http://ift.tt/1WlgwrM InterClub C’è Solo l’Inter

Mercato – Inter, Mancini vuole Gabbiadini http://ift.tt/1Nscw7m

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il tecnico dell’Inter, Roberto Mancini, vorrebbe Manolo Gabbiadini per rinforzare il reparto offensivo. Il giovane attaccante del Napoli è corteggiato anche da importanti club europei ed il presidente Aurelio De Laurentiis non è disposto a cederlo per meno di 25 milioni: “Difficile, a tal proposito, che il Napoli riesca a trattenerlo come fatto a gennaio quando De Laurentiis disse no a un’offerta alquanto importante del Wolfsburg. I tedeschi restano sempre attivissimi sul giocatore e sono pronti ad arrivare a 25 milioni per il cartellino, valutazione importante a cui però l’Inter può arrivare anche in regime di autofinanziamento. Non va infatti dimenticato il fatto che Thohir inizierà a pagare Eder nel 2017 e che i soldi per la cessione di Guarin non sono ancora stati spesi. A questo va aggiunto l’ennesimo indizio dato da Mancini dopo il match con l’Udinese: il tecnico non ha fatto menzione di Ljajic parlando degli attaccanti a sua disposizione per il futuro, segno evidente di come il club non sia intenzionato a riscattare il giocatore versando gli 11 milioni pattuiti con la Roma. Una scelta evidentemente avallata pure da Mancini che, dopo il ko casalingo con il Torino (3 aprile), ha utilizzato Ljajic per un solo minuto nelle successive quattro gare di campionato”.

L’articolo Mercato – Inter, Mancini vuole Gabbiadini sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1WlgwrM InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1Qwya4M

http://ift.tt/1WlgyQq InterClub C’è Solo l’Inter

Inter-Suning: Thohir non venderà la maggioranza. Mancini sarà confermato http://ift.tt/1NsctIB

La trattativa tra l’Inter ed il Suning continua: secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Erick Thohir e Massimo Moratti sarebbero disposti, però, a cedere al massimo il 30% delle quote del club.

POSITIVITÀ – “La trattativa per l’acquisto da parte dei cinesi di una quota del club (20%, ma potrebbe anche salire fino al 30%) andrà avanti nei prossimi giorni, ma i tempi non saranno brevissimi – si legge -. Di certo l’indonesiano e Moratti, verificate le garanzie, le intenzioni e l’affidabilità dell’interlocutore, sono decisi ad andare avanti con questa trattativa e a concluderla positivamente. I soldi del Suning, che entreranno attraverso un aumento di capitale dedicato, eviteranno ai due attuali soci di ricapitalizzare nell’assemblea di fine ottobre”.

CONTATTI DAL 2015 – “In Cina sostengono che i primi contatti risalgono alla fine del 2015 quando il presidente è stato, ospite del Guangzhou Evergrande, alla finale di ritorno della Champions asiatica tra la formazione di Scolari e l’Al Ahli – riferisce il quotidiano romano -. L’ingresso del SCG nell’Inter come azionista di minoranza sarà propedeutico allo scambio di know how calcistico tra il Jiangsu e il club nerazzurro. Resta da capire quanto tempo sarà necessario. Di certo Jindong Zhang sembra molto coinvolto e pare sia rimasto impressionato da San Siro e dall’organizzazione dell’Inter. Ha festeggiato con trasporto i gol e poi ha brindato a cena con Thohir”.

MANCINI – Secondo quanto riportato dal quotidiano, il tecnico dell’Inter verrà riconfermato per dare stabilità e continuità al progetto nerazzurro, visti anche i miglioramenti della squadra.

L’articolo Inter-Suning: Thohir non venderà la maggioranza. Mancini sarà confermato sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1WlgyQq InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1Qwy8tO

http://ift.tt/1SswsDS InterClub C’è Solo l’Inter

Pistocchi: “Mancini si è affidato alla difesa, sul piano del gioco l’Inter non è cresciuta” http://ift.tt/1WkDNu5

L’analisi di Maurizio Pistocchi è precisa e diretta, Mancini ha deluso le aspettative e l’ottima partenza nerazzurra non è servita. Da gennaio in poi ci si aspettava tutt’altro.

Ecco le parole dell’esperto rilasciate negli studi di Premium Sport: “Considerando le campagne acquisti da quando è arrivato Mancini, la gestione e l’inserimento non sono stati effettuati nei tempi giusti. L’Inter si è ritrovata in testa al campionato non con un calcio scintillante, ma soprattutto grazie al grande rendimento della difesa. Ci si aspettava una crescita sul piano del gioco dopo il 6 gennaio, ma così non è stato. La rosa nerazzurra e quella della Roma? Credo siano di pari livello”.

