Intervistato da TalkSport l’ex attaccante della Lazio Paolo di Canio non usa mezzi termini su Mario Balotelli, definendolo come uno che usa il calcio solo per diventare famoso. Molti allenatori hanno provato a cambiarlo, in primis Mancini e Mourinho, ma senza successo
TROPPO SUI SOCIAL NETWORK – «Non lo vorrei in squadra, parlo da allenatore e per come vedo il calcio la cosa più importante è giocare con i compagni. Serve empatia, sia nei buoni che nei cattivi momenti, non penso che lui riesca a condividerla. Molti allenatori hanno provato a cambiarlo, Mancini è stato il suo padrino calcistico ma anche lui al momento non lo vuole all’Inter. Mourinho lo ha capito all’inizio, è bravo nell’inquadrare i giocatori e ha detto che non si può cambiare un giocatore del genere. Deve cambiare sé stesso, ha ormai 25 anni e non può più aspettare che a farlo siano gli altri. I demoni sono nel suo cervello, è ancora giovane e fisicamente a posto, è un atleta incredibile ma non ha mai usato tutto il potenziale a sua disposizione. Spero che possa farlo in futuro, ma ha tanta pressione addosso perché passa troppo tempo sui social network e sembra che usi il calcio per diventare una celebrità, non il contrario». Queste le dure parole di Paolo di Canio su Mario Balotelli, accusato di non aver mai saputo sfruttare appieno il suo potenziale in quanto la sua mente è troppo spesso rivolta a faccende extracalcistiche.
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