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Dopo le parole di Handanovic nel post-partita tra Inter e Empoli, ultima gara nerazzurra a San Siro, la società sta provando a muoversi in anticipo nel tentativo di non restare scoperta tra i pali. L’identikit perfetto come sostituto del portiere sloveno è Mattia Perin, numero uno del Genoa di Gasperini, adesso fermo in infermeria dopo la rottura del legamento crociato che gli ha precluso la strada verso l’Europeo. Siccome Handanovic piace molto a Pep Guardiola, che lo vorrebbe come colonna difensiva del suo nuovo Manchester City, l’idea di Ausilio è quella di chiudere subito con il club rossoblu, prima che per l’estremo difensore italiano si apra un’ipotetica asta.
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Su Tonny Vilhena ci sono Inter, Milan e Juve. Il 21enne di proprietà del Feyenoord piace a più di club italiano soprattutto per la sua duttilità, è infatti capace di ricoprire tutti i ruoli di centrocampo: trequartista, esterno e anche regista in un 4-2-3-1.
Nonostante la concorrenza, pare che l’Inter sia convinta e non mollerà la presa. Dopo aver ingaggiato Banega a parametro zero, Vilhena (in scadenza di contratto) è il prossimo obiettivo della società nerazzurra.
Intanto Yaya Touré, ha richieste di ingaggio davvero troppo alte, perciò Ausilio preferisce puntare sull’olandese del Feyenoord.
Alla già ampia concorrenza per il giocatore, secondo quanto riportato da TuttoSport si sarebbero aggiunti anche Lazio, Fiorentina e alcuni club spagnoli.
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La Lega di Serie A ha reso noto il programma della 38esima e ultima giornata di Campionato. Tra tutti, spunta l’eccezione del match Sassuolo-Inter: orario identico, data modificata. La partita era prevista per domenica 15 maggio alle 20.45, sarà anticipata a sabato 14 maggio alle ore 20.45. Il motivo? Garantirne la contemporaneità con Milan-Roma e Napoli-Frosinone. La squadra di Di Francesco e i rossoneri se la giocano per un posto in Europa League.
Questo il calendario dell’ultima giornata di Serie A:
Sabato 14 maggio, ore 17.00: Juventus-Sampdoria, ore 20.45: Milan-Roma, Napoli-Frosinone, Sassuolo-Inter. Domenica 15 maggio, ore 18.00: ChievoVerona-Bologna, Empoli-Torino, Genoa-Atalanta, ore 20.45: Lazio-Fiorentina, Palermo-Hellas Verona, Udinese-Carpi.
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L’avventura di Francesco Totti alla Roma non si è ancora conclusa e lo stesso giocatore è in attesa di capire se continuerà oppure no. Sul numero dieci giallorosso si è soffermato Roberto Mancini, il tecnico dell’Inter ha detto la sua a Il Messaggero a proposito del contratto del giocatore e delle sue prestazioni in campo: “Totti può giocare anche da fermo. Ha fatto talmente tanti assist che è davvero difficile ricordarne solo uno; quello che sta facendo ora, alla sua età, appartiene solo a un grande campione. Credo che anche tra dieci anni Totti avrà la stessa qualità tecnica, è un campione di un’altra categoria”.
Come mai il numero 10 si conferma più trascinatore di un centravanti? “Perché il numero 10 è il giocatore con più qualità e tecnica, in grado di trascinare il tifoso. E’ colui che costruisce l’azione, talvolta la finalizza o che mette in porta l’attaccante. Quello che ha i piedi migliori degli altri”.
Quale sarà l’evoluzione del numero 10? “Non credo ci sarà, rimarrà sempre il numero 10. Magari in alcuni momenti si potrà giocare con una mezzapunta classica, come Totti, oppure a volte farà invece la seconda punta come spesso avviene nelle squadre alla ricerca di maggiore equilibrio. Però è chiaro che se la squadra dispone di un grande giocatore, di un numero 10, oltre ad avere due grandi attaccanti, credo abbia già una straordinaria base di partenza. Basta vedere il Barcellona con Neymar, Suarez e Messi, che può essere un numero 10: con giocatori di questa qualità e di classe si parte sempre dall’ 1-0”.
Le sarebbe piaciuto allenare il capitano giallorosso? “Io ho avuto la possibilità, anche se lui era giovane, di giocarci contro e, come ho sempre detto fin dai tempi del suo debutto, è sicuramente il calciatore che mi somigliava di più per qualità, movimenti, gesti tecnici e per la rapida intuizione dello sviluppo della manovra. Mi fa molto piacere che Totti ancora oggi possa fare la differenza in Serie A”.
Nella sua squadra dove lo avrebbe eventualmente schierato? “Prima Totti e poi gli altri 10!”.
Quindi lei gli rinnoverebbe il contratto? “Credo che sia doveroso e giusto: ha dedicato tutta la sua vita alla maglia giallorossa. Non conosco la vicenda ma parliamo di un giocatore che poteva andare via in qualsiasi momento. Avrebbe potuto giocare nei più grandi club e se è rimasto tutta la vita a Roma, penso che con qualsiasi presidente e allenatore ci sia alla Roma, Totti debba rimanere il simbolo di questa squadra”.
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Ivan Perisic, con il gol contro l’Empoli è arrivato ad un totale di 7 reti e una dozzina di assist, inclusa la triangolazione che ha permesso ad Icardi di sbloccare l’ultima partita.
Il giocatore è stato ancora una volta uno dei migliori in campo, proprio per questo WhoScored lo ha inserito nella top 11 della settimana: sulla sinistra figura il nome del nerazzurro con un meritatissimo voto alto (8.4).
