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Dopo aver acquistato l’auto nerazzurra e aver dichiarato apertamente di voler restare all’Inter, confermando così il suo amore per i colori nerazzurri, Mauro Icardi, capitano e bomber nerazzurro, ha pubblicato su Instagram una foto che ritrae la sua auto fuori dai cancelli del centro sportivo di Appiano Gentile con una didascalia che riporta una citazione dell’ex capitano, ora vicepresidente, Javier Zanetti. Il tutto a dimostrazione che il suo è vero amore e che si ispira a colui che è stato, ed è, un grande per questa squadra.
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Felipe Melo, centrocampista brasiliano dell’Inter, ha rilasciato un’intervista a Globoesporte.com, dopo le parole dette a ‘I Signori del Calcio’ in onda su Sky Sport 1: “Io assassino? Tutti hanno capito cosa intendevo dire. Non vengo da una famiglia di criminale ed assassini, siamo una famiglia perbene. Intendevo dire che le possibilità di prendere una brutta strada per chi vive in una comunità così povera sono molto. Sono nato a Valle Redonda e ho vissuto in una favela di Rio, in una strada in cui era pericoloso anche passeggiare, ma sono diventato calciatore per un sogno e un ideale. Mio padre mi ha aiutato molto, ha fatto tanti sacrifici per permettermi di diventare calciatore. Non ho perso amici e non ho amici che sono così vicini all’ambiente della criminalità, ma ho conosciuto persone che facevano parte della mia infanzia che poi sono diventate dei criminali, ma questo avviene spesso in luoghi poveri dove ci sono dei conflitti”.
“Felipe Melo è una persona normale, ma ogni volta che faccio un fallo normale è come se avessi sparato qualcuno. Tutto quello che mi riguarda viene ingigantito. Ho giocato in grandi club, per il Brasile e anche in Coppa del Mondo. Non mi importa più di queste cose, una volta accusavo le critiche, ora non ci penso più. Voglio ringraziare Dio per la carriera che ho avuto e la famiglia che mi ha dato. Nel mondo ci sono persone pronte a gettarti in un fosso piuttosto che darti una mano, ma sono felice: ho 4 figli grandi, genitori indescrivibili e una moglie stupenda. Gioco in uno dei top club del mondo e sogno di tornare in Nazionale”.
“In estate non ho fatto il precampionato anche a causa della volontà di lasciare il Galatasaray per tornare in Italia. All’inizio è andata bene, poi ho avuto un calo fisico e psicologico, il calcio turco è diverso da quello italiano, la Serie A è tatticamente il campionato più difficile al mondo. Nelle ultime gare sono tornato a dare il mio supporto alla squadra e sono felice di sapere di far parte del progetto. Non credo che l’Inter abbia fallito, dipende dalla prospettiva con cui si guarda la situazione. L’Inter è una squadra in fase di costruzione con calciatori nuovi: la nostra realtà è l’Europa League. Non sono ipocrita, alla Roma serve solo un punto per ottenere l’accesso alla Champions e può anche raggiungere il Napoli al secondo posto. Eravamo partiti per vincere, poi per un piazzamento in Champions, ma dobbiamo pensare che siamo di nuovo in una competizione europea”.
“Ho parlato con Dunga quando è venuto ad Appiano Gentile e ci hanno parlato anche Miranda e Juan. E’ stata una chiacchierata informale, non si è parlato di convocazione, però il mio obiettivo è quello di tornare ad indossare la maglia del Brasile. Non so nulla di questo scambio con Teixeira, non c’è stato nulla di ufficiale. Ho ancora tre anni di contratto con l’Inter e voglio restare qui, sono felice a Milano e non voglio andare in Cina. Voglio restare all’Inter e fare di tutto per tornare in Nazionale”.
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La seconda parte dell’intervista al tecnico dell’Inter, Roberto Mancini, a Mediaset Premium, dove ha parlato di mercato e del possibile accordo con Suning Group: “Difficile parlare adesso di mercato, anche perchè non si sa cosa potremmo fare. Dovremo avere idee brillanti sperando di azzeccarci. Tourè è un grande giocatore, ma è del City. Il calcio è particolare a volte non c’è bisogno di cambiare tanto: quando hai una base è meglio non rivoluzionare. Adesso noi abbiamo bisogno di giocatori con qualità tecniche elevate che aiutino i giovani. Non è facile trovare bravi giocatori che costano poco. Può darsi ci sia un interessamento da parte di Suning, questo non lo so, ma sono i rappresentanti di un grande gruppo cinese. Se si farà l’affare, lo si farà per il bene dell’Inter che deve tornare in Champions”.
