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I conti si devono fare sicuramente alla fine, su questo non c’è dubbio, ma intanto le somme si possono cominciare a tirare e soprattutto qualche verdetto si è già delineato. Mai una sola partita ha potuto racchiudere e riassumere meglio l’andamento di una stagione. Per meglio dire i 90′ contro il Genoa hanno palesato l’Inter 2015/2016, lasciando dubbi, speranze, sogni e soprattutto incognite. Una partenza brillante con la giusta grinta, determinazione ed una discreta copertura del campo e del gioco, che ricorda un po’ l’avvio di stagione dei nerazzurri, cinici compatti e soprattutto primi. Poi un leggere calo, come il periodo di Natale e la partita con la Lazio. Andando avanti si passa al buio, al Genoa che prende coraggio e addirittura trova il gol, come il periodo nefasto di gennaio e febbraio. Si passa al finale di partita con l’Inter proiettata in avanti, a rincorrere risultato, avversario e sogni, come questo finale di stagione. Infine la sentenza che decreta la sconfitta e dichiara fallito l’obiettivo stagionale. Le analogie (purtroppo) non terminano qui. Per tutta la stagione, tolte le dovute eccezioni, la banda Mancini ha palesato una sterilità in attacco davvero disarmante ed oggi non fa eccezione. Quando il killer Icardi non riesce a dare la zampata, i compagni non lo aiutano, anzi. Negli ultimi 15 metri, oggi come sempre, la squadra si perde, straccia occasioni clamorose e vanifica sforzi ed impegno. Eder doveva essere la soluzione, ma come dimostrato stasera, magari ci va vicino ma alla fine non incide. Il centrocampo granitico con due mediani di sostanza, vero è che fa diga, ma non crea, non imposta e difficilmente riesce a creare spazi, a velocizzare e a verticalizzare. Ovviamente non può mancare la sfortuna, che alla prima disattenzione punisce i nerazzurri e li fa piombare nella paura. Leggi il resto dell’editoriale su SpazioInter.it. #editoriale #spaziointer #fcim #amala #forzainter #nerazzurri #interisti #fcinter #milano #1908 #interfans by spazio_inter http://ift.tt/1WICju3 #fcim #InterClub #interclubpavia #inter1516 #inter http://ift.tt/1TlLfm9 InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1VF1COC

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#AccaddeOggi Ricordiamo un traguardo importante raggiunto da Javier #Zanetti il 21 aprile 2013. Il capitano nerazzurro, scendendo in campo in #InterParma del campionato 2012/2013 (1-0, gol di Tommaso #Rocchi), raggiunge quota 1100 presenze in carriera, posizionandosi quarto nella classifica mondiale dei calciatori più presenti. #accaddeoggi #interparma #forzainter #jz4 #javier #zanetti #eterno #capitano #amala #fcim #spaziointer #nerazzurri by spazio_inter http://ift.tt/1T1ZDNR #fcim #InterClub #interclubpavia #inter1516 #inter http://ift.tt/1TlLduB InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1VF1zm5

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Mustafi: “Inter e Juve? Ho molte offerte” http://ift.tt/1NE8YcV Shkodran Mustafi, difensore nazionale tedesco del Valencia passato anche per la Sampdoria, e accostato di recente a Juventus e Inter per il prossimo mercato estivo, ha parlato alla Bild della sua situazione: “Sto molto bene qui e ho un contratto, ma ci sono molte offerte per me. E nel calcio non si può mai sapere cosa succederà”. L’articolo Mustafi: “Inter e Juve? Ho molte offerte” sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1YJo1rw InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1VJqPXD

