Pochi minuti fa si è conclusa la conferenza stampa di presentazione di Geoffrey Kondogbia. Nella sala stampa, allestita a Riscone di Brunico, erano presenti anche Piero Ausilio e Marco Fassone. Il centrocampista francese non ha nascosto l’emozione di vestire il nerazzurro.
SCELTA NERAZZURRA – “Ho scelto il campionato italiano perché la ritengo una tappa importante per la mia carriera. L’Inter è più vicina a me, poi ho parlato con il mister e mi ha convinto che questo è il progetto giusto. Non ho avuto esitazioni e non è vero che ho detto si al Milan, è stata un’invenzione dei giornalisti. Pressioni? E’ normale che ci sia tanta attesa, ma pressione no. Sono stato accolto con tanta passione dai tifosi ed è stato bellissimo.Perché il 7? Ho scelto questo numero perché il 7 Giugno scorso è nato mio figlio e il 7 Novembre è il compleanno di mia madre”.
SFIDE – “La Juventus è una grandissima squadra e ha meritato la finale di Champions nella scorsa stagione. Sono ancora loro i favoriti per la vittoria del campionato, ma noi vogliamo crescere e puntare a vincere. Sono molto fiducioso, abbiamo tutte le carte in regole ma dobbiamo lavorare al massimo. Pogba? Mi piacerebbe giocare contro di lui, sarebbe la prima volta a questi livelli”.
TOP MONDIALE – “E’ ancora presto per dirlo, ma ho dimostrato le mie capacità. Sono arrivato in una squadra piena di ottimi giocatori, darò il massimo. Idolo e ruolo? Sono stato paragonato a Vieira e Touré anche se sono da quattro anni che gioco ad alti livelli. Il mio esempio però è Tourè. Per quanto riguarda il ruolo non ho alcuna preferenza. Pregi e difetti? Il mio punto forte è la potenza mentre devo lavorare molto sulla ripresa dalla difesa. Fascia di capitano? E’ abbastanza presto per dirlo. Sono un giocatore ancora giovane e non posso dire, adesso, che sarò io il capitano“.
IL FASCINO DEL MANCIO – “Il Mister mi ha parlato a lungo, mi ha detto molte cose. Come ho detto prima, sono stato convinto dal progetto. Poi quando un allenatore così ti chiama è impossibile rifiutare“.
PASSIONE PER LA BOXE – “Si è vero da piccolo volevo fare Boxe. Mi piaceva perché non c’era regole e discipline come ci sono invece nel calcio (sorride, ndr)”.
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