L’articolo Pistocchi: “Mancini si è affidato alla difesa, sul piano del gioco l’Inter non è cresciuta” sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1SswsDS InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1raJQ8P

http://ift.tt/1SstNtR InterClub C’è Solo l’Inter

Inter-Pirelli: Perisic e Ausilio ospiti a Monza. Hanno incontrato… http://ift.tt/1Nr5jEv

Rinnovato ormai da qualche tempo il matrimonio tra Inter e Pirelli, adesso entrambe le parti sono attualmente coinvolte nel lancio del nuovo prodotto “High Performance – il P Zero“. Dopo la comparsa del logo P Zero sulle divise di allenamento e di gara della prima squadra e la presenza di una delegazione nerazzurra per i due eventi tenutisi a Shanghai – si legge sul sito nerazzurro Inter.it – oggi il direttore sportivo Piero Ausilio e Ivan Perisic sono stati ospiti del Global Main Sponsor nerazzurro in occasione delle gare Super Trofeo Lamborghini Blancpain e Competition 102 GT4 European Series, di scena all’Autodromo di Monza.

Durante la manifestazione, Ausilio e Perisic hanno incontrato il pilota Giancarlo Fisichella e tutti i dipendenti del Motorsport Pirelli.

L’articolo Inter-Pirelli: Perisic e Ausilio ospiti a Monza. Hanno incontrato… sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1SstNtR InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1SsufZb

http://ift.tt/1qJHcX6 InterClub C’è Solo l’Inter

Focus – Kondogbia 2.0 http://ift.tt/22ZAXuH

A pochi passi dalla conclusione di una stagione piena di tante (troppe?) domande, la più grande e ricca di spunti sembra sempre e comunque orientata verso il rendimento del pezzo più importante del mercato interista 2015/2016, Geoffrey Kondogbia. Sin dalle primissime uscite del giocatore in maglia nerazzurra, il giocatore francese è stato obbligato a garantire standard di rendimento particolarmente elevati a pena di sostenuti mugugni (nerazzurri e non), accantonabili soltanto a suon di grandi prestazioni ma pronti a riemergere senza alcun cenno d’avvertimento alla prima palla persa. Tutto ciò, probabilmente, può (quantomeno in parte) starci: i 31 milioni di euro presenti sulla targhetta attaccati alla maglia numero 7 aprono le porte a pretese più o meno legittime, prezzo da top player, resa da top player. Eppure le ultime uscite hanno dato davvero pochissime possibilità ai mugugnatori seriali di attaccare l’ex Monaco, protagonista di prestazione di qualità e contraddistinte da un’importante costanza di rendimento nell’arco dei novanta minuti, vera e propria assente ingiustificata delle uscite d’inizio stagione. Il Kondogbia 2.0 sembra aver finalmente conosciuto ed assimilato il ritmi del calcio italiano, torneo particolarmente complesso per gli stranieri ed in grado di mietere vittime illustri. Emblematiche a riguardo, risultano le ultime due uscite del numero sette nerazzurro (rispettivamente contro Napoli ed Udinese), coincise con due vittorie ma tra loro separate da una sconfitta in terra ligure, nelle quali Mancini ha dovuto fare a meno del giocatore, squalificato per somma di ammonizioni. Coincidenze? Neppure per sogno: la media punti dei nerazzurri con il francese in campo è abbondantemente superiore a quella con il giocatore fuori dagli undici titolari, ed il dato è valido anche in relazione alle prestazioni del Kondogbia 1.0, quello dei mugugni e del rendimento altalenante nonostante piccoli e poco costanti lampi di qualità offerti soprattutto nelle gare casalinghe a cavallo tra l’inizio di stagione e la crisi invernale (periodo nel quale mise a segno il suo primo ed unico gol in maglia nerazzurra, nella vittoriosa trasferta di Torino). Napoli ed Udinese dicevamo, due gare diverse ma accomunate dal moto perpetuo e certosino del francese,presenza fissa tra le veloci ed armoniose linee mediane partenopee e portatore determinato ed affidabile tra quelle più macchinose e coriacee friulane. Gare accomunate, oltre che dal rendimento del francese, anche dal medesimo assetto tattico, il 4-3-3, sistema perfetto per esaltare le caratteristiche di Kondogbia. Questione di caratteristiche innate e di background: agendo da mezzala sinistra il giocatore ha la possibilità di cercare maggiormente la giocata e di aprire linee di passaggio alternative a quelle canoniche e limitate offerte dal centrocampo a due, che giocoforza obbliga il francese ad un più sostanzioso lavoro in fase di copertura. Il modulo con i due esterni offensivi è inoltre quello che nel Principato ha garantito l’esplosione del giocatore, spesso affiancato da compagni di reparto esperti e collaudati per il medesimo assetto come Moutinho e Toulalan. A stupire nel Kondogbia dell’ultimo mese è anche la fiducia acquisita anche in fase offensiva con tanto di progressioni e conclusioni dalla distanza incluse nel pacchetto, elemento altamente latitante fino a qualche mese fa. Segno di fiducia in sé e nei meccanismi di una squadra che sta imparando a conoscere gara dopo gara. Particolarmente positivo sembra essere il feeling tattico con il gemello del centro-destra dello scacchiere, Marcelo Brozovic, probabilmente il giocatore con caratteristiche più adatte al tipo di gioco del centrocampista dell’Ile de France. In una stagione così complessa ed a tratti amara, la crescita di un giocatore come Kondogbia dopo l’inizio balbettante può essere sia motivo di soddisfazione anche in vista della prossima stagione che stimolo in più per le restanti tre gare di un campionato che, ad onor del vero, sembra avere poco altro da raccontare. Valorizzare il grande ed ancora parzialmente inespresso talento di Kondogbia per ricominciare a sognare, poggiando sulle sue solide e robuste spalle il futuro di un reparto a secco di qualità e di un vero leader da troppo tempo.

