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Last #training session before Genoa departure 💪🏼⚽️ @mauroicardi 🇦🇷 @sjovetic 🇲🇪 @marcelo_brozovic 🇭🇷 #Inter #FCIM #FCInternazionale by inter http://ift.tt/1U4sWUO #fcim #icpavia #interclubpavia #inter1516 #inter http://ift.tt/1rebO43 InterClub C’è Solo l’Inter http://ift.tt/1Vg6XeK

Biglietti per #InterUdinese di sabato 23 aprile alle ore 20.45 disponibili tramite #InterClub per i soci. Potete inviare la vostra richiesta a: biglietti@interclubpavia.eu Buona settimana a tutti! #Inter #fcim #amala

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LInter contribuisce positivamente alle casse di Milano http://ift.tt/1qVHQBo Si parla spesso dell’enorme giro di affari che coinvolge il mondo del calcio. Al centro del dibattito mediatico ci sono spesso le grandi cifre che ruotano intorno al calciomercato ai diritti tv e agli incassi al botteghino. Eppure la Serie A genera un business che non comprende soltanto questi settori bensì include anche il comparto turistico e dei trasporti. Le partite di campionato sono eventi importanti per le economie locali che traggono beneficio dalle presenza allo stadio dei tifosi di casa e dall’afflusso talvolta massiccio di tifosi ospiti. Uno studio del sito di ricerca e confronto di viaggi GoEuro ha tentato proprio di misurare l’impatto economico sul turismo urbano delle cinque massime serie più importanti d’Europa (tra cui la Serie A italiana). Questa ricerca si è concentrata su tre aspetti fondamentali trasporti alloggi cibo e bevande e ha evidenziato una volta ancora l’assoluto predominio del calcio inglese dal punto di vista economico. Stando alle cifre diffuse dal portale di viaggi se il campionato italiano vale per il turismo circa 263 milioni di euro la Premier League produce infatti attività economiche per circa 565 milioni. In questa graduatoria il nostro campionato si piazza al quarto posto dietro per l’appunto a quello inglese alla Bundesliga tedesca e alla Liga spagnola e un gradino sopra alla Ligue 1 francese. Per quanto riguarda invece la classifica delle città italiane ospitanti le partite di Serie A Milano ottiene il primo posto con più di 45 milioni seguita da Roma con 39 milioni e Torino con 30 milioni. I centri urbani italiani che incassano meno sono Empoli con 46 milioni Modena (Carpi) con 45 milioni e Frosinone con 36 milioni. L’ottimo piazzamento di Milano è dovuto certamente alla lunga tradizione calcistica della città e alla fedeltà delle tifoserie in particolare quella dell’Inter che garantisce una media di spettatori allo stadio di circa 44 mila presenze (il Milan soltanto 35 mila). Secondo lo studio di GoEuro il calcio a Milano genera incassi per ben 244 milioni di euro nel settore gastronomico 205 milioni in quello dei trasporti urbani e 197 mila euro nel settore alberghiero. Milano è inoltre tra le città europee in cui il calcio ha un impatto economico maggiore sul turismo. Oltre alle inarrivabili inglesi Londra (168 milioni di euro) Manchester (875 milioni) e Liverpool (55 milioni) che tuttavia beneficiano di una moneta più forte fanno meglio soltanto le spagnole Madrid (647 milioni) e Barcellona (468 milioni). Restano indietro invece tutte le città tedesche (Dortmund incassa solo 282 milioni) e Parigi (282) che però a differenza di altre importanti metropoli europee possono contare sul business generato da un solo club calcistico. L’articolo LInter contribuisce positivamente alle casse di Milano sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter