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Manaj: “Nessun dubbio sulla scelta tra Inter e Juve. Sono interista sin da piccolo” http://ift.tt/1pmhvuE Ospite ad InterNos questa settimana, negli studi di Inter Channel, è Rey Manaj, attaccante nerazzurro che ha da poco vinto la Tim Cup con la Primavera: “Sono stato molto contento soprattutto per gli altri ragazzi della Primavera che hanno coltivato quest’obiettivo. Felice per il gol, ma anche per i compagni, l’allenatore e l’ambiente. Non c’è molta differenza su chi batti in finale, l’importante è che batti qualcuno per qualche questo trofeo. E’ difficile giocare con chi non conosci come si è visto contro il Cagliari. Poi nelle altre gare ho capito che se gioco con la Primavera devo fare la differenza, anche perchè se no Mancini mi tira le orecchie”. “Per un calciatore l’esordio in Serie A è speciale, ma non era la mia prima partita in assoluto quindi ero emozionato, ma al punto giusto. Per me non è importante solo giocare, conta segnare. Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo di persone molto buone con me, prima che di buoni calciatori: l’ideale per crescere. Medel è un grande amico, siamo stati in ritiro insieme, poi siamo andati qualche volta a cena con le rispettive ragazze e da lì è nata l’amicizia. Lo rispetto tantissimo, mi fa da fratello maggiore, mi da tanti consigli, mi richiama quando sbaglio, come fanno anche altri giocatori e questo mi fa piace. Nel gruppo mi guardano con molta attenzione e mi coccolano un po’, ma farò lo stesso quando sarò io l’anziano. I consigli me li danno sia dentro che fuori dal campo, Palacio e Jovetic mi parlano spesso dei movimenti da fare ed io lo apprezzo molto. Mancini lo rispetto perchè mi ha fatto giocare 5/6 partite e mi aiuta molto, lo ringrazierò sempre per quello che fa con me”. “Sono arrivato in Italia da piccolo e ho giocato nel Piacenza, esperienza che ricorderò sempre per la bellezza del gruppo e dello staff, ci sentiamo ancora oggi per vederci. Poi sono andato alla Cremonese dopo il fallimento del Piacenza e, dopo una parentesi alla Primavera della Sampdoria, sono tornato in prima squadra a Cremona, dove ho incontrato tanti persone che mi volevano bene, a partire da Simoni fino ai componenti dello staff e mi auguro che tornino in Serie B perchè sono una bellissima società. Alla Samp mi sono allenato con Mihajlovic e anche lui voleva farmi esordire in Serie A, a prescindere dall’età che avessi in quel momento. Nella mia carriera ho sempre avuto allenatori bravissimi a cui voglio bene davvero e a cui devo tantissimo. Da lì ho fatto tanta strada e devo migliorare in tante cose, soprattutto nei movimenti e nel colpo di testa perchè ho fatto pochi gol così. I difensori dell’Inter sono i più forti contro cui abbia mai giocato”. “Ero molto contento dell’interesse dell’Inter, anche se c’erano altre squadre, ma fin da piccolo sono interista e ho detto alla mia famiglia e al mio procuratore che durante la stagione non volevo sapere nulla delle voci di mercato per concentrarmi sulla Cremonese, ma quando ho saputo che c’era la possibilità di venire all’Inter non ho avuti dubbi sulla scelta tra nerazzurri e Juventus. Andare all’Europeo è un mio obiettivo e spero di poterlo realizzare. Con la maglia dell’Albania ho segnato all’esordio dopo solo 12 secondi ed è una cosa di cui vado fiero. Quel giorno venne da me De Biasi dicendomi che avrei esordito e gli risposi che avrei anche segnato. Spero di segnare nelle gare dell’Europeo che mi stuzzica perchè la nostra Nazionale non aveva mai centrato questo traguardo e ci arriviamo con un buon gruppo. Non vedo l’ora di giocarla. Non ho mai avuto un idolo ma come giocatore mi piace molto Ibrahimovic. Pensiamo gara per gara senza guardare gli altri e speriamo di arrivare terzi. Risultati come quelli di ieri danno rabbia, ma anche questo è il calcio. Abbiamo vinto giocando male e ci sta perdere giocando bene”. L’articolo Manaj: “Nessun dubbio sulla scelta tra Inter e Juve. Sono interista sin da piccolo” sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter http://ift.tt/211IEBa InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1VJjirH