L’articolo Focus – Kondogbia 2.0 sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1qJHcX6 InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1SFYh0W

http://ift.tt/26mgR2f InterClub C’è Solo l’Inter

Felipe Melo: “Ricominciare a vincere è un gran segnale, se non fossi diventato un calciatore…” http://ift.tt/24duY7P

“Ho iniziato a giocare nella ‘squadra delle rose’ poi il Flamengo: abbiamo fatto un’amichevole e mi hanno preso loro. Era difficile per me all’inizio perché ci volevano 2 ore di pullman da casa mia per arrivare al campo ed era difficile pagare quei trasporti” descrive così gli albori della sua carriera il centrocampista dell’Inter Felipe Melo ospite della trasmissione ‘I signori del calcio’ su Sky Sport. “Quindi mio padre, che tante volte faceva il doppio lavoro per arrotondare, lasciava il suo lavoro e mi portava agli allenamenti, Molte volte mangiavo la mia colazione e ne davo un po’ a lui. A dieci anni sei un bambino — ha continuato —, vuoi giocare con gli amici, e mi chiedevo perché facevo quella vita così difficile. Ora do molta importanza a quei sacrifici perché mi rendo conto che arrivare dove sono è difficile. Dopo il Flamengo è arrivato il Cruzeiro dove ho vinto il Triplete, che in Brasile è una cosa pazzesca. Avevo solo 17 anni e per me era tutto nuovo, una squadra nuova, una città nuova. Al Gremio spendevo sempre tutti i soldi, facevo una vita strana ma dopo aver conosciuto mia moglie è nato un altro Felipe Melo. Abbiamo avuto 3 bambini, con lei ho conquistato tutto quello che ho, è parte integrante della mia vita, per me viene prima Dio, poi la mia famiglia. Si dice che dietro un grande uomo c’è una grande donna, io dico che la donna è affianco. Sono così perché così sono cresciuto. Se non fossi diventato un calciatore — ha confessato il brasiliano — sarei diventato un assassino perchè vivevo in una delle favelas più pericolose, girava droga e armi, ho lasciato quella vita per andare a lavorare, inseguire un sogno. A volte andavo agli allenamenti e al ritorno qualche mio amico era addirittura morto. Dovevo dire sì al calcio o sì a una vita non bella. E ho detto sì al calcio e sì a una vita diversa. Quando sono con la mia famiglia sono diverso: rido, scherzo, mentre sul campo mi concentro solo sulla maglia per far vincere la società che mi paga. Sono molto felice qui, una squadra che ho voluto fortemente, non tutti avrebbero lasciato quello che ho lasciato al Galatasaray per venire qui. Ho firmato per 3 anni, siamo già migliorati rispetto all’anno scorso, penso davvero che il margine di miglioramento l’anno prossimo sarà grande. Con Felipe Melo in campo abbiamo perso qualche partita ma abbiamo vinto tanto e siamo in lotta per la Champions. Il mio procuratore ha incontrato la società, io sono felice qua e non ci sono problemi, voglio restare qua”.

