Nella sua lunga ospitata negli studi di “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco”, Ivan Ramiro Cordoba viene interpellato anche sulle questioni arbitrali e su quelle più romantiche, ripercorrendo la sua straordinaria carriera nerazzurra iniziata nell’era Moratti.
RIGORE SI, RIGORE NO – «Marchetti va a cercare la palla, non la trova, ma è un’azione rapidissima e l’arbitro deve decidere in due secondi. Se avesse preso la palla, di sicuro non sarebbe stato rigore. Ma la palla non la prende, quindi è difficile giudicare così».
L’IMPORTANZA DI HERNANES – «In questo momento Hernanes è troppo importante per la squadra, come quando era alla Lazio, perché sa fare la differenza. Mette in difficoltà i difensori perché non si sa mai dove va e se calcia di destro o sinistro. L’Inter, in questo periodo, piuttosto che giocare bene porta a casa i risultati».
SOGNO NERAZZURRO – «Quando penso a tutti i momenti passati all’Inter, mi rimane un sogno. Se avessi la possibilità, rifarei tutto uguale. Non andrei a Madrid (lo voleva il Real, ndr). E’ stato troppo bello, anche nei momenti difficili, che ci hanno dato la forza per raggiungere le grandi vittorie».
MORATTI PADRE DELLA FAMIGLIA INTER – «Nel mio amore e ambientazione all’Inter c’entra Moratti. Non lo so, magari noi tutti (anche Zanetti e Cambiasso, ndr) abbiamo avuto esperienze in diverse società con presidenti diversi, ma quando arrivi all’Inter ti accorgi che è una famiglia che ti fa sentire tale. Da quando sono arrivato all’Inter ho sempre avuto come obiettivo quello di lasciare una traccia, non volevo passare per un colombiano qualsiasi venuto a Milano».
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