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Al termine della seduta di allenamento odierna e prima del consueto ritiro pre-partita, Roberto Mancini ha diramato la lista dei convocati per la sfida contro l’Empoli. Secondo quanto riportato dal sito ufficiale dell’Inter, inter.it, sono 22 i nerazzurri che domani raggiungeranno lo stadio Meazza. All’appello manca solo Jeison Murillo squalificato dopo l’espulsione contro la Lazio.
ECCO LA LISTA COMPLETA DEI CONVOCATI:
Portieri: 1 Handanovic, 30 Carrizo, 46 Berni;
Difensori: 5 Jesus, 12 Telles, 21 Santon, 25 Miranda, 33 D’Ambrosio, 55 Nagatomo;
Centrocampisti: 7 Kondogbia, 17 Medel, 27 Gnoukouri, 77 Brozovic, 83 Melo;
Attaccanti: 8 Palacio, 9 Icardi, 10 Jovetic, 11 Biabiany, 22 Ljajic, 23 Eder, 44 Perisic, 97 Manaj.
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La Corte sportiva d’appello della FIGC ha respinto il ricorso dell’Inter, ma anche quello della Juventus, per quanto riguarda la chiusura delle rispettive curve per un turno, con la condizionale di un anno, per cori razzisti. La sanzione per il club nerazzurro era arrivata successivamente alla sfida con il Napoli per i cori razzisti nei confronti di Koulibaly. Ecco il comunicato ufficiale: “Ricorso F.C. INTERNAZIONALE MILANO S.p.A. RESPINTO avverso la sanzione: – obbligo di disputare una gara con il settore denominato “Secondo anello verde” privo di spettatori, sanzione sospesa ex art. 16 comma 2 bis e 3 C.G.S., inflitta alla reclamante seguito gara Internazionale/Napoli del 16.4.2016 (Delibera del Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Professionisti Serie A – Com. Uff. n. 209 del 21.4.2016)”.
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Ivan Zamorano, ex attaccante dell’Inter, ha parlato della sua esperienza calcistica e in nerazzurro a Panorama: “La passione e il temperamento sono sempre state nelle mie vene. Nessuno ha mai lasciato lo stadio pensando ‘Ah, se Ivan avesse rincorso quel pallone, perché li rincorrevo tutti. Mi sentivo in dovere di restituire l’affetto ricevuto con ‘Città sportiva’. Il calcio mi ha reso non solo un grande sportivo, ma soprattutto una persona migliore. Non ci rimasi male per le parole di Valdano, pensai solo che era il pensiero di un dirigente che non mi conosceva. L’unica cosa che sapevo era che avrei dovuto lottare per affermarmi. Ognuno di noi è architetto del suo destino. La lotta che dovevo intraprendere non era con lui o con la stampa che aveva riportato le sue frasi, ma con me stesso, per impegnarmi ancora di più. A convincermi ad andare all’Inter fu lo spessore di Massimo Moratti. Non si rivolse solo al calciatore, ma anche all’uomo”.
“Non puoi arrivare all’Inter e non conoscere la storia di chi ha vestito questa maglia. Quando arriva sapevo tutto di Herrera, Mazzola, Suarez, Altobelli. Non avevo preferenze sui compagni, ma il più grande è stato Ronaldo. E’ stato commovente stargli vicino nel momento del recupero, vedere la sua volontà di rientrare più forte di prima. C’è il rammarico per lo scudetto del ’98 per il rigore negato a Ronaldo contro la Juve. E’ stato un dispiacere, potevano vincere quel titolo, anche per quello che poi si è saputo”.
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Prima della conferenza per Inter-Empoli, il tecnico nerazzurro, Roberto Mancini, ha parlato ai microfoni di Inter Channel della sfida: “Domani bisogna vincere per chiudere la questione quarto posto e magari giocare possibili con il Sassuolo dando spazio ai giocatori della Primavera, se lo meritano. Conta solo vincere questa partita, per il resto non c’è altro da tirare fuori. La stagione è finita e bisogna arrivare quarti cercando di fare più punti possibili. Normale che mi chiedano di mercato, è bello per un tifoso pensare a quello che potrà esserci il prossimo anno. Si tratta di aspettative ed è una bella parte”.