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CONFERENZA STAMPA Mancini La squadra si costruisce pian piano. Icardi migliora ogni giorno http://ift.tt/1qVHQkG Queste le parole di Roberto Mancini in conferenza stampa alla vigilia di Genoa-Inter: D. Visto l’equilibrio trovato dalla squadra ora l’idea è di cambiare il meno possibile? “Adesso vediamo perché abbiamo qualche problema fisico Mauro (Icardi) e Biabiany dovono smaltire dei colpi presi sabato. Domani sarà difficile perché il Genoa corre molto”. D. Cosa stai dicendo ad Eder? “Lui non ha giocato nelle ultime partite ma credo che sia un ottimo giocatore e trovo strano che non sia riuscito a fare un gol nell’Inter. Ma deve stare tranquillo perché noi abbiamo fiducia e ci darà tanto in futuro”. D. Cosa vi dà la vittoria sul Napoli? “Tutto dipenderà dalle prossime due partite: se saremo bravi conterà molto la partita vinta col Napoli se non ci confermiamo saranno punti gettati via”. D. Avete battuto il Napoli 2 volte la Roma e la Juventus: in quest’ottica diventano un esame le ultime partite con le piccole? “I giocatori hanno sempre fatto il massimo poi gli errori si commettono; soprattutto una squadra come la nostra che sta crescendo. Sulla strada della costruzione si passa da momenti ottimi a momenti pessimi senza saperne il motivo”. D. Cosa ti aspetti davvero da questi ragazzi nelle ultime partite? “L’atteggiamento propositivo che hanno sempre avuto quello avuto sabato e contro il Frosinone. Dobbiamo continuare a star tranquilli e giocare come sappiamo”. D. Può bastare un’estate per colmare il gap con la Juventus? “La Juve è la squadra più forte vince da anni e ogni anno si migliora. Se perdi punti all’inizio hai possibilità di recuperare se li perdi a gennaio o ad aprile recuperare diventa difficile. Poi non si può vincere per 10 anni consecutivi le altre per forza si rinforzeranno”. D. Il clima “derby” potrebbe rilanciare Eder ? “Se fossi sicuro di questo lo farei giocare subito (ride ndr)” D. Sotto quale aspetto siete cresciuti maggiormente? “La squadra si costruisce pian piano col tempo acquisisci automatismi e sicurezza. Da fuori vengono giudicati solo i risultati ma dall’interno ci sono altre cose da considerare”. D. La vittoria con la Juventus in coppa Italia è stato uno spartiacque? “Battere la Juventus dà più confidenza poi batterla in quel modo… Sicuramente aiuta poi però di colpo arriva una sconfitta o un pareggio e devi ricominciare; avere continuità sarebbe la cosa migliore”. D. Kondogbia ha detto all'”Equipe” che il problema maggiore per lui è stato il turnover. E’ stato un problema da gestire? “I giocatori vorrebbero giocare sempre ma bisogna anche meritarselo. I cambi erano finalizzati a far sentire importanti tutti; fino a dicembre eravamo in testa e le cose andavano bene”. D. Non credi che Icardi per come ha giocato sabato si stia completando sia dal punto di vista tattico che realizzativo? “Ho giocato con Vierchowood che a 35 anni migliorava ogni giorno perché lavorava al 110%. Mauro ha 23 anni e lui può migliorare ogni giorno con lavoro e convinzione come tutti gli altri. I gol li ha fatti e li farà sempre perché è la sua qualità migliore”. L’articolo CONFERENZA STAMPA Mancini La squadra si costruisce pian piano. Icardi migliora ogni giorno sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter

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#Mancini parla in conferenza stampa in vista della partita con il Genoa a Marassi di domani sera. Partita con il #Napoli per il salto definitivo? “Tutti hanno avuto alti e bassi tranne la Juve. Un po come noi anche tante altre. In Italia sembra esserci meno pazienza verso gli allenatori? “Per gli allenatori in Italia cè sempre poca pazienza. E il limite di tante società. Avete battuto il Napoli anche in Coppa Italia la Roma battuta allandata con la Juve in Coppa Italia molto bene: queste partite che mancano con Genoa e Udinese sono le partite decisive per la maturità? “Abbiamo commesso degli erroria che se abbiamo dato il massimo. Stiamo crescendo e gli errori sono normali. E normale avere momenti ottimi e momenti difficili senza capirne il motivo. Leggi la conferenza in versione integrale su SpazioInter.it. #amala #pazzainter #inter #forzainter #genoainter #nerazzurri #fcinter #fcinternazionale #milanosiamonoi #fcinternazionale by spazio_inter http://ift.tt/1S7vVur #fcim #InterClub #interclubpavia #inter1516 #inter

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#RASSEGNASTAMPA / Piano piano come dice #Mancini si sta costruendo una base dellInter e con sempre più forza stanno venendo fuori i veri valori dei giocatori della rosa nerazzurra. #Perisic #Kondogbia #Miranda #Murillo ad esempio saranno il futuro della società ma soprattutto #Brozovic sarà il valore aggiunto. Il Corriere dello Sport esalta il ruolo e le doti del centrocampista e lo definisce il tuttocampista sottolineando come il giocatore sia sempre più importante sul campo e come presto presto diventerà il tesoro nerazzurro. Il croato in mezzo al campo sa davvero fare di tutto e (ultima) dimostrazione ne è lultima gara giocata contro il Napoli. Al via era esterno destro nel 4-2-3-1 del Mancio poi è passato mediano al fianco di Medel finendo come mezzala arricchendo il tutto con un gran gol in contropiede duellando con Icardi. Tra laltro anche segnare è una delle sue specialità infatti lepic Marcelo ne ha realizzati ben 7 in 30 gare posizionandosi alle spalle solo di Icardi che di reti ne ha messo a segno 15 e Perisic con 8 gol. Leggi l’articolo in versione integrale su SpazioInter.it. #amala #pazza Inter #Inter #mercato #corrieredellosport #cds #forzainter #fcim #milanosiamonoi #fcinternazionale by spazio_inter http://ift.tt/1YEvND0 #fcim #InterClub #interclubpavia #inter1516 #inter