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Zanetti: “La passione per il calcio e per l’Inter non potrà mai cessare. La Croazia…” http://ift.tt/1U7DLWf Il vice presidente nerazzurro, nonché ex capitano dell’Inter, ha parlato al settimanale croato Max, dopo l’amichevole giocata a Rijeka tra Inter Forever e una selezione All Stars locale: “Ero stato già in Croazia nel 2012, ho giocato contro l’Hajduk Spalato. Ero eccitato prima di scendere in campo qui allo stadio Rujevica. Non sono stanco di giocare a calcio dopo 1123 presenze, non ne avrò mai abbastanza di giocare e di indossare la maglia dell’Inter. Sono felice di essere qui perchè è una partita di beneficenza, per noi ex giocatori dell’Inter, questo è importante, dopo la nostra carriera essere d’aiuto ad altri. La passione per il calcio e per l’Inter non potrà mai cessare”. “Mi incontro spesso con Boban, in campo siamo stati rivali, ma ricordiamo quegli anni. E’ stato un bel periodo con belle sfida tra Inter e Milan. Lui è stato un grande calciatore, aveva qualità e in campo era intelligente. Un giocatore fantastico. All’Inter siamo felicissimi di Perisic e Brozovic, entrambi sono diventati elementi cardine molto importanti nel gioco della squadra. Sono giocatori giovani e sono sicuro che possono giocare ancora meglio. Faranno ulteriori progressi”. “Seguo il Real Madrid: Modric è un giocatore importantissimo e sta facendo un ottimo lavoro. Credo sia l’elemento più importante della Nazionale croata e sono curioso di vederlo agli Europei. Mi aspetto grandi cose da lui. La prima volta in cui ci siamo incrociati è stato ai Mondiali del 1998. Giocavamo per il primo posto nel girone: Argentina vs Croazia, c’erano Suker, Boban, Prosinecki, Bilic. Non sono venuto qui come turista, ma mi piace molto la Croazia, mi piacerebbe tornare in vacanza con la mia famiglia. Mio figlio più piccolo, Thomas, che ha 4 anni è già pazzo del calcio. Nel tempo libero gioco a tennis, ma non ho mai giocato contro un famoso tennista, per il momento, ma se potessi sceglierei Federer, per me è il numero uno e non ha eguali. E’ incredibile che nelle figurine sembro non essere invecchiato, probabilmente è perchè porto la stessa pettinatura. Oggi raccolgono le figurine i miei figli e alcune sono nel museo dell’Inter”. . L’articolo Zanetti: “La passione per il calcio e per l’Inter non potrà mai cessare. La Croazia…” sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1YJhb5i InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1SyANe6

