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Mercato – Doppia insidia italiana per Janmaat http://ift.tt/1TfWduZ

Nonostante la retrocessione del suo Newcastle che potrebbe facilitare la trattativa, la pista che porta a Daryl Janmaat è tutt’altro che in discesa. Il laterale olandese dei ‘Magpies’ è tornato di recente nel mirino dell’Inter, ma per arrivare all’ex Feyenoord bisognerà battagliare. Secondo quanto riferisce il britannico Newcastle Chronicle, infatti, anche Juventus e Napoli sarebbero sulle tracce del terzino classe ’89 legato al Newcastle da un contratto valido fino al 2020.

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Mercato – Inter su Alario: c’è l’incontro http://ift.tt/27pzYcd

Occhi vigili, radar sempre accesi sul mercato argentino. L’Inter si conferma costantemente attenta alla ricerca dei migliori giovani in giro del mondo e prova a beffare la concorrenza per Lucas Alario. Attaccante mobile del River Plate, classe ’92, autore fin qui di 9 reti in 20 presenze, l’argentino con passaporto italiano piace ai nerazzurri e nei giorni scorsi secondo La Gazzetta dello Sport sarebbe andato in scena un incontro tra le parti. Sul giocatore, però, restano vigili pure Sporting, Zenit, Benfica, Liverpool e Ajax.

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Una partita che per più di un motivo, vedeva la squadra sfavorita. Il quarto posto ottenuto matematicamente la settimana scorsa, il Sassuolo nettamente più motivato per raggiungere l’obiettivo storico dell’Europa League e l’idea che il Milan, con la vittoria dei neroverdi, sarebbe stato ufficialmente fuori dall’Europa. Solo alcune delle ragioni che per cui ieri vincere sarebbe stato più difficile del solito in trasferta. Nonostante questo, l’Inter vista nei primi 48 minuti, è parsa vogliosa. Prima di entrare nel fattore tecnico, va sottolineato come l’atteggiamento di almeno 8-9 giocatori era quello giusto. Ok, 3-1 finale per Politano e compagni rende folle quello che stiamo scrivendo, ma è stato così. Centrocampo solido, Kondogbia in crescita come si vede da tempo e Melo che ci mette grinta e solidità. Il meglio poi si vedeva in avanti: Palacio lucido e ordinato, Jovetic in serata abbastanza ispirata, anche se si divora un gol. Solo Eder sembra ancora fuori dal gioco e chissà se la sua avventura in nerazzurro potrà proseguire. Purtroppo tutto ciò che di buono veniva creato o pensato in attacco, è stato demolito da quando prodotto in fase difensiva: confusione totale. Saranno le vacanze vicine, un campionato archiviato e una serata storta ma ci si aspettava comunque maggiore intensità soprattutto per la mancanza di pressione. Senza contare le scelte arbitrali ancora una volta alquanto discutibili. Un brutto finale di stagione per i nerazzurri che avevano cominciato bene e con grandi obiettivi, ma hanno finito confermando tutti i problemi difensivi e caratteriali che si sono manifestati da gennaio. Dobbiamo comunque dirvi grazie per aver riportato questi colori in Europa e per averci fatto tornare, seppur per qualche mese, a vivere sensazioni importanti dopo annate tribolate e spesso desolanti. Adesso aspettiamo il momento di superare questo muro di illusione per poter rivedere l’Inter là dove merita. Questa volta per davvero. #editoriale #spaziointer #amala #forzainter #nerazzurri #sassuolointer #fcim #interisti #interfans #fcinter #milano by spazio_inter http://ift.tt/1sfoJ5s #fcim #InterClub #interclubpavia #inter1516 #inter http://ift.tt/1TioRuh InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/27pxUkw

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Focus – Tanto c’ha ragione chi fa gol http://ift.tt/252Tqwz

