Nelle ultime ore il mondo del calcio sembra essersi accorto, forse finalmente, del talento cristallino di Gnoukouri. Complimenti estremamente meritati per il giovane centrocampista ivoriano, ma probabilmente si inizia anche a esagerare per quanto riguarda le pressioni (inutili) e le aspettative (eccessive). L’Inter ha in mano un diamante (grezzo), però non può assolutamente permettere certi giochi mediatici su di lui
TALENTO VERO – Da una parte c’è Assane Gnoukouri, che scende in campo mostrando la qualità e la quantità tipica di un veterano, nonostante i suoi 18 anni (ne compie 19 il 28 settembre, ndr). Dall’altra parte ci sono gli esperti, o presunti tali, che capiscono quanto talento ci sia nelle sue giocate. Il classe ’96 ivoriano, per chi lo segue con attenzione dal suo approdo a Milano, ha messo in evidenza fin da subito delle caratteristiche fuori dal comune (come sottolineato anche da noi in più occasioni): il dato che desta scalpore non è tanto la sua inesperienza tra i grandi, dovuta alla giovane età, ma proprio la sua inesperienza anche a livello giovanile, visto che si tratta di un calciatore “nato tardi”. Niente Pulcini, ma neanche Allievi: Assane prima di arrivare in Italia giocava in condizioni che definire poco umane è dir poco. E’ un giovane che probabilmente riuscirà a togliersi grosse soddisfazioni su palcoscenici molto più importanti ed è quello che i tifosi dell’Inter si augurano di vedere in maglia nerazzurra, dopo le tante promesse non mantenute del “superbo vivaio” di “paolilliana” memoria.
PRESSIONI INUTILI – Ricordiamoci, dunque, che si tratta solo di un ragazzino che, come dimostrato nelle sue interviste, fortunatamente ha la testa sulle spalle. La UEFA lo ha definito “Talento della settimana“ per 90′ in amichevole contro il modesto Athletic Bilbao. Il suo attuale tecnico, Roberto Mancini, ha dichiarato che: «Se giocasse nel Porto, lo venderebbero per 30-35 milioni». E non ha torto, ma giustamente aggiunge anche che: «Ha qualità, ma deve stare con i piedi per terra e lavorare». E adesso tutti i giornali e le TV parlano di Gnoukouri come il centrocampista su cui l’Inter deve costruire le sue prossime fortune. I tifosi nerazzurri e la società tutta se lo augurano sicuramente, ma bisogna volare bassi, rasentando il più possibile l’asfalto. Bruciare un talento del genere, mettendolo davanti a degli obiettivi che oggi non gli devono competere, sarebbe un autogol imperdonabile. E l’Inter, in passato, ha già fatto più volte questo errore, perché caduta nella trappola mediatica costruita intorno ai suoi giovani.
IL COMPITO DELL’INTER – Ecco perché, adesso, l’Inter deve lavorare per proteggere come meglio non si potrebbe il giovane Gnoukouri. Innanzitutto va detto che non è un titolare, ma potrebbe concorrere tranquillamente per un posto in mezzo al campo, se dimostrerà di meritarlo: già questo basterebbe per togliergli pressione. Successivamente, bisogna tenere in considerazione anche il minutaggio che potrebbe avere in una stagione senza coppe europee da giocare, visto il probabile affollamento in rosa (Kovacic, Medel e Melo, qualora arrivasse, lotterebbero per la stessa maglia). Di tornare in Primavera, facendo il fuori quota, non se ne parla: che ci sia la possibilità di mandarlo in prestito (secco) con la promessa che giochi in Serie A con continuità? Non è un’opzione da scartare, ma in questo caso non si parlerebbe di “bocciatura” o di “Inter non crede nei suoi giovani”: sarebbe solo un modo per crederci, paradossalmente, di più. Gnoukouri potrebbe crescere anche solo allenandosi con grandi campioni, come sta facendo ora, e giocando quando chiamato in causa da Mancini: ora tocca a lui continuare a crescere, ma l’Inter deve tenerlo lontano da tutto ciò che viene costruito fuori dal rettangolo di gioco. Non c’è paura di un Balotelli bis, ma meglio andarci con i piedi di piombo.
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