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Interpellato dai microfoni di Mediaset Premium, Piero Ausilio ha regalato alla nota emittente TV qualche considerazione sull’imminente mercato estivo e sulle ambizioni prossime della società nerazzurra, partendo dallo spegnimento totale delle voci su un possibile ritorno ad Appiano Gentile di Zlatan Ibrahimović, campione mai dimenticato dai tifosi: «Galliani ha detto che Ibra ha offerte da tre continenti diversi? Ottimo, io non lo sapevo nemmeno! Questo perché, ovviamente, ci sono delle motivazioni esclusivamente economiche (e non tecniche!) che ci impediscono categoricamente di poter trattare Ibrahimović… Poi io non conosco i piani del Milan [riferimento al fatto che prima di lui è stato intervistato l’AD rossonero, NdR] ma noi ce l’abbiamo già il nostro centravanti e vogliamo andare avanti con lui, quindi non è un discorso che ci riguarda. Le parole di ieri di Mancini? Io col mister parlo tutti i giorni e penso che siano state fatte interpretazioni più mediatiche che altro relativamente a quanto ha detto. Lui ha ripetuto cose che noi ci diciamo praticamente sempre. Parlare chiaro vuol dire avere programmi chiari e stiamo discutendo di questi programmi; ci sono delle difficoltà che sono legate a quanto ci chiede la UEFA relativamente al Fair Play Finanziario e ai paletti che ci ha imposto anche per il prossimo anno. Sono sicuramente cose impegnative ma conosco la situazione, la conosce anche il mister e bisogna semplicemente essere chiari, serenamente, con tutti. Non è che ci possiamo nascondere dietro a delle situazioni che la UEFA ci ha fatto presente e ribadito più volte, ecco».
Quando gli viene chiesto se c’è qualche cessione grossa all’orizzonte, il DS nerazzurro risponde tranquillamente ma, in qualche modo, evitando di sbilanciarsi: «Ma no, adesso è presto. Non è che si possa per forza parlare sempre e solo di cessioni e acquisti. Noi adesso abbiamo una buona squadra e vogliamo ripartire da questo gruppo, che è stato cambiato quasi per il 50% lungo l’arco della stagione che si sta per concludere ma non abbiamo nessuna intenzione di cambiare tantissimi calciatori per il prossimo anno. Su qualcosa comunque stiamo lavorando già adesso, abbiamo delle idee che dovremo chiudere da qui a breve e poi cercheremo di fare un mercato tra entrate e uscite ma che non preveda chi sa che ricambi. Le nostre ambizioni, i nostri programmi ci sono, l’ho detto prima. Noi parliamo. Quando si progetta una stagione non si inizia a maggio o giugno ma molto prima, presto. Anche perché voi dei media parlate di mercato tutto l’anno quindi non è che possiamo star fermi fino a giugno, altrimenti ci faremmo trovare impreparati! In realtà, le cose le stiamo già impostando col mister e al di là di programmi e ambizioni c’è la voglia di far bene attraverso il gruppo, il lavoro e l’esperienza. Non dimentichiamo che questa squadra è giovane, raccoglie ragazzi arrivati da tanti campionati diversi e sono tutti elementi che con l’esperienza di questa stagione saranno migliori poi l’anno prossimo, come tali non c’è bisogno di andare a cercare chissà che cosa».
Infine, Ausilio fa da pompiere relativamente a qualche dichiarazione un po’ forte sentita negli ultimi tempi e conferma ancora una volta le intenzione nerazzurre di non essere delle semplici comparse in Serie A: «Le dichiarazioni di Handanović? Mah, Samir, come l’allenatore, il DS o il presidente, vuole giocare la Champions tutti gli anni… Anzi, io vorrei vincere lo scudetto ogni anno ma poi c’è una realtà con cui bisogna fare i conti. Bisogna essere onesti con noi stessi e dobbiamo essere onesti con la gente. Noi sappiamo che dobbiamo fare le cose in un certo modo e che qui non è che si hanno le risorse per spendere e spandere in tutti i modi. Bisognerà arrangiarsi con un po’ di fantasia, con un’attenzione massima al bilancio ma questo non vuol dire che l’Inter partirà accettando passivamente il verdetto del campionato e per guardare gli altri. Noi cercheremo di essere da subito combattivi e competitivi perlomeno grazie all’esperienza fatta quest’anno e poi con quel qualcosa di nuovo che ovviamente arriverà».
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Sassuolo-Inter, la cronaca degli ultimi 90 minuti dell’Inter 2015-2016, dell’ultima giornata di campionato. I nerazzurri concludono il campionato di Serie A al quarto posto e puntano a raggiungere quota 70 punti. Gli emiliani invece cercano la vittoria per centrare il sesto posto e quindi l’accesso ai preliminari di Europa League (aspettando la finale di Coppa Italia tra Milan e Juventus).
