fondo a tutte le sue risorse tecniche, tattiche, motivazionali, nervose ed emotive pur di giungere al risultato e nonostante questo abbia fallito. Un simile esito avrebbe “svuotato” il serbatoio di energie di chiunque, figuriamoci di un uomo perennemente sotto pressione come il tecnico marchigiano.

Se tutto ciò fosse vero, allora diverrebbero d’un tratto immediatamente più logici i discorsi di qualche settimana fa sul voto di fine stagione alto che lui stesso ha dato alla squadra riservando per sé quello più basso, così come si capirebbe perché ha ipotizzato che disputare la prossima stagione coi soli ragazzi provenienti dalla Primavera potrebbe anche essere «più divertente» (cit. esatta) o come mai è apparso sempre meno teso dopo le sconfitte o perché sembrasse in debito di sonno negli ultimi tempi. La verità, dunque, è che Mancini potrebbe semplicemente essere molto stanco, troppo poco carico rispetto all’avvenire che si sta aprendo di fronte alla società milanese.

Le prossime settimane serviranno a fare definitivamente chiarezza sulle sorti della Beneamata e, intanto, forse vale la pena sperare che tutto ciò di cui si è parlato in questa sede si riveli semplicemente un inutile esercizio di esegesi fine a sé stesso perché un mister demotivato in panchina o l’ennesima rivoluzione copernicana non servirebbero a niente.

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