È finita, questa volta per davvero. Passa ormai in rassegna la stagione 2015/2016, annata contraddistinta da alti e bassi, da gioie, delusioni, stupori ed ovvietà. La sconfitta di ieri in terra emiliana, totalmente indolore per le aspettative nerazzurre, contribuisce a consolidare quello che probabilmente è il dato più preoccupante tra quelli raccolti negli ultimi nove mesi: i troppi pochi gol. Cinquanta per l’esattezza, pochi in relazione alle altre contendenti (83 Roma, 80 Napoli e 75 Juventus), pochissimi in relazione al parco attaccanti vantato dalla compagine nerazzurra per la stagione in corso. Numeri che fanno riflettere e che non possono essere analizzati soltanto alla luce di quell’inizio di stagione contraddistinto dalle tante vittorie di misura dove, paradossalmente, si arrivava a volte a creare anche più di quanto visto nelle ultime uscite. Numeri alla mano, l’Inter chiude la stagione con la media di 1.3 reti a partita, molte meno di quelle di Roma e Napoli, rispettivamente assestate su 2.2 e 2.1. Mattatore assoluto di stagione è stato Mauro Icardi, autore di 16 gol, praticamente un terzo di quelli messi a segno da tutta rosa: la poca uniformità nella distribuzione delle marcature è data anche dalle diverse soluzioni scelte dal tecnico, protagonista soprattutto nella prima parte di stagione di parecchi cambi di formazione dal centrocampo in su. Il problema, persistente praticamente dalle prime gare, ha portato gli uomini mercato nerazzurri a focalizzare tutte le attenzioni della sessione invernale di calciomercato su Eder, rafforzando ulteriormente un reparto pieno di uomini ma avaro di gol. La musica, nonostante l’innesto dell’ex Sampdoria, non è però cambiata: il solo gol messo a segno dal numero 23 ha ancor più evidenziato le difficoltà di un reparto potenzialmente dotato di un arsenale bellico ma che realisticamente è più volte parso armato di pistole ad acqua. Secondo marcatore di stagione è stato Ivan Perisic, che dopo la partenza balbettante ha conquistato San Siro a suon di grandi prestazioni e gol. Sette marcature, in linea con quanto messo in mostra ai tempi del Wolfsburg e con quanto sia possibile pretendere da un esterno di fascia purissimo, obbligato il più delle volte ad un infinito lavoro di corsa. Ed il resto? Il resto è veramente bottino magro: 6 gol Jovetic, con il terzo ed il quarto distanti esattamente un girone intero, 3 Ljajic, 2 Palacio ed uno Eder e Biabiany. Mancini, con grande serenità e lucidità, ha più volte analizzato la questione, definendo tanti dei sopracitati “Giocatori da 10/15 gol”, numeri abbondantemente distanti da quelli attuali. Archiviando questa poco prolifica stagione e spostando già l’attenzione, cosa può davvero servire a questa squadre per riuscire a segnare di più? Intanto, conoscenza dei propri mezzi: Jovetic ed Eder, ad esempio, seppur con background differenti, hanno storicamente mostrato una certa confidenza con il gol, che va assolutamente ritrovata per il bene proprio e per quello dell’Inter. Altrettanto fondamentale sarà la prossima preparazione estiva, fondamentale per mettere idee e benzina a servizio di una stagione che sarà particolarmente lunga. Poi, senza dubbio, un gioco più corale, semplice e meno individualista. La manovra nerazzurra, si è spesso persa in banali leziosità assolutamente non necessarie in quella che doveva e poteva essere una stagione chiave. Il quarto ed ultimo elemento può invece coincidere con maggiore qualità in mezzo al campo: spesso infatti, la manovra nerazzurra perde uno o più tempi di gioco a causa della scarsa verve degli attuali interpreti nell’innescare il motore offensivo di una squadra che nonostante i tanti cavalli sotto al cofano riesce a spingere troppo poco. Soprattutto contro compagini organizzate e compatte, i limiti della manovra nerazzurra sbattono contro il muro avversario costruito al ridosso dei trequarti dell’area opposta a quella interista, arenando ogni tentativo di manovra ad un possesso orizzontale in grado a volte di garantire poco più di due o tre occasioni per tempo. Tre vie per sfatare il taboo gol, può bastare? Troppo presto per dirlo. Può essere un buon punto di partenza? Ce lo auguriamo, sperando di soffrire meno e segnare di più, ricordando sempre che, comunque vada, ha ragione solo chi fa gol.

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Mercato – All’Inter piace Ederson: il suo cartellino… http://ift.tt/23SNO27

Per la prossima stagione l’Inter sta pensando già a qualcuno per sostituire Samir Handanovic in caso di partenza. Secondo quanto riportato da O Jogo, il nome comparso in questi giorni è quello di Ederson Santana de Moraes, portiere brasiliano del Benfica ventiduenne. Il suo cartellino, però, non è interamente della squadra portoghese perchè l’altro 50% è detenuto dal Rio Ave, squadra in cui ha giocato dal 2012 al 2015, e dall’agente Jorge Mendes.

