Mourinho: “Vi spiego qual è la differenza tra Milano e Londra” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Frf0s8 Crescenzo Greco

Mourinho

José Mourinho torna a parlare della sua esperienza a Milano. Lo fa in un’intervista al Telegraph dove affronta diversi argomenti tra cui i diversi stili di vita a Milano e Londra, il rapporto che si crea con i giocari e l’importanza che ha il calcio nella società moderna. Ecco le sue parole:

MILANO E LONDRA – José Mourinho, ha ammesso che nella capitale britannica si può condurre una vita più tranquilla rispetto ad altre città europee in cui ha allenato: «A differenza di Madrid o Milano, a Londra si può condurre una vita quasi normale. Si può camminare per strada e in cinque minuti puoi incontrare un supporter del Chelsea, un sostenitore del Tottenham, un sostenitore dell’Arsenal o anche del Liverpool o dello United. Questo mi piace. In altri posti dove ho lavorato ti sembra di camminare sempre in un fans club. A Milano il 50% dei tifosi sono interisti, il 50% tifa Milan. A Madrid forse il 70%. A Oporto, il 100% sono tifosi del Porto. La gente a Londra capisce quando disturba. Sanno che le persone hanno bisogno di spazio e le rispettano. Di solito quando vengo disturbato non parlano la lingua inglese, anche gli inglesi chiedono selfie o autografi quando sono nei ristoranti, ma aspettano che io abbia finito di pranzare. Se sono in un negozio e sto comprando i calzini loro non si avvicinano. Difficilmente vengono a disturbarti se ti incontrano per strada dopo una partita andata male, soprattutto se stai camminando con la tua famiglia. Questo era impossibile a Milano e a Madrid, mi fermavano sempre.»

GRUPPO – L’Inter del 2010 era un grande gruppo plasmato alla perfezione da Mourinho e il tecnico portoghese ha voluto parlare proprio della sua concezione di gruppo: «Al centro di tutto c’è il rapporto, l’empatia, non solo con l’individuo, ma nella squadra. E per avere un’empatia in squadra tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa . Non si tratta di stabilire la relazione perfetta tra me e te, si tratta invece di stabilire la relazione perfetta per il gruppo, perché il gruppo vince i trofei, non l’individuo.»

IMPORTANZA DEL CALCIO – Infine Mourinho ha parlato dell’importanza del calcio: «Ovviamente mi piace il calcio, ma non è tutto nella mia vita. In Portogallo si dice che si può cambiare tutto tranne la mamma e la squadra di calcio. Capisco il potere del calcio a livello sociale, politico e culturale, ma come fa un giocatore di calcio ad essere nella lista delle persone più influenti del mondo? È assurdo! Noi non salviamo vite! So che la gente può saltare dal quinto piano perché la sua squadra ha perso una partita, ma è una persona che ha problemi. Come si può paragonare un giocatore di calcio, un allenatore di calcio con uno scienziato o con un medico? Non ci sono paragoni.»

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