FOCUS – Nell’Inter di Mancini scocca l’ara dei 4 tenori?

Nella settimana che precedeva la sfida tra Inter e Roma più volte si è detto e scritto che il big match di sabato scorso avrebbe dato delle risposte importanti sulle reali ambizioni dei nerazzurri in questo campionato. La squadra allenata da Roberto Mancini era chiamata ad affrontare la favorita per la vittoria dello scudetto (forse al pari del Napoli) e al termine dei novanta minuti la Beneamata è riuscita a conquistare tre punti assolutamente fondamentali per il proseguimento della stagione.

Ciò che deve far ben sperare i tifosi interisti non è la vittoria in sè o il primo posto ottenuto (al pari della Fiorentina), ma la sensazione di poter finalmente contare su una squadra competitiva, su un gruppo coeso che rema nella stessa direzione, su un insieme di calciatori terribilmente concreto. Sabato non abbiamo di certo offerto scampoli di calcio spettacolo, ma siamo riusciti a tenere a secco il miglior attacco del campionato, vincendo la sesta partita della stagione con il risultato di 1-0. Di certo l’Inter allenata da Mancini non è ancora una grande squadra, ma alcuni sintomi da “grande” sono evidenti. I 7 gol subiti in 11 partite sono davvero molto pochi, soprattutto se si considera che dei 7 gol incassati da Handanovic, ben 4 sono stati subiti contro la Fiorentina. Dunque escludendo la sfida contro i viola, partita che può essere tranquillamente considerata come un incidente di percorso, nelle altre 10 giornate il portiere sloveno ha dovuto raccogliere la palla in fondo alla rete solo in tre occasioni.

Un altro dato da non sottovalutare è che in 11 giornate la squadra nerazzurra ha perso solo in un’occasione. Altri segnali positivi sono arrivati dalle prestazioni dei singoli. Nelle ultime due sfide contro Bologna e Roma Mancini è riuscito a recuperare due tasselli molto importanti: Brozovic e Ljajic. Il croato era partito bene in questa stagione, ma dopo la vittoria conquistata contro il Carpi è sparito dai radar, salvo poi ricomparire improvvisamente nel derby d’Italia contro la Juventus, disputando un’ottima partita. Le sfide contro il Bologna e la Roma hanno visto un Brozovic assoluto protagonista. L’ex calciatore della Dinamo Zagabria ha dimostrato di poter ricoprire un ruolo di primo piano nello schieramento di Mancini, mettendo in mostra qualità quasi uniche nel centrocampo interista. Per quanto riguarda Ljajic invece, va sottolineato come il serbo abbia trovato ancora meno spazio rispetto a Brozovic. Mancini lo aveva impiegato solo contro il Verona e in uno scampolo di partita contro la Sampdoria: troppo poco per poter valutare al meglio l’impatto dell’ex calciatore romanista nel mondo Inter. Nelle ultime occasioni Ljajic ha dimostrato di poter essere davvero utile a Mancini, fornendo al tecnico di Jesi una valida alternativa in attacco. A proposito di attacco e di fase offensiva, è proprio questo il tallone d’Achille della squadra nerazzurra: in 11 giornate di campionato sono stati realizzati solamente 10 gol. Pochi, troppo pochi per chi ambisce a raggiungere importanti traguardi in questa stagione. La squadra segna poco, ma soprattutto – ed è questo il dato più preoccupante – crea poco, faticando oltremodo a rendersi pericolosa dalle parti del portiere avversario.

L’ottimo stato di forma della squadra da un lato, e le difficoltà realizzative dall’altro, ci portano a ritenere che sia arrivato il momento di schierare l’artiglieria pesante, di osare i 4 tenori in campo: Perisic, Jovetic, Ljajic e Icardi. La capacità di sacrificarsi mostrata contro la Roma da Perisic e Ljajic fa ben sperare sulla fattibilità di un 4231 molto offensivo, con la presenza del serbo oltre a quella dei soliti tre noti lì davanti. Se infatti Perisic e Ljajic continuassero a sacrificarsi come fatto contro i giallorossi, si potrebbe mantenere quella solidità difensiva che ha rappresentato il vero punto di forza dell’Inter in queste prime giornate di campionato. Dall’altro lato guadagneremmo in termini di imprevedibilità e di pericolosità offensiva, con l’obiettivo di rendere meno asfittico il nostro attacco.