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Di Francesco: “Siamo stati cattivi e vogliosi. Dovevamo portare i tre punti a casa” http://ift.tt/1Tfazbs

Dopo la vittoria di ieri contro l’Inter e il quasi certo piazzamento in Europa League (deve solo sperare che la Juventus vince la Coppa Italia), Eusebio Di Francesco, allenatore del Sassuolo, ha parlato al termine della sfida contro i nerazzurri: “Eravamo determinati, cattivi e vogliosi, nel secondo tempo quando c’è stata una piccola reazione dell’Inter abbiamo cercato più controllo della gara, anche se io avrei voluto che i ragazzi avessero cercato anche il quarto gol. Va benissimo così perchè era importante portare a casa i tre punti”.

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Ad Avellaneda una strada dedicata a Milito: la decisione il 22 maggio http://ift.tt/1OutGMA

Ieri ha appeso gli scarpini al chiodo e ha dato addio al calcio giocato, ma Diego Milito avrà l’onore di avere una strada dedicata a lui, così come ce l’avrà anche Roberto Pefumo, altra leggenda del Racing Avellaneda. I due calciatori si contenderanno le attuali Calle Italia e Pasaje Deseado, nei pressi dello stadio. La scelta verrà presa il 22 maggio, data simbolica per il Principe perchè sarà anche il sesto anniversario della vittoria della Champions League con l’Inter.

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Top 11 Serie A – Anche Brozovic nella miglior formazione http://ift.tt/1TfpmX2

Non manca l’Inter nella Top 11 della Serie A stilata dall’Ansa per la fine della stagione 2015-16. Nella formazione ideale del campionato è presente il centrocampista croato Marcelo Brozovic, ecco le motivazioni: “Stenta quando l’Inter è prima poi sale in cattedra con prestazioni convincente da centrocampista versatile e completo. Male con Milan e Sampdoria, segna una doppietta in Coppa Italia con la Juventus e si distingue con Fiorentina, Roma, Torino e Napoli”.

Nelle nomination presenti anche Joao Miranda e Samir Handanovic. Ecco, invece, la Top 11 completa: Buffon, Barzagli, Bonucci, Koulibaly, Pjanic, Hamsik, Brozovic, Nainggolan, Borja Valero, Dybala, Higuain.

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Nagatomo idolo di tutti: gli elogi dei compagni e del mister http://ift.tt/1WyyXv5

Tanti elogi per Yuto Nagatomo nel corso di uno speciale su di lui alla tv giapponese AsahiTv, dove è intervenuto anche il tecnico nerazzurro Roberto Mancini: “Nagatomo è un bravo giocatore e una brava persona. Gioca all’Inter da tanti anni ed è molto affezionato alla maglia, si impegna sempre negli allenamenti, è un grande professionista. Per questo motivo si è meritato di rimanere per tanti anni in un grande club come il nostro”.

Belle parole per il terzino giapponese le ha spese anche il capitano Mauro Icardi: “Yuto prima di tutto è un grande compagno. Si sacrifica sempre al massimo e non si risparmia per la squadra. Anche fuori dal campo abbiamo un buon rapporto, alcuni compagni vanno spesso in palestra con lui e fanno yoga, esercizi di stretching e rilassamento. Si mette sempre a disposizione di tutti”.

Non potevano mancare le parole dell’ex capitano e ora vicepresidente, Javier Zanetti: “Lui è entrato subito nella nostra grande famiglia con umiltà e professionalità. Negli anni è diventato più continuo nel rendimento, è molto generoso e disponibile, sempre pronto quando la squadra ha bisogno”.

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Pea elogia Mourinho: “Quando hai a che fare con uno così è difficile imitare” http://ift.tt/1rNbYzf

Dopo aver vinto la Champions under18 Challenge con la Primavera dell’Inter nella magnifica annata del 2010 capitanata da José Mourinho, Fulvio Pea si confida in esclusiva ai microfoni di PassionePremier.com (CLICCA QUI per leggere l’intervista esclusiva), commentando le gesta dello Special One e l’esperienza al suo fianco, raccontando anche qualche curioso retroscena: “Io ho visto da vicino tantissimi allenamenti ed ho approfittato per seguire i metodi e le strategie utilizzate e questo è stato uno dei momenti fortunati della mia carriera. Penso però che non mi abbiano aiutato nel prosieguo della mia carriera, perché quando hai a che fare con un allenatore così importante e con delle qualità umane così elevate, è difficile imitare, copiare o rubare anche dei piccoli segreti. Una cosa che mi colpì molto fu questa: un fine settimana lui doveva integrare un giovane della Primavera alla sua squadra per la partita della Domenica, ma pretese a tutti i costi che scegliessi prima io il mio undici titolare, per poi scegliere lui il Primavera tra le riserve. Una cosa molto particolare, molto significativa, che fa capire che oltre ad essere un bravo allenatore è stato una persona che ha fatto crescere una società, una persona con dei valori morali importanti”.

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