ESPERIENZA SPAGNOLA – “L’allenatore che mi ha aiutato di più è stato Emery, l’attuale allenatore del Siviglia, siamo ancora in ottimi rapporti. Il mio contatto con l’Almeria è stato inizialmente difficile perché la Spagna era un Paese nuovo, ma siamo arrivati sesti vincendo contro le corazzate del campionato e per di più ho vinto, insieme a Xavi, il premio di miglior centrocampista del campionato, qualcosa da raccontare ai figli”.

NAZIONALE BRASILIANA – “Il Mondiale è stato qualcosa di fantastico, dicono che sono cattivo ma la mia cattiveria è quella di uno che doveva alzarsi alle 4 di mattina, fare 2 km per prendere l’autobus, senza niente da mangiare, per andare ad allenarsi. Con quella Nazionale abbiamo vinto tutto, Coppa America, Confederations Cup, qualificati per il Mondiale per primi dopo tanti anni, abbiamo vinto in Argentina, pensavo di vincere i Mondiali in Brasile purtroppo non è successo, pazienza. Magari mi succederà in futuro. Dunga per me è troppo importante perché mi ha fatto entrare in Nazionale, abbiamo parlato un po’ dopo il 7-1 contro la Germania, era dura anche per noi che non eravamo in quella partita perché ci sentivamo parte della Nazionale”.

L’ARRIVO IN ITALIA – “Sono arrivato subito in una grande società come la Fiorentina, sono rimasto legato a quella piazza e lo sarò per sempre, un rapporto incredibile, un’esperienza molto importante. Non sono stato io a bussare alla porta della Fiorentina poi per andare alla Juve, mi hanno cercato, avevo 5 anni di contratto ma dopo uno hanno deciso di vendermi, mi spiace ma è stato importante a livello economico per la Fiorentina e voglio ancora bene ai tifosi viola. Sono cresciuto molto in una società seria che rispetto tantissimo (la Juve), ma non si è vinto nulla in quegli anni. Sono andato via perché volevo vincere qualcosa e sono andato in Turchia dove ho vinto tutto e abbiamo eliminato proprio la Juve. Il Galatasaray mi ha fatto sentire importante”.

L’ESPERIENZA TURCA – “Era chiusa col PSG, era fatta con Leonardo, ero a casa a Torino ma mi hanno chiamato da Istanbul. Mi hanno fatto un’offerta economica da non rifiutare, ho 4 figli e non potevo dire no. La prima partita è stata un’amichevole in cui sono rimasto in panchina, c’erano tantissimi tifosi e mi è piaciuto molto. Sono rimasto 4 anni, ho vinto tutto, sono diventato il brasiliano che ha vinto di più in Turchia, con i tifosi si è instaurato un rapporto bellissimo. Con Fatih Terim avevo un rapporto come padre-figlio”.

IL PRESENTE È NERAZZURRO – “Prandelli a livello tattico era il numero uno, mi ha fatto crescere molto; Mancini mi ha fatto vincere al Galatasaray, mi ha portato a Milano e ora ho un rapporto incredibile con lui, tanto rispetto e lo ringrazio per avermi voluto all’Inter. Il calo che abbiamo avuto all’Inter è normale, tanta gente nuova, vincere subito al primo anno è difficile ma ci vuole pazienza in generale. Dopo il calo siamo tornati, abbiamo ricominciato a vincere e questo è già un segnale. Sono venuto qui per vincere e riportare l’Inter in Europa, ma il vero obiettivo è tornare in Champions. Abbiamo già fatto meglio dell’anno scorso ma i conti li faremo alla fine. Qualcuno mi ha guardato male quando sono arrivato ma ora hanno capito tutti che ho il cuore nerazzurro ed è bello vedere che la gente in giro ti tratta bene. L’unico errore che ho fatto è stato il rigore causato contro la Lazio, sono umano e ci può stare. L’espulsione? Non ho visto arrivare il giocatore, ho fatto un salto per non fargli male quindi non ho visto la cattiveria di cui si è parlato. Volevo vincere, volevo aiutare a segnare e invece ho fatto un fallo. Tre giornate poi sono state immeritate. Nella gara contro il Milan mi hanno ammonito per un fallo su Balotelli che non c’era, ormai mi hanno inquadrato così”.