“Simeone o Guardiola? Mi sono simpatici entrambi. Pep ha giocato in Italia, mentre il Cholo ha giocato con me ed è stato mio compagno. Per lui non sarà semplice, ha una squadra che gioca in maniera aggressiva ed è molto difficile da battere. Guardiola conosce il calcio e ha un suo metodo di gioco. Mi sono preso le mie responsabilità perchè sono l’allenatore, il leader. Per come eravamo partiti dovevamo essere tra Roma e Napoli per giocarci il secondo posto, potevamo raggiungere l’impossibile, poi abbiamo avuto quel calo a gennaio”.
“Era stata un’iniziativa di tutti complimentarsi con il Milan che aveva raggiunto un grande traguardo nel 2007, nel calcio dovrebbe essere sempre così. Mi fa piacere che City e Real siano arrivate in finale, ieri hanno sofferto poi sono andati anche vicini a vincerla. Non capita a tutti di allenare la Nazionale, al di là del lavoro che può essere diverso da quello di tecnico, credo possa essere piacevole. Quando arriva, se c’è la possibilità, è un incarico da accettare”.
“Non credo che nessuno di noi non voglia fare giocatori italiani. Penso serva una base di giocatori nostrani, ma non è semplice trovarli per l’Inter perchè bisogna dare loro fiducia e farli giocare con continuità. Brozovic è migliorato molto e può diventare un top. Non credo che ci siano giocatori che corrono come lui in Serie A, con quella qualità. Sono migliorati anche Kondogbia e Perisic. C’è un grande rapporto di stima con Oriali, ma questo non vuol dire nulla. E’ stato un grande per la storia dell’Inter, ma non so cosa può succedere”.
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Ai microfoni di PremiumSport, ospite di Sandro Sabatini, Roberto Mancini ha parlato del match di stasera tra l’Atletico Madrid ed il Bayern Monaco e ovviamente di Inter.
SAVIC E GODIN – “Savic è un giocatore molto bravo, alla Fiorentina era giovane e col tempo è migliorato molto nonostante non giochi tanto con l’Atletico. Somiglia molto a Godin che è un giocatore importantissimo per l’Atletico”.
CALCIO ITALIANO – “L’Inter è la squadra che ha più spettatori in Italia ed è un dato importante. In Spagna ci sono Real Madrid e Barcellona che hanno budget mostruosi rispetto alle squadre italiane. Per il calcio italiano bisogna aspettare: l’Inter ha vinto l’ultima Champions, la Juventus è arrivata in finale ma la cosa più grave è aver perso il quarto posto che porta alla Champions. L’Inter ha bisogno di tempo per ricostruire dopo il ciclo di vittorie”.
ALTALENA INTER – “Negli ultimi mesi, l’Inter ha fatto ottime partite e meritava di vincere le ultime partite. Purtroppo abbiamo commesso troppi errori e ingenuità. Bisogna avere pazienza, ma in Italia questa manca: se un allenatore vince è un fenomeno ma poi quando perde diventa un brocco. Stessa cosa vale per i giocatori”.
PUNTI PERSI – “Io responsabile della squadra. Abbiamo cercato di fare l’impossibile. Ci potevamo giocare il secondo o il terzo posto ma abbiamo perso troppi punti”.
CAMBI DI MODULO – “All’inizio ho cambiato tanto perché tutti i giocatori avevano bisogno di dare il loro contributo. La società è molto vicino, ho allenato in Inghilterra dove non ho mai visto il mio presidente mentre Thohir lo sento e vedo tutte le settimane”.
LEICESTER – “Al Leicester feci quattro partite, la prima proprio contro Ranieri ed il suo Chelsea. Sono una squadra straordinaria e stanno facendo qualcosa che sicuramente non ricapiterà. Ranieri è un grandissimo allenatore ed una grande persona. Stanno sfruttando al massimo l’occasione che hanno trovato e si meritano di vincere il campionato”.
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