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Gian Marco Moratti: “Massimo ha smentito più volte. Credo che non tornerà” http://ift.tt/20RzLtS In occasione del “Premio Giuseppe Prisco”, omaggio alla lealtà, alla correttezza e alla simpatia sportiva, era presente anche Gian Marco Moratti, fratello dell’ex presidente dell’Inter, Massimo. Intercettato dai microfoni di Sky Sport 24, il presidente della Saras ha delineato il futuro dell’attuale azionista di minoranza, allontanando le voci legate ad un possibile ritorno alla presidenza della società nerazzurra: “Da quando ha lasciato l’Inter sta bene ed è più tranquillo. Non ha più l’ossessione che è durata per 18 anni (ride, ndr). Un ritorno come presidente? La gente ci spera, lui ha difficoltà a farne a meno. Va sempre allo stadio, segue sempre le partite. Però Massimo ha smentito più volte. Non credo che voglia tornare”. L’articolo Gian Marco Moratti: “Massimo ha smentito più volte. Credo che non tornerà” sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter

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EDITORIALE – Sperando nell’anno uno http://ift.tt/1NjrDQi La solita cara vecchia Inter, umorale e schizofrenica come poche, è rispuntata fuori sabato scorso. Dopo il ko sconcertante patito contro il Torino e l’aberrante vittoria contro il Frosinone, i nerazzurri si sono imposti contro il Napoli nel big match dello scorso 16 aprile ribaltando tutti i pronostici. È infatti tornata in campo la squadra quadrata, aggressiva e feroce ammirata a tratti lungo il corso dell’anno, proprio in un momento in cui la rosa pareva invece essere demotivata, vuota, stanca e rassegnata. L’ennesimo coup de théâtre di un’annata poco lineare, stracolma di alti e bassi sia per quanto concerne i risultati, sia le prestazioni – e non sempre con gli abissi dei primi sono coincise le seconde, peraltro. La Serie A 2015/2016 non s’è ancora conclusa, ovviamente, e tutto è ancora possibile: dalla remotissima ipotesi di qualificazione in Champions League (quasi infattibile, siamo onesti) a un ancora matematicamente possibile ancorché improbabile sesto/settimo posto che significherebbe l’esclusione da tutto. Ciò nonostante, il vero obiettivo dell’attuale stagione – al di là di qualunque piazzamento europeo raggiungibile – era la creazione di una solida base tecnico-tattica, di un nucleo stabile da portarsi dietro anche per il prossimo anno, quello sì considerato come quello del riscatto definitivo e della consacrazione finale (tanto dai piani alti della dirigenza quanto dall’allenatore marchigiano). Queste fondamenta di capitale importanza erano imprescindibili perché si potesse edificare qualcosa di più di un semplice “vivere alla giornata” o “fare le nozze coi fichi secchi” (due proverbi che hanno visibilmente segnato tutte le ultime stagioni sotto la Madonnina) e costituiscono il concetto basilare di ciò che spesso viene chiamato progetto. Solo un osservatore in malafede potrebbe contestare a Roberto Mancini un certo (e non indifferente) aumento complessivo del livello della squadra nonostante la mancata costruzione di un gioco riconoscibile e funzionale: l’ex mister del City, al netto dei tanti errori commessi e di alcune valutazioni grossolanamente sbagliate, s’è fatto carico dei problemi nerazzurri ed è riuscito a far rialzare la testa all’Inter, perlomeno considerando i singoli valori assoluti dei calciatori presenti in rosa (decisamente più forti di quelli a disposizione di un Mazzarri, per dirne uno). Ci è probabilmente riuscito a metà, invero: se da un lato ha certamente individuato tanti possibili titolari per il prossimo anno nonché più di una riserva (al momento, i nodi principali restano il terzino sinistro, dando per scontata la non conferma di Telles, e la presenza in rosa di un centrocampista di costruzione, profilo assente dai tempi di Thiago Motta), è altrettanto innegabile che abbia più che parzialmente fallito nel dare un’identità di gioco al suo gruppo. Del resto non è storia nuova: è tutto l’anno che l’Inter dipende ciecamente dall’ardore agonistico e dalla disponibilità al sacrificio che può mettere in campo, così come non è mai riuscita a dimostrare di avere anche solo uno straccio di canovaccio stabile per lo sviluppo della manovra. La situazione finale parla comunque di una rosa quasi completa e di un buon lavoro fatto sulla difesa, il reparto meno stabile e più traballante dalla seconda metà del 2011 a oggi. Certo, manca ancora un gioco decente che possa ovviare alle eventuali mancanze dei singoli o alle giornate di scarsa inventiva di quelli che sono i cervelli della squadra ma, del resto, Roma non è stata costruita in un giorno. E l’Inter è persino più psicotica dell’Urbe capitolina (intesa come città e non come squadra di calcio). Tuttavia è anche oggettivo che il Mancio è riuscito laddove Mazzarri, Stramaccioni, Ranieri e compagnia avevano bellamente fallito: il tecnico jesino ha finalmente ridato all’Inter uno straccio di futuribilità, cioè dei margini di miglioramento e di crescita. E certamente si può far rientrare nel discorso la variabile del gioco corale: i titolari dell’Inter arrivati la scorsa estate si apprestano a disputare la seconda stagione in nerazzurro senza più bisogno di adattarsi all’Italia e al campionato tricolore, Mancini ha avuto tutte le chance per sperimentare diversi sistemi di gioco e moduli così come ha potuto conoscere a fondo il materiale umano a disposizione e farsi delle idee chiare su quello che può essere l’apporto di ognuno dei suoi ragazzi, al punto che ora non ha più alibi per costruire qualcosa di tangibile e non estemporaneo anche a livello di costruzione. E non dimentichiamo che può ancora sfruttare le possibilità che dà il mercato per portare a casa un paio di “pezzi” a sua scelta che si incastrino perfettamente nella scacchiera da lui ideata. In fondo, possiamo ascrivere al mister marchigiano anche un altro merito, cioè l’essere in corsa per qualcosa di (molto) bello – seppur solo “matematicamente” – a metà aprile. Che, per come abbiamo visto andare le cose negli ultimi cinque anni, è già qualcosa. Ovviamente, per concludere degnamente la transizione da “anno zero” ad anno uno e aiutare così Mancini e i suoi ragazzi a maturare, anche l’ambiente del Biscione tutto dovrà dare il suo contributo: i tifosi evitando di dare di matto qualunque sia il risultato finale di questa stagione, mentre la società dovrà sostenere il mister e cercare di resistere alle sirene esterne (leggasi: eventuali belle offerte per i giocatori chiave della rosa) nonché alla tentazione di smantellare e ricostruire ancora una volta il parco giocatori. Altrimenti saremo di nuovo da capo. E da queste parti, perlomeno, siamo anche un po’ stufi di prospettarci l’ennesimo anno zero/rivoluzione/reset/restart ogni estate. L’articolo EDITORIALE – Sperando nell’anno uno sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter

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Vecchi e la Juventus, capitolo 2°: “Dovrebbero accettare le mie scuse” http://ift.tt/1SVzgsU Continua a tenere banco la vicenda tra Stefano Vecchi e la Juventus. Il tecnico della Primavera dell’Inter, protagonista per un diverbio con la panchina bianconera scoppiato alla fine della finale di Tim Cup, torna nuovamente a parlare dell’argomento, ospite di “Monday Night”, in onda su Sportitalia. L’allenatore dei baby nerazzurri ha risposto a diverse domande, di cui diverse legate al post partita di San Siro. Vuole parlare dello stile della Juventus? “No. Le mie sono state dichiarazioni a caldo uscite a fine partita, e le polemiche sono poi continuate dopo il triplice fischio. Io ho sbagliato a dire certe cose, perché credo che tutto debba finire al 90′, invece si è continuato con polemiche inutili”. Vuole chiedere scusa al club bianconero? “Sicuramente. E sarebbe giusto che loro accettassero le mie spiegazioni, al contrario di quanto accaduto a fine partita. Questo mi ha dato fastidio. Io ce l’avevo con l’assistente dell’arbitro, non con Grosso che è un bravo allenatore e una persona che stimo. Per cui mi ha sorpreso il suo comportamento e di questo mi sono risentito, non sicuramente per quello che la società rappresenta e per tutto ciò che ha dimostrato di essere in questi ultimi anni di calcio. Mi sono rivolto al guardalinee in modo vivace per un calcio d’angolo inesistente assegnato al 94′”. Grosso le ha detto di vergognarsi nel momento della stretta di mano? “Ma sì, non cambia… Credo ci si debba spiegare perchè è nato tutto da un equivoco”. Quale sarà il suo futuro? “Ho ancora un anno di contratto con l’Inter e mi trovo benissimo in questa società”. Qualora arrivasse un’offerta interessante dalla Serie B, cosa potrebbe succedere? “Si vedrà. Ne parleremo”. Le dispiace quando la società vende alcuni dei suoi ragazzi per le trattative riguardanti la Prima Squadra? “No, vuol dire semplicemente che la Prima Squadra fa affidamento sul nostro lavoro”. L’articolo Vecchi e la Juventus, capitolo 2°: “Dovrebbero accettare le mie scuse” sembra essere il primo su Passioneinter.com. Passioneinter.com #inter

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