Simoni: “Io sono legato all’Inter, stasera spero in una vittoria” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1OunTpG Giovanni Gallo

Simoni

L’ex allenatore dell’Inter Gigi Simoni parla a poche ore di distanza dal fischio d’inizio del derby. Per uno che di partite come questa ne ha giocate tante e porta il nerazzurro nel cuore è facile capire cosa lo stato d’animo in questi momenti d’attesa. Qui riportiamo le sue dichiarazioni rilasciate a calciomercatonews.com.

IL PRONOSTICO – «É una cosa un po’ difficile da dire, la mia speranza è che vinca l’Inter, sono legato più a loro che al Milan. Penso che sia anche più probabile, vedendo giocare le squadre la sensazione è che il Milan faccia molta fatica a giocare: fa fatica anche l’Inter, ma ha valori individuali maggiori, a mio parere, ed è più “squadra”. Il Milan sta sfruttando Menèz al massimo, mentre l’Inter è una squadra dove, a parte Icardi, i gol sono suddivisi bene, e a me sembra individualmente più completa».

MANCINI E INZAGHI – «Mancini ed Inzaghi sono due bravi allenatori, ma hanno poca esperienza. L’Inter con Mancini ha fatto un gran colpo, mi aspettavo però che fosse più decisivo positivamente, e c’è da pensare che sono i giocatori che determinano la forza di una squadra, non gli allenatori: Mancini è una garanzia. Inzaghi, invece, ha allenato Berretti, Allievi e la Primavera: prendere in mano una squadra come il Milan, difficile da guidare perché non è una squadra costruita, con poca esperienza, incide negativamente sul lavoro. L’esperienza fatta con i ragazzi è diversa da quella di una squadra normale. Per guidare le squadre di Milano piuttosto che la Juventus, laRoma o il Napoli, è necessaria esperienza maggiore».

RICORDI – «Ricordo benissimo la partita che vinsi 3-0 (doppietta di Simeone e gol di Ronaldo) rispetto alla sconfitta subita in Coppa Italia: la mia era una squadra diversa, aveva un’anima. Era una squadra che giocava insieme: avevamo giocatori come Ronaldo, Baggio, Djorkaeff poi avevamo difensori come Colonnese e Bergomi, e Pagliuca. Eravamo una squadra vera sotto l’aspetto umano. L’Inter è il posto dove ho lavorato meglio: ho lavorato per un anno e mezzo senza avere problemi con una squadra di 27 giocatori: ho faticato meno all’Inter che all’Empoli,questo perché non ho mai avuto un problema nella gestione di un gruppo».

IN CHI SI RIVEDE? – «Ho avuto tanti giocatori che ora allenano: io, personalmente, ho avuto maestri come Herrera, Rocco e Fabbri, ed ognuno mi ha lasciato qualcosa. Sono andato avanti come pensavo io, ma ho tratto da tutti qualcosa, senza copiare nessuno».

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