Forse schierare contemporaneamente in campo Perisic, Jovetic, Ljajic e Icardi può rappresentare un rischio, ma si tratta di un rischio che vale la pena di correre. Se infatti riuscissimo a trovare l’equilibrio con i 4 tenori sul terreno di gioco, potremmo fare quell’ultimo salto di qualità che ci manca per essere davvero competitivi. A Mancini il coraggio non manca e non è mai mancato, è ora di compiere un’altra scelta coraggiosa…

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Pedullà: “Lavezzi, più Inter di Juve. Costo? Gratis. Ingaggio? 4 mln. Ma Mancio…”

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Pedullà: “Lavezzi, più Inter di Juve. Costo? Gratis. Ingaggio? 4 mln. Ma Mancio…” Redazione

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D’Ambrosio intervista

Danilo D’Ambrosio, ospite oggi ad Inter Nos, trasmissione di Inter Channel, ha riposto ad più di una domanda dei tifosi nerazzurri, questa l’anticipazione riportata da Inter.it: “L’Inter è un punto di arrivo perché sono in una big, ma di questo non mi cullo. Per riuscire a vestire la maglia nerazzurra ogni domenica devo sempre dare il massimo. Torino? Nel derby non meritava il k.o. e deve essere duro da digerire ma questo è il calcio. Il derby della Mole non è una gara come le altre, sono felice che i granata abbiano vinto l’anno scorso un derby dopo tanto tempo. Conosco il Torino e a prescindere dal derby Ventura gioca un calcio tattico, loro saranno affamati di vittorie perché arrivano da un periodo complicato”.

“Mi sono preparato a lungo e mi sono fatto trovare pronto contro la Roma, sono contento. Le vittorie aiutano sempre, se la squadra va bene sono felice. Devi essere bravo a farti trovare pronto quando sarà il tuo momento, per quello devi allenarti molto l’aspetto psicologico. Un vero professionista si allena sempre come se fosse un titolare”.

Il terzino ha detto la sua anche sui nuovi acquisti nerazzurri: “In campo mi ha colpito Miranda, non mi aspettavo fosse così forte. Murillo si fa sentire di più, parla tantissimo. Medel arriva sempre dove serve, sa leggere molto bene il gioco e farsi trovare al posto giusto e al momento giusto, dove c’è bisogno di lui”.

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Agente Handanovic: “Rinnovo? Una certezza! Naga? In Italia…”

A margine dell’evento di presentazione di Football Manager che si è tenuto nella sala stampa del Meazza, l’agente di Samir Handanovic e Yuto Nagatomo, Federico Pastorello, ha parlato della situazione di entrambi i giocatori. Gli argomenti principali sono stati il rinnovo ormai certo del portiere e il probabile addio del giapponese. Ecco tutte le sue parole raccolte dai colleghi di FcInter1908: Quasi fatta per il rinnovo? “Come ho dichiarato varie volte, il rinnovo è una certezza, discutiamo su piccoli dettagli ma non ci sono problemi”. Lui vuole l’Inter e l’Inter vuole continuare con lui? “Beh è chiaro che la volontà delle due parti deve coincidere ed entrambi le parti vogliono il rinnovo. Sono abbondantemente fiducioso”. Ci sono stati momenti di crisi tra Handanovic e l’Inter? “Il discorso del mercato delle squadre italiane fa in modo che nessuno davanti a determinate offerte sia incedibile. E’ sempre una questione di prezzo. Samir, avendo il contratto in scadenza, era in corso una rivoluzione. Ma non è mai stato sul mercato. Se fosse arrivata un’offerta importante sarebbe stata valutata. Poi dipende tutto dal club. Il giocatore non voleva andare in un altro club italiano, non sarebbe andato da tante parti. C’erano una serie di cose. Se fosse arrivata un’offerta importante, non bisogna essere ipocriti, sarebbe stata valutata da entrambi le parti. Dopo di che questa offerta non è arrivata, si è iniziato a lavorare al rinnovo, vista la volontà di entrambi le parti, siamo arrivati alla definizione di un prolungamento che appena ci sarà sarà annunciato”. Ci sono già delle date? “Abbiamo in programma alcuni appuntamenti nelle prossime settimane. E una volta che abbiamo definito servirà solo il tempo tecnico. Diciamo che a dicembre o inizi gennaio il contratto potrebbe essere perfezionato”. Nagatomo, via a gennaio? “In realtà gli esterni dell’Inter erano in tanti e le offerte che arrivavano sarebbero state tutte ascoltate. Sono arrivate e sono state valutate. Nel caso specifico è stata l’Inter a rifiutarla perché l’offerta è stata ritenuta non adeguata. Il contratto è in scadenza e i nerazzurri non escludono il rinnovo. Non siamo contrari ad un’eventuale discussione e monotioriamo le opportunità. Vorrebbe restare in Italia, ma vorrebbe giocare all’Inter e non un altro club. Quindi si potrà parlare di rinnovo o di una squadra all’estero”.

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Thohir: “Acquisti? Sì se avranno spazio. Mou? Non starà al Chelsea 15 anni, ma…”

Thohir: “Acquisti? Sì se avranno spazio. Mou? Non starà al Chelsea 15 anni, ma…” Sciur G Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1MeOGWs November 05, 2015 at 05:30PM