Vidic, la sentenza: il serbo non si tocca, intesa con Ranocchia Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1A16G0L Orazio Rotunno

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Tante critiche ad inizio anno, per chi ha memoria corta. Solo chi non ha vissuto gli ultimi dieci anni di calcio mondiale poteva nutrire dubbi sulle capacità del colosso serbo: ignorando l’ambientamento in un campionato e soprattutto in un modulo completamente nuovo. Ora, accanto a capitan Ranocchia, è diventato quel caposaldo e leader da tutti atteso.

VENI, VIDI, VIDIC: LA RIVINCITA – Il n.15 nerazzurro si è preso in mano la retroguardia dell’Inter, ricucendo anche quel rapporto difficile che ad un certo punto della stagione sembrava irrecuperabile con Mancini. Poi lo spostamento di Juan Jesus sulla sinistra a partire da Sampdoria-Inter, lui accanto a Ranochia al centro della difesa a 4 e nessuno lo ha più tolto da lì. Sono arrivati comunque risultati deludenti, gol evitabili (Parma su tutti), ma nel complesso il cambio di rotta individuale e dell’intero pacchetto difensivo è evidente. Sin da Genova segnali molto positivi contro un grande reparto offensivo capace di punire solo su calcio piazzato, reti inviolate con Verona e Milan e ieri una buona prestazione contro i contropiedisti giallorossi perfettamente arginati. Chiave della svolta, con lo spostamento di Jesus a dare più equilibrio, è la presenza fissa di Vidic accanto ad un Ranocchia che ha sensibilmente trovato giovamento dalla sua presenza. L’unico limite sembra la lentezza di entrambi, ben compensata però dalla velocità degli esterni prontissimi nel coprire con perfette diagonali, soprattutto con D’Ambrosio ieri autore di un’ottima performance. La prossima stagione è già in programma, ma una cosa non deve cambiare: Vidic al centro della difesa, un punto da cui ripartire, una delle poche certezze all’orizzonte.

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