Comincia la gara sotto una pioggia battente. Al 6′ Sassuolo subito in vantaggio: Politano tenta un tiro innocuo dai 25 metri, ma la deviazione di Murillo spiazza Carizzo, che non può far altro se non guardare il pallone rotolare in rete.
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LA STORIA – In Emilia la squadra di Milano ha giocato tantissime volte, ma contro il Sassuolo ci sono solo due altalenanti precedenti risalenti alle ultime stagioni. Il 22 settembre 2013 Handanovic e compagni travolsero la matricola appena arrivata in Serie A con un roboante 0-7: di Palacio, Taider, Alvarez, Cambiasso e Milito (2) le reti ospiti, il cui bottino fu arrotondato da un autogol di Pucino. A inizio febbraio 2015, invece, i neroverdi si presero una netta rivincita, battendo il Biscione per la prima volta nella loro storia: Zaza e Sansone illuminarono il ‘Mapei Stadium’ nel primo tempo, Icardi illuse a dieci minuti dalla fine e un rigore di Berardi chiuse i conti allo scadere per il 3-1 definitivo.
IL PRESENTE – La gara di oggi vale per l’ultima giornata di Serie A: i nerazzurri non hanno più nulla da chiedere a un campionato che, rispetto agli standard degli ultimi cinque anni, è possiamo ritenere positivo ma che, al netto dell’ottimo girone di andata e della crisi invernale, poteva sicuramente terminare con qualche punto in più e qualche rimpianto in meno. Al di là degli obiettivi, centrati o mancati a seconda dei punti di vista, a inizio stagione si chiedeva a Mancini di trovare dei punti di riferimento, di iniziare a costruire su qualche pilastro già esistente mettendone degli altri. Questo compito, pur con tutte le critiche che si possono ragionevolmente muovere ad un allenatore responsabile di un gioco a tratti improponibile, è stato portato a termine: rispetto all’anno scorso siamo certi che l’Inter del futuro potrà contare su un Miranda, un Brozovic, un Perisic e forse su un Kondogbia in più (a patto che il francese continui ad essere quello degli ultimi due mesi). Al mercato, da domenica, l’ardua sentenza di decretare eventuali altre certezze. Sull’altra sponda, il Sassuolo viaggia a vele spiegate verso un sesto posto che avrebbe del clamoroso, visti gli investimenti stratosferici, in proporzione, di tutte le compagini che al momento la precedono e di almeno un paio di quelle che la seguiranno. Di Francesco è l’autore di un autentico miracolo, che però, a differenza del più volte chiamato in causa Leicester, è frutto di un impegno e di un progetto triennali. Nonostante la partenza di Zaza, il Sassuolo ha segnato solo tre reti in meno rispetto all’Inter e, rimanendo più o meno in linea con il dato relativo alle due precedenti esperienze in massima serie. La vera novità riguarda la casella dei gol subiti: dopo le 72 reti del 2013-14 e le 57 del 2014-15, quest’anno con 39 gol presi il Sassuolo è la quarta miglior difesa del campionato dopo Juventus, Napoli e Inter. L’equilibrio è stato raggiunto e non ha motivi per spezzarsi.
LE ULTIME – Per Sassuolo-Inter Roberto Mancini non convoca Adem Ljajic: l’ex Roma è sempre più fuori dai progetti nerazzurri ed è pronto a far ritorno nella capitale. Il modulo di partenza di domani sarà il 4-2-3-1 ‘prudente’ delle ultime uscite. Handanovic è squalificato, così giocherà Carrizo. Davanti a lui sono pronti D’Ambrosio, Juan Jesus, Murillo e Nagatomo. A centrocampo, viste le non ottimali condizioni fisiche di Felipe Melo e Medel, potrebbe esserci spazio per Gnoukouri, che dopo aver giocato nella prima giornata ora è destinato a chiudere il campionato; accanto a lui Kondogbia. In avanti, con Perisic squalificato, Brozovic, Jovetic e Palacio giocheranno a supporto di Eder, che rileverà l’infortunato Icardi. E’ probabile che nella ripresa Mancini dia spazio ai diversi Primavera convocati. Il Sassuolo non abbandona il 4-3-3 che ha fatto le sue fortune e schiera la formazione migliore, orfano solo di Beradi, fermato dal giudice sportivo. Davanti a Consigli la linea a quattro sarà composta da Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi e Peluso. A centrocampo ci saranno Pellegrini e l’ex Duncan ai lati di Magnanelli. In attacco sono pronti Politano, Defrel e Sansone.
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