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Billy Costacurta ha espresso il suo più sincero parere a proposito della stagione nerazzurra, l’Inter è arrivata quarta ma la sufficienza non la merita, anche Mancini avrebbe dovuto fare di più.
Ecco le parole dell’ex difensore del Milan rilasciate negli studi di SkySport: “Credo che lo stesso Mancini non abbia capito punti deboli e punti di forza della squadra. La stagione non può essere sufficiente perché le aspettative su Mancini sono altre perché è uno degli allenatori più bravi, questa è una squadra che deve giocare come minimo meglio“.
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A quanto pare il Benfica ha messo gli occhi su Marko Pjaca, ma non è nell’interesse del giocatore ricammbiare lo ‘sguardo’ club portoghese.
Nonostante un’offerta di circa 20 milioni, è lo stesso agente di Pjaca, Marko Naletilic, a bocciare la destinazione. L’Inter ha ancora speranze. Queste le sue parole a Sportke Novosti: “Con tutto il rispetto per il Benfica, Marko deve andare in uno dei cinque maggiori campionati. È un giocatore che merita di stare in squadre più forti del Benfica”.
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…Ci siamo quasi, se non sono titoli di coda, manca davvero poco. L’Inter archivia la stagione 2015/2016 con un quarto posto che né esalta né deprime e, forte delle ambizioni del tecnico e della società, getta già lo sguardo sulla prossima finestra di calciomercato. Analizziamo ruolo per le principali trattative a tinte nerazzurre sia sul fronte delle entrate che su quello delle uscite:
PORTA Partiamo proprio dalle parole di Samir Handanovic, sempre più criptico sulla sua permanenza all’Inter: l’eventuale partenza del numero uno sloveno (che piace al Chelsea di Conte) aprirebbe una vera e propria caccia al futuro numero uno nerazzurro, ruolo storicamente ricoperto da profili di particolare blasone. Molto concreta l’ipotesi italiana, con Perin,Sportiello e Sirigu pronti a raccogliere l’eredità del gigante ex Udinese. Nessun prescelto fino ad oggi: le posizioni dei tre verranno monitorate nel corso dei prossimi mesi e soltanto se la separazione dall’attuale estremo difensore di Lubiana dovesse concretizzarsi. Dovrebbe invece restare in nerazzurro Juan Pablo Carrizo, per il quale non sembrano essere pervenute particolari offerte in grado di far vacillare la sua posizione di dodicesimo.
DIFESA Reparto già rovente, sia in entrata che in uscita. Se da una parte le parole del procuratore di Caner Erkin aprono le porte ad un suo approdo in nerazzurro, dall’altra, quelle dell’agente di Alex Telles lasciano presagire un possibile addio del giocatore. Due terzini sinistri, un parametro zero per un diritto di riscatto da esercitare: l’ipotesi fa gola agli uomini mercato nerazzurri. Sulla corsia opposta, i fari del mercato nerazzurro sono orientati su Pablo Zabaleta, esperto terzino del Manchester City e della nazionale albiceleste, già allenato da Mancini ai tempi della sua avventura oltremanica. Per portare a termine l’operazione serve l’aiuto del City, club a cui il giocatore ex Espanyol è legato in virtù di un contratto in scadenza nel 2017. Outsider per le corsie esterne può essere il sempre apprezzato Ansaldi, abile nel destreggiarsi su entrambe le fasce e protagonista di una stagione da incorniciare nel Genoa di Gasperini. In uscita rimangono invece da valutare le posizioni di Dodò e Ranocchia, prossimi al rientro a Milano dopo il prestito semestrale alla Sampdoria.
CENTROCAMPO Altro reparto, altre scintille: nelle ultime ore si è parlato a lungo di Tonny Vilhena, altro parametro zero, questa volta proveniente dalla terra dei tulipani. Il giocatore, corteggiato anche da Milan e Juventus, garantirebbe ai nerazzurri un rinforzo di qualità e prospettiva, utile soprattutto come vice Kondogbia anche alla luce delle tante sfide che contraddistingueranno la prossima stagione. Felipe Melo spegne invece ogni voce che lo vede lontano da Milano: il brasiliano è intenzionato a restare e soltanto una super offerta potrebbe farlo vacillare. Continua anche la telenovela Tourè, accostato ormai da più di un anno ai colori nerazzurri: l’ivoriano continua ad essere uno dei pupilli di Mancini e non è da escludere un nuovo e, questa volta vincente, assalto. Piace anche Lucas Biglia e non è mai stato un mistero. A preoccupare è però la valutazione attribuita al giocatore dalla Lazio, decisamente fuori portata per le attuali tasche nerazzurre. In uscita rimane invece vivo l’interesse delle big d’Europa per Marcelo Brozovic, ma per il cartellino del croato serve la classica offerta irrinunciabile.
ATTACCO Tanto movimento anche in zona gol, dove l’addio di Ljajic sembra ormai scontato. Le parole del ds Sabatini sembrano chiare: il serbo tornerà a Roma aprendo le porte ad almeno un’altra operazione in entrata. Piacciono i laziali Candreva e Felipe Anderson, ma, proprio come per il compagno Biglia, le valutazioni sembrano fuori portata. Intriga invece il profilo di Pavoletti, centravanti del Genoa seguito a più riprese da Piero Ausilio ed autore del gol del vantaggio nel Derby della Lanterna di oggi. In uscita verrà valutata anche la posizione di Jovetic, protagonista come il compagno Handanovic di dichiarazioni non esattamente rassicuranti sulla sua permanenza in nerazzurro. Praticamente fuori pericolo le posizioni di Icardi e Perisic, perni offensivi della gestione Mancini 2.0 ed incedibili se non dinanzi ad offerte realmente folli.
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