L’articolo Felipe Melo: “Ricominciare a vincere è un gran segnale, se non fossi diventato un calciatore…” sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/26mgR2f InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/22ZngMn

http://ift.tt/1VMlhfN InterClub C’è Solo l’Inter

Thohir e il Suning Group ripartiti, ecco per quando è previsto il ritorno… http://ift.tt/22Zngfl

Hanno trascorso due giorni a Milano per conoscere tutto l’ambiente nerazzurro e, nella mattinata odierna, la delegazione del Suning Commerce Group ha lasciato il capoluogo lombardo. Anche il presidente Erick Thohir è partito poco dopo l’ora di pranzo. Il numero uno dell’Inter farà ritorno a Milano sabato 7 maggio per assistere all’ultima partita casalinga del campionato della squadra di Mancini alle 18 contro l’Empoli.

L’articolo Thohir e il Suning Group ripartiti, ecco per quando è previsto il ritorno… sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1VMlhfN InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1VMlj7p

http://ift.tt/1XPOymS InterClub C’è Solo l’Inter

FOTO – Da Perisic a Nagatomo, le social congratulazioni per il primo gol di “Ederinho” http://ift.tt/1UaRfAn

La vittoria dell’Inter sull’Udinese per tre reti a uno è combaciata con il primo goal in maglia nerazzurra del nazionale Eder. L’italiano, fin qui, aveva segnato 12 reti con la Sampdoria ma aveva sofferto una lunga astinenza in questi primi mesi all’Inter. Eder ha così potuto tirare un sospiro di sollievo dopo essere riuscito finalmente a gonfiare la rete.

Nonostante non sia riuscito a scrivere il proprio tabellino dei marcatori nelle precedenti gare, la fiducia nei suoi confronti da parte dei compagni non è mai mancata, come dimostrato dai propri profili Instagram.

In particolare Ivan Perisic svela un retroscena in questi termini: “Ti avevo detto prima della partita che avresti segnato ed è successo” aggiungendo una particolare descrizione di Felipe Melo, anch’egli ritratto nella foto: “Guarda il nostro pitbull dietro di noi…è pronto a mordere”.

[embedcontent src=”instagram” url=”http://ift.tt/1UaRewg”%5D Anche il capitano Mauro Icardi si è congratulato con Eder per la prima marcatura nerazzurra con il seguente post: [embedcontent src=”instagram” url=”http://ift.tt/1VQkGci”%5D Infine, Yuto Nagatomo ha espresso così la sua gioia: [embedcontent src=”instagram” url=”http://ift.tt/1Trww9o”%5D

L’articolo FOTO – Da Perisic a Nagatomo, le social congratulazioni per il primo gol di “Ederinho” sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1XPOymS InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1MQVFer

http://ift.tt/1MQT7wS InterClub C’è Solo l’Inter

#AccaddeOggi 24 aprile 1910: l’#Inter conquista il 1° Scudetto della sua storia vincendo lo spareggio contro la #ProVercelli per 10-3. Seguendo il modello della First Division britannica, la stagione 1909/10 fu anche la prima in Italia caratterizzata dalla struttura del campionato a girone unico con l’abolizione delle fasi eliminatorie regionali #amarcord #archivio #scudetto #1910 #amala #forzainter #fcim #nerazzurri #interisti #interfans #spaziointer #fcinter #milano #1908 by spazio_inter http://ift.tt/1rsuhKi #fcim #InterClub #interclubpavia #inter1516 #inter http://ift.tt/1MQT7wS InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1pvp8iE

http://ift.tt/1SXLtgl InterClub C’è Solo l’Inter

Cordoba: “L’Inter ha giocatori di qualità. Mancini sa quali innesti servono” http://ift.tt/1VM9o9p

Ivan Ramiro Cordoba, ospite negli studi di Sky, ha parlato della stagione nerazzurra: “Bisogna valutare tutta la stagione, dovevano esserci conferme per crescere e capire la squadra che possa lottare per la Champions League nella prossima stagione. L’Inter ha giocatori di qualità ma non abbastanza per fare la differenza, altrimenti sarebbe in una posizione più comoda di classifica. Il mister ha le redini e sa bene quali innesti serviranno per costruire la nuova squadra. L’Inter è sempre un club tra i più importanti al mondo, è molto amata anche in Asia dove spingono molto sul calcio italiano. Bisognerebbe che sia in società sia nella squadra ci fosse sempre una parte italiana, deve essere il cuore che batte dentro”.

L’articolo Cordoba: “L’Inter ha giocatori di qualità. Mancini sa quali innesti servono” sembra essere il primo su Passioneinter.com.

Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1SXLtgl InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1raaLl9