C’è chi confida che le partite si vincano a centrocampo, dove senza qualità è difficile pensare di creare gioco. Il ruolo di regista è fondamentale in questo senso, ma è altrettanto importante la posizione in cui agisce il centrocampista incaricato della costruzione del gioco. Nel caso dell’Inter, Mancini si trova a un bivio davanti alla difesa: spazio a un centrocampista di rottura o appunto a uno di costruzione? Sono quattro i candidati per una maglia
MATEO KOVACIC – Il primo nome sulla lista di Roberto Mancini è quello di Mateo Kovacic. O almeno lo era fino a ieri, quando il talento croato avrebbe invece dovuto agire dietro le punte, salvo poi restare a riposo per un affaticamento muscolare. L’esperimento di Kovacic davanti alla difesa è durato praticamente meno di un mese e c’è da capire se il tecnico jesino abbia già abbandonato questa via o se abbia intenzione di riproporla più avanti, magari continuando a lavorarci durante gli allenamenti settimanali. Kovacic sarebbe il regista perfetto davanti alla difesa, dove può abbinare visione di gioco, velocità e imprevedibilità delle giocate. C’è da limare, però, la questione relativa all’interdizione e al posizionamento in fase di non possesso, due dei punti deboli del numero 10 nerazzurro.
GARY MEDEL – Al posto del croato ieri sera è stato Gary Medel a scendere in campo e a posizionarsi nel ruolo di schermo davanti alla difesa. Per il cileno si è trattato di un ritorno, visto che nella passata stagione ha agito in questo ruolo sia con Walter Mazzarri sia con Mancini. Nel suo caso, non si può parlare di costruzione vera e propria, perché Medel si limita a fare il “compitino” davanti alla difesa, ma lo fa come pochi al mondo: ruba palla, cerca il passaggio più semplice verso il compagno smarcato e prova il lancio (anche con buoni risultati) quando ha campo davanti a sé. E’ più distruttore che costruttore di gioco. Se Mancini non ha intenzione di retrocederlo in difesa, il cileno potrebbe lottare per una maglia, che sente ancora sua, in mezzo al campo. Dopo aver vinto la Copa America da protagonista, non ha intenzione di fare la comparsa all’Inter.
ASSANE GNOUKOURI – Nel precampionato, senza il cileno, l’alter ego del croato è stato per lunghi tratti Assane Gnoukouri, il più giovane del pacchetto nerazzurro di centrocampo. Il classe ’96 ivoriano ha mostrato qualità rare per un ragazzo della sua età: sicurezza nelle giocate, gestione della palla, visione di gioco, eleganza, fisicità, posizionamento e altro ancora. E tutto con margini di miglioramenti ancora enormi. Paradossalmente, per caratteristiche è il centrocampista più completo in rosa per questo ruolo. Ieri sera Mancini lo ha istruito prima da mezzala sinistra, a tratti quasi ala e con ottimi risultati, poi è tornato in mezzo e ha messo in mostra anche una padronanza maggiore con il ruolo. Lanciarlo subito titolare probabilmente sarebbe azzardato, ma c’è la stoffa per considerarlo elemento di prima qualità nelle rotazioni, senza farlo finire nel dimenticatoio.
FELIPE MELO – Infine, l’ultimo nome, quello che ancora non è in rosa, ma di cui si parla probabilmente con più insistenza: Felipe Melo. Mancini lo ha detto e, se non lo avesse detto, lo avrebbe fatto comunque capire: vuole il brasiliano, che già conosce i suoi dettami tattici nel ruolo di volante, avendo lavorato assieme ai tempi del Galatasaray. Melo, da parte sua, non vede l’ora di unirsi all’Inter, ma di certo non lo farebbe con la convinzione di fare da riserva ai tre colleghi citati prima. Il brasiliano, nonostante ciò che dicano i suoi detrattori, è un mediano che abbina quantità a qualità: batte in carattere Kovacic, in fisicità Medel e in esperienza Gnoukouri. Insomma, non sarebbe l’ultimo arrivato, sebbene non sembra esserci tutta questa urgenza.
LA SCELTA DI MANCINI – In attesa di conoscere il futuro di ognuno, in particolare quello del brasiliano, la scelta finale spetterà ovviamente al tecnico Mancini. Attualmente, almeno personalmente, quella più logica sembra la seguente: Melo arriva e si gioca il posto di mediano davanti alla difesa principalmente con Gnoukouri, che rimane a Milano per maturare; Kovacic viene riportato nella posizione di mezzala, ma istruito sul centro-destra, con Fredy Guarin come alternativa; Medel, invece, viene utilizzato come jolly difensivo sia per il centrocampo (da volante) sia per la difesa (da centrale). L’ultimo ruolo della mediana, ovvero quello di mezzala sinistra, vede ovviamente Geoffrey Kondogbia titolare con Marcelo Brozovic suo alter ego. Tra i centrocampisti, infime, rimane Hernanes, che è il jolly offensivo: utile sia in tutte le posizioni della mediana sia sulla trequarti. Tutto questo, ovviamente, in caso di permanenza di tutti e di arrivo di Melo: in caso di altri stravolgimenti di rosa, e magari anche di modulo, tutto cambierebbe.
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