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FOCUS – A.A.A. cercasi campioni: servono altri Miranda http://ift.tt/1WfPiTz Ci risiamo, la storia si ripete. Ogni volta che si arriva ad una partita chiave, ad un match che non può essere sbagliato, si fallisce. Ormai siamo diventati prevedibili, quasi monotoni. La sensazione del “film già visto” era forte al termine del primo tempo di ieri a Genova: alla stragrande maggioranza dei tifosi nerazzurri infatti, sarà tornata alla mente la sfida persa contro il Sassuolo. Portieri che si trasformano in eroi per una notte, salvo poi perdere i superpoteri e ritornare sul pianeta Terra nei match successivi (vero Consigli?), occasioni incredibilmente divorate dai nostri attaccanti, mancanza di cattiveria e cinismo, sana dose di sfortuna, insomma tutta una serie di ingredienti che abbiamo imparato a conoscere. Sappiamo bene che la pietanza cucinata finirà per andarci di traverso ed anche ieri non siamo venuti meno a questa tradizione decisamente “poco simpatica”. Genoa-Inter può essere considerata il manifesto della nostra stagione: tutti i limiti che si sono palesati nel corso del campionato, sono emersi implacabilmente nella sfida contro l’ex di turno – con il dente avvelenato – Gianpiero Gasperini. Se per 60′ domini il Genoa, ma non riesci a segnare neanche un misero gol, pur avendo diverse occasioni per costringere Lamanna a raccogliere il pallone in rete, significa che ci sono dei problemi evidenti. Limiti strutturali che non si possono risolvere con il lavoro, ma che necessitano di interventi diversi per poter essere colmati. A questa Inter mancano maledettamente dei leader, dei calciatori in grado di prendersi la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà, di decidere con una singola giocata le sorti di partite complicate, insomma in sintesi, mancano dei campioni. L’identikit perfetto in questo caso porta il nome di Miranda: il calciatore brasiliano infatti è il prototipo del leader che serve all’Inter di Mancini. Esperto, carismatico, di grande qualità. Di Miranda però, ne servirebbero almeno altri due, uno a centrocampo e l’altro in attacco. Calciatori in grado con la loro sola presenza di far lievitare le prestazioni e l’autostima degli altri elementi presenti in rosa. Nonostante certi scivoloni potrebbero finire per far prevalere il pessimismo, nella convinzione che questa Inter sia ancora troppo lontana dall’essere una squadra competitiva per i massimi traguardi, la verità è un’altra: finalmente, dopo diversi anni, abbiamo una solida base sulla quale ripartire, un nucleo di calciatori sui quali costruire il futuro. Tutto ciò però non basta, ora manca il passo decisivo, quello che rappresenta la svolta: siamo arrivati a 30 (forse 29), dobbiamo arrivare a 31, e sono proprio questi ultimi passi ad essere i più complicati da compiere. Per tornare nei posti che ci competono non basteranno i Soriano, gli Erkin o persino i Banega: si tratta infatti di calciatori più o meno buoni – l’argentino in particolare potrà rivelarsi molto utile – ma non di campioni. E all’Inter di oggi servono quelli, perché sono proprio i nuovi Miranda che potranno farci compiere l’ultimo salto di qualità che manca. Tale ragionamento è ancor più valido se poi – come è probabile che accada – sulla panchina dell’Inter dovesse sedersi ancora Roberto Mancini. Il tecnico di Jesi ha dimostrato di saper vincere, di saper gestire uno spogliatoio fatto di campioni – qualità non semplice da trovare in un allenatore – ma allo stesso tempo ha palesato alcuni limiti: di certo non è il tipo di tecnico in grado di far rendere la squadra oltre le proprie possibilità, non riesce ad esaltare i calciatori a sua disposizione attraverso un sistema di gioco ben organizzato. Riesce però a far rendere al massimo i campioni, a costruire squadre vincenti se il materiale umano è di alto livello. Può sembrare semplice, ma non lo è: le pressioni che si devono sopportare nelle grandi squadre e nel rapporto con i campioni non sono facilmente gestibili da tutti, anzi. Si tratta però di avere ben chiaro in mente le caratteristiche del proprio allenatore e di metterlo nelle condizioni migliori per raggiungere i risultati ai quali il club ambisce. Mancini non è Simeone, non riesce nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, ha bisogno di campioni e se si vorrà continuare con lui, dovremo darglieli. Meglio che tutti in società abbiano ben chiaro in mente questo assunto, tanto semplice, quanto importante: dobbiamo avere le idee chiare ora, prima che sia troppo tardi per cambiare rotta. L’articolo FOCUS – A.A.A. cercasi campioni: servono altri Miranda sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1WIdX3w InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/211mbUH

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Inter, stangata dal giudice sportivo: maxi multa e curva chiusa per cori razzisti http://ift.tt/26h33G0 La Lega ha deliberato i provvedimenti in merito alla gara di sabato scorso fra Inter e Napoli. Oggetto del dibattito sono i cori razzisti avvenuti al 13′ minuto del secondo tempo nei confronti del calciatore dei partenopei Koulibaly: “La maggior parte dei circa seimila spettatori collocati nel settore dello stadio denominato (secondo anello verde), al 13° del secondo tempo, indirizzavano al calciatore azzurro n. 26 un insultante coro (“buu…”) espressivo di discriminazione razziale. Per questo motivo, l’Inter è stata punita con l’obbligo di disputare una gara con il settore denominato “secondo anello verde” privo di spettatori, disponendo che l’esecuzione di tale sanzione sia sospesa per un periodo di un anno con l’avvertenza che, se durante tale periodo sarà commessa analoga violazione, la sospensione sarà revocata e la sanzione sarà aggiunta a quella comminata per la nuova violazione”. A seguito della gara di ieri contro il Genoa, ai nerazzurri è stata commissionata una multa di 15mila euro per alcuni cori dei tifosi in trasferta, al 3′ ed al 10′ del primo tempo, contenti frasi di discriminazione territoriale. L’articolo Inter, stangata dal giudice sportivo: maxi multa e curva chiusa per cori razzisti sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1qFgUVX InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1SdXTEJ

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#TBT, 21 aprile 2013: Javier #Zanetti scende in campo in #InterParma per la 1100^ volta e diventa il 4° giocatore con più presenze nella classifica mondiale 👏🏼🇦🇷 #ThrowbackThursday, 21 April 2013: Javier Zanetti plays his 1100th game against Parma and becomes the player with the fourth-most appearances of all time 👏🏼🇦🇷 #OnThisDay #Legend #ForzaInter #Inter #FCIM #FCInternazionale #InteristiSiamoNoi by inter http://ift.tt/1rpEzKZ #fcim #icpavia #interclubpavia #inter1516 #inter http://ift.tt/1SyfucI InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1NDFnQJ

