All’Inter scoppia il caso Montoya: ne siamo sicuri? Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1JeMPyk Andrea Turano

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Negli ultimi giorni si parla con insistenza della bocciatura di Montoya da parte di Mancini, ipotizzando addirittura un addio imminente del terzino spagnolo, arrivato poche settimane fa: facciamo il punto della situazione, per capire quanto c’è di vero

MONTOYA RISERVA – Il giorno della sua presentazione Martin Montoya è sembrato chiaro: ha scelto l’Inter per giocare con continuità, cosa non possibile al Barcellona, dov’era chiuso da Dani Alves. L’Inter, da parte sua, è apparsa chiara anche nel suo acquisto, viste le formule: prestito oneroso con diritto di riscatto, nessun obbligo netto, come nel caso dei vari Dodò (da riscattare dopo una sola presenza), Santon (dopo dieci presenze) o lo stesso Shaqiri (a prescindere). Ed è stato specificato che si trattava di un profilo seguito da tempo, quindi la palla sarebbe passata ben presto a Roberto Mancini. Nel precampionato, però, qualcosa non è andato per il verso giusto, tant’è che nelle ultime uscite lo spagnolo ha fatto parte della “squadra riserve”, culminando la sua estate con 90 minuti di panchina nell’amichevole conclusiva contro l’AEK Atene. Da qui la certezza di molti addetti ai lavori: Mancini ha bocciato Montoya. E la notizia ancora più clamorosa è quella che vedrebbe lo spagnolo già in partenza, di ritorno a Barcellona se non subito, a gennaio: come se fosse veramente possibile tenere in rosa per quattro-cinque mesi un giocatore destinato a tornare da dov’è arrivato. Poi, ovviamente, tutto è possibile, come accaduto a Xherdan Shaqiri giusto qualche giorno fa, ma in quel caso si tratta di ben altri motivi.

SMONTIAMO IL CASO – Molto probabilmente, come ogni cosa misurata, la verità sta nel mezzo. Da una parte appare ampiamente realistica l’idea che Montoya non sia stata una richiesta precisa di Mancini, che si è adeguato all’acquisto proposto e concluso dalla società. Dall’altra parte, però, parlare di bocciatura in questo modo sembra veramente voler rigirare il coltello nella piaga nerazzurra, che al momento ha ben altri problemi a cui pensare. Creare un altro caso interno non è è l’ideale. Ecco perché forse un dettaglio, volutamente, è passato inosservato a tutti: ad Ancona Mancini ha utilizzato D’Ambrosio titolare e nei minuti finali ha dato spazio a Nagatomo, non a Montoya, ma neanche a Santon. Che senso avrebbe tutto ciò? Bocciato anche Santon? Direi di no. Piuttosto sembra che Mancini stia provando a dare una chance agli esuberi visto che, probabilmente, alla fine uno dei due potrebbe rimanere a Milano: e a oggi quello più vicino all’idea tattica di Mancini pare sia il terzino campano. La vera bocciatura, forse, è per il giapponese, che però, paradossalmente, è quello che potrebbe restare in rosa a causa della mancanza di offerte: ecco perché Mancini dà spazio a D’Ambrosio, che ha numerose pretendenti. Montoya resta, avrà tanto da lavorare per guadagnarsi la fiducia di Mancini e potrebbe anche riuscirci, con un po’ di tranquillità. Ma la stampa, si sa, non è amica dell’Inter e lo si nota anche con questi piccoli dettagli. Vedremo come evolverà la telenovela nelle prossime settimane.

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