Mancini a sorpresa panchina nuovamente Shaqiri, facendo debuttare dal primo minuto il giovane Gnoukouri. L’Inter pareggia, ma avrebbe meritato nettamente di più. Da sottolineare, ancora una volta, una prova monstre di Palacio, a cui è mancato solo il gol.
LA FORMAZIONE – Nel suo undici di partenza, Roberto Mancini si affida ai soliti noti, con una sola novità: Handanovic in porta; coppia difensiva formata da capitan Ranocchia e Vidic, mentre sulle fasce agiscono D’Ambrosio a destra e Juan Jesus a sinistra; Medel davanti alla difesa, a cui lati si trovano Gnoukouri sul centro-destra e Kovacic sul centro-sinistra; Hernanes dietro le punte, che sono Palacio e Icardi.
IL MODULO – Per quanto riguarda l’assetto tattico, il tecnico jesino continua con la sua idea, come previsto: confermata la difesa a quattro dunque, così l’Inter si dispone con il 4-3-1-2. Il giovane Gnoukouri, vertice basso nella Primavera, torna alle origini e si piazza alla destra di Medel, mentre il vertice alto del rombo è occupato da Hernanes, confermato dopo la bella prova di Verona.
PRIMO TEMPO – Nella prima frazione di gioco l’Inter inizia alla grande, mettendo subito alle corde il Milan. Il primo quarto d’ora, infatti, è un assedio a tinte nerazzurre. Pochissimi errori, ma soprattutto interessanti spunti individuali di tutti i talenti in campo: Gnoukouri non sente la pressione e si mette subito in mostra; Kovacic prova le sue solite serpentine, che vanno a buon fine; Hernanes ritrova sicurezza nel suo tiro, che scalda le mani di Diego Lopez. Dopo lo sprint iniziale, l’Inter si adagia un po’ ed esce fuori il Milan, che si rende pericoloso solo attraverso le giocate dello spagnolo Suso, bravo nel concludere dalla distanza, ma trovando sempre pronto Handanovic. Il Milan trova il gol con Alex, annullato giustamente dall’arbitro Banti per un fuorigioco precedente. Il primo tempo termina sul risultato di 0 a 0, ma l’Inter ha alcune interessanti carte da giocarsi.
SECONDO TEMPO – Dopo l’intervallo, l’Inter scende in campo con gli stessi undici del primo tempo e come nella prima frazione, parte subito forte. I due terminali offensivi, Palacio e Icardi, creano scompiglio nella difesa rossonera come se fossero Holly e Tom nel celebre anime giapponese Holly&Benji. Da una loro splendida combinazione nasce il gol dell’Inter, anche questo annullato giustamente da Banti: Icardi è in fuorigioco prima di servire Palacio, freddissimo sotto porta. L’Inter non demorde e continua a rendersi pericolosa, mentre Mancini cambia qualcosa: esce Gnoukouri per crampi, entra Obi. La squadra nerazzurra trova nuovamente il vantaggio con un’autorete di Mexes, ma anche stavolta Banti annulla: punita la spinta di Palacio (lanciato a rete) su Antonelli (preso contro tempo). L’Inter non ci sta, a partire dai tifosi, visto che poco prima è stato negato un rigore a causa di un tocco di mano dello stesso Antonelli sul tiro di Hernanes. Mancini prepara il secondo cambio: fuori Kovacic, dentro Shaqiri. Nel finale è nuovamente assedio per l’Inter, che ha dominato completamente la seconda frazione di gioco, ma il gol non arriva per tanti fattori, compreso quello C del Milan. Il derby termina 0 a 0, ma si tratta di due punti persi per l’Inter, che avrebbe meritato ampiamente il bottino pieno.
IL PROTAGONISTA – Tutto sommato, la prestazione di tutta la squadra è stata positiva, tranne qualche eccezione. Un solo giocatore, però, ha fatto la differenza rispetto agli altri: Rodrigo Palacio. L’attaccante argentino ha messo in mostra una forma fisica invidiabile, capace di correre per novanta minuti al doppio della velocità rispetto agli avversari. Tanti palloni recuperati, moltissime azioni create e un pericolo costante, come evidenziato dal gol segnato a inizio ripresa, prima dell’annullamento. Con il passare del tempo, e dunque con la stanchezza in stato avanzato, qualche errore si è visto, come un tocco sbagliato o una palla allungata eccessivamente durante un contropiede prezioso, ma nel complesso non c’è critica che tenga. O forse si: quella spinta su Antonelli, leggera si ma comunque visibile, era così necessaria?
IL COMMENTO – La formazione iniziale scelta dal tecnico nerazzurro si è rivelata azzardata per la presenza del giovane Gnoukouri, che però non ha sfigurato, salvo poi calare con il passare del tempo. Fa discutere la panchina iniziale per Shaqiri, che ha giocato solo il quarto d’ora finale, con tanta voglia, ma poco tempo. Nonostante non sia arrivata la vittoria, quella vista a San Siro contro il Milan è sicuramente una delle più belle Inter stagionali, anche se probabilmente parte del merito va dato ai cugini rossoneri, che si sono dimostrati veramente poca roba ed è inconcepibile constatare la posizione in classifica più in basso rispetto a loro. L’Inter del derby ha messo in mostra alcuni pregi, ma soprattutto tutti i suoi limiti: è una squadra che vorrebbe, ma non riesce a concretizzare. Due punti persi quindi, ma la strada sembra essere quella giusta. Con la rivoluzione estiva che incombe, però, è tutto da rivalutare. Probabilmente Mancini avrebbe potuto osare di più nel finale, togliendo un difensore (in campo c’erano Ranocchia, Vidic e Juan Jesus) per mettere un attaccante (in panchina c’erano Podolski, Bonazzoli e Puscas), ma ormai è troppo tardi per parlare di cosa sarebbe potuto essere.
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