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INTER-UDINESE – Le probabili formazioni: Mancini conferma il 4-2-3-1 di Genova, ma… http://ift.tt/1YIUUVm Nemmeno il tempo di assorbire la deludente sconfitta col Genoa, che l’Inter si prepara per la prossima gara di campionato. Dopodomani infatti, i nerazzurri saranno impegnati a “San Siro” contro l’Udinese, nell’anticipo del sabato sera valido per la 35ª giornata di Serie A. Roberto Mancini dovrà fare a meno di un suo uomo di fiducia, Gary Medel, che dovrà scontare una giornata di squalifica dopo l’ammonizione rimediata al “Marassi”. Da valutare invece le condizioni di Biabiany, che dovrebbe saltare anche la gara con i friulani per un problema fisico. Il tecnico nerazzurro sembra optato per confermare il 4-2-3-1 visto a Genova, ma con diverse modifiche tra gli interpreti. Davanti ad Handanovic ci saranno i soliti Miranda e Murillo, con D’Ambrosio a destra e Nagatomo preferito a Telles sulla corsia mancina. A centrocampo spazio a Brozovic e Kondogbia, con Melo che potrebbe rifiatare dopo i 90′ giocati mercoledì. Alle spalle di capitan Icardi, tridente tutto slavo composto da Perisic, Ljajc e Jovetic, con Eder e Palacio armi importanti da sfruttare a gara in corso. LE PROBABILI FORMAZIONI: INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Nagatomo; Kondogbia, Brozovic; Perisic, Ljajc, Jovetic; Icardi. All.: Mancini UDINESE (3-5-2): Karnezis; Hertaux, Danilo, Wague; Widmer, Badu, Kuzmanovic, Fernandes, Pasquale; Zapata, Thereau. All.: De Canio L’articolo INTER-UDINESE – Le probabili formazioni: Mancini conferma il 4-2-3-1 di Genova, ma… sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1rpt3PU InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1Sw7shm

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Manaj: “Sono interista fin da piccolo. Mi voleva la Juventus, ma…” http://ift.tt/1YIUUo8 Rey Manaj è il protagonista odierno dell’appuntamento settimanale con InterNos. L’attaccante albanese, reduce dalla vittoria con l’Inter Primavera della TIM Cup, ha parlato del suo primo anno in maglia nerazzurra: “Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo di persone molto buone con me, prima che di buoni calciatori, l’ideale per crescere. Tra i compagni un grande amico è Medel, siamo stati in ritiro insieme, poi abbiamo cominciato ad andare qualche volta a cena con le rispettive ragazze e da lì è nata l’amicizia. Ha iniziato a darmi consigli e a richiamarmi quando sbaglio, come fanno anche altri giocatori”. Il classe ’97 ex Cremonese commenta così il fresco trofeo con la Primavera nerazzurra: “Sono stato molto contento soprattutto per gli altri ragazzi della Primavera che per tutto l’anno hanno coltivato questo obiettivo. Felice per il gol, ma anche per i compagni, l’allenatore e tutto l’ambiente.” “L’esordio in Serie A? Per un calciatore è qualcosa di speciale – prosegue Manaj – ma non era la mia prima partita in assoluto quindi ero emozionato ma, diciamo, al punto giusto. Devo ancora migliorare in tante cose, soprattutto nei movimenti. E nel colpo di testa, lì devo migliorare veramente tanto perché ho sempre fatto pochi gol di testa. I difensori più forti contro cui abbia giocato? Quelli dell’Inter”. L’attaccante svela anche un retroscena sul suo passaggio all’Inter: “Ero molto contento, c’erano anche altre squadre interessate ma io fin da piccolo sono sempre stato interista e quindi ho detto alla famiglia e al mio procuratore che durante la stagione non volevo sapere nulla per concentrarmi sulla mia squadra. Quando a giugno ho saputo che c’era la possibilità di venire all’Inter non ho avuto dubbi nella scelta tra i nerazzurri e la Juventus”. L’articolo Manaj: “Sono interista fin da piccolo. Mi voleva la Juventus, ma…” sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter http://ift.tt/1XKQVY9 InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/23LMcwi