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Qual è la tua impressione nel vedere l’attuale decadenza delle milanesi? “Per anni Inter e Milan sono state ai vertici del calcio mondiale. Hanno fatto la storia del calcio ma ci stanno dei momenti di difficoltà. Servirà del tempo per superare questo momento che sta vivendo un po’ tutto il calcio italiano”. Pensi che un certo tipo di gioco stia tornando di moda considerate le situazioni accadute al Leicester o all’Atletico? “Il successo del Leicester è una cosa straordinaria, ma credo sia difficile vedere una cosa del genere in Italia o un’eventuale replica in Premier. L’Atletico Madrid ha fatto sempre bene, sono anni che investe in ottimi giocatori e ha costruito nel tempo migliorando sempre, è una situazione diversa dalla nostra”. Cosa pensa delle parole di Walter Sabatini sul riscatto di Ljajic? “Abbiamo ancora due partite di campionato e poi vedremo”. Le parole dopo la sconfitta con la Lazio (“ci sarebbero troppi giocatori da cambiare”) cosa volevano dire? “Era una battuta, mi riferivo solo a quella partita. Sono le stesse cose che ho detto anche ai giocatori”. Come spieghi la differenza di rendimento tra partite in casa e trasferta? “Ci manca ancora qualcosa per essere continui, sia a San Siro che in trasferta. Per questo dobbiamo lavorare per migliorare. Questi sono i limiti che ci hanno fatto sfuggire il terzo posto. A livello di gioco si può fare molto di più, come all’andata. Le partite buone e cattive si sono alternate, dobbiamo essere più continui”. 12 mesi fa avevi la percezione che la squadra dovesse essere ritoccata, qual è la situazione oggi? “Non abbiamo preso 12 giocatori e basta, abbiamo venduto anche giocatori importanti per varie motivazioni. Chi arriverà dovrà alzare il livello della squadra soprattutto nelle partite importanti. Quest’anno abbiamo fatto bene con le grandi, tranne con la Juve a Torino. Dobbiamo aggiungere qualche valore ma qualcosa c’è sicuramente”. Quando incontrerà Thohir si parlerà anche di prospettive societarie future? “Questo non è compito mio. Sono tornato all’Inter her cercare di vincere, la priorità per me è vincere sul campo. Al resto ci pensa la società”. E sul mercato, cosa si potrà fare? Il presidente ci dirà i mezzi a disposizione, poi vedremo come potremo impiegarli”. Come si costruisce l’Inter del prossimo anno? C’è già l’idea dell’impostazione tattica o lo stabilirà il mercato? “La squadra oggi ha dei punti fermi che 10 mesi fa non aveva. La base c’è, bisogna rinforzare dove siamo un po’ mancati. Dipenderà sicuramente da quello che succederà, chi andrà via e chi arriverà ma la base c’è”. L’Inter ha dei giocatori da poter vendere per rinforzarsi? “Questo non lo so. Nessuno di noi l’anno scorso aveva in mente di cedere Kovacic, Guarin, Hernanes e Shaqiri, ma queste cessioni abbiamo dovuto farle a malincuore. A volte con quei soldi riesci a investire e migliorare”. Ci sono dei giocatori intoccabili che non si toccano a prescindere da offerte o partecipazioni alle coppe? “La Champions League sarebbe stata importante per il blasone del nostro club, ma non vuol dire che con questo torneo avremmo messo a posto i nostri conti. La differenza non è così enorme da cambiare una strategia, noi dobbiamo migliorare la squadra come abbiamo fatto quest’anno, chiudendo il mercato in attivo. Serve che qualcuno lo ricordi. Abbiamo fatto il massimo con quello che avevamo. L’anno prossimo proveremo a prendere la Champions League”. Quindi, per far chiarezza possibile quindi che i big rimangano anche senza Champions League? “Dipenderà dalla società, io penso si possa fare ma vedremo cosa accadrà”. Qual è la sua idea sulla gara con l’Empoli? “Loro non hanno nulla da perdere, verrano per divertirsi. Sarà una partita complicata come con Udinese e Bologna”. Qualcosa da dire ai tifosi? “Vogliamo tornare a vincere, loro ci sono sempre stati anche nei momenti difficili. Cercheremo di soddisfarli tornando a giocare la Champions League riportando l’Inter nelle posizioni che l’Inter merita”.
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Sorpresa per Mancini e la squadra da Erick Thohir. Il suo arrivo era previsto per questa sera, ma come riporta Massimiliano Nebuloni a Sky Sport, il presidente dell’Inter ha già raggiunto la squadra ad Appiano Gentile con largo anticipo per parlare con i nerazzurri al completo. Thohir ha già incontrato il tecnico Roberto Mancini, il primo con cui ha parlato, al quale seguiranno una lunga serie di incontri riguardanti anche questioni societarie.
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Ci sono state voci dalla Francia di una possibile offerta del PSG, potrebbe farti venire qualche dubbio? “Il loro allenatore ha vinto il campionato e due coppe, si tratta come minimo di una bufala”. Cosa ti ha fatto arrabbiare del match con la Lazio e cosa vuoi vedere domani sera? “Domani dobbiamo vincere e basta. Vogliamo chiudere la pratica 4° posto. A Roma non mi è piaciuto l’atteggiamento iniziale”. Quanto è frustrante allenare una squadra che sembra imparare la lezione e poi ricade sempre negli stessi errori? “No, per me non lo è, in fondo è il nostro lavoro. La speranza di un allenatore è che le cose vadano bene ma in questa fase di costruzione è normale attraversare momenti non positivi”. Se un tifoso ti chiedesse: “la vera Inter è quella del girone d’andata o del ritorno?” “La vera Inter è quella che al momento è al quarto posto. Ha avuto le occasioni di arrivare un po’ più in alto ma non c’è riuscita. Non è molto lontano ma per fare meglio serve lavorare. Le prime 20 gare hanno un po’ tratto in inganno. La posizione attuale è quella che meritiamo”. Il presidente Thohir è soddisfatto della vostra stagione? “Non saprei, quando si parte si vuole sempre il massimo. Siamo l’Inter e cerchiamo di vincere sempre, poi si fa il bilancio e si vedono quali sono le cose positive e quelle negative. Si cerca poi di non fare gli stessi errori, per costruire una squadra serve del tempo e se siamo rimasti in testa 20 giornate qualcosa di buono abbiamo anche fatto. Questa è una delle note positive insieme all’aver trovato una base di squadra”.
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