Inter-Atalanta: Inter propositiva! Jovetic brilla, due segnali Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1NuDhX8 Andrea Turano

jovetic

L’Inter debutta in campionato con una vittoria last minute grazie al capolavoro di Jovetic, ma Mancini può sorridere per quanto mostrato in campo. Tanti aspetti positivi, ma anche due segnali su cui intervenire quanto prima

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto per la prima di campionato: Handanovic; Santon, Miranda, Murillo, Juan Jesus; Medel, Gnoukouri, Kondogbia; Brozovic; Icardi, Palacio.

IL MODULO – Per il debutto stagionale Roberto Mancini si è affidato nuovamente al pratico e rodato 4-3-1-2 con il rombo a centrocampo. Cambia il vertice basso, che inizialmente è Gnoukouri, mentre quello alto è l’atipico Brozovic.

PRIMO TEMPO – Nella prima frazione di gioco l’Inter mette in mostra tutti suo pregi, ma l’inizio non è dei più promettenti: Gnoukouri appare spaesato davanti alla difesa, così Mancini corre praticamente subito ai ripari, riportando Medel nel suo ruolo naturale. Lo stesso cileno non brilla inizialmente da mezzala, mentre Kondogbia è costretto a ruotare in tutte le posizioni sulla mediana, mostrando lampi di classe. Il francese è il giocatore che fa la differenza per tecnica, fisico e movimenti: le sue lunghe leve non passano inosservate. Ed è a centrocampo che l’Inter mostra le sue trame migliori, fatte di una serie di passaggi che, però, non riescono ad aprirsi né sulle fasce né a insediarsi sulla trequarti. La difesa appare molto solida, ma in avanti si fatica andare al tiro. La sostituzione immediata di Jovetic per Icardi toglie pericolosità in area di rigore, ma aumenta notevolmente la qualità nerazzurra sia in fase di costruzione del gioco offensivo sia in fase di non possesso dal centrocampo in su. Il primo tempo termina a reti inviolate, ma l’Inter non sfigura.

SECONDO TEMPO – Dopo l’intervallo, l’Inter scende in campo con una modifica notevole a centrocampo: fuori Gnoukouri, dentro Hernanes. Il brasiliano si piazza sulla trequarti, mentre Brozovic arretra nel ruolo di mezzala destra. L’Inter adesso è più offensiva e si riversa fin da subito all’attacco, anche se con un po’ di disordine. Quando Carmona viene espulso, la superiorità numerica dà più sicurezza e forza ai nerazzurri, che cercano il gol con insistenza, pur continuando a faticare nel trovare la porta. Nei minuti finali esce Brozovic, stremato dopo aver chiesto da tempo la sostituzione, entra Manaj, che si piazza prima al centro e poi largo a destra nel tridente offensivo. L’Inter trova la rete solo al 93′ con un eurogol di Jovetic, ma l’1 a 0 finale è un risultato che può andare stretto per la nullità offerta dall’Atalanta, che ha patito le giocate dell’Inter per larghi tratti del match.

IL PROTAGONISTA – Se alla fine si è festeggiata la vittoria, non si può non ringraziare l’autore dello splendido gol decisivo: Stevan Jovetic. Ma anche senza questa perla, il montenegrino sarebbe uscito dal campo a testa alta. Jovetic è l’uomo ovunque dell’attacco nerazzurro: parte dal centro, si sposta a sinistra e a destra, è in area e fuori area, ma è soprattutto in attacco e a centrocampo. Proprio così: Jovetic arretra fino a centrocampo per prendere palla, la gestisce più di tutti aspettando il movimento dei compagni, proprio come il più tipico dei numeri 10. E quando la palla non la ha, la richiede a gran voce. Forse va su troppi palloni e non essendo in forma ottimale, ne paga con la lucidità, ma la sua prestazione resta notevole a prescindere dal gran gol realizzato.

IL COMMENTO – Sulla formazione scelta da Mancini c’è poco da discutere: forse non è la migliore possibile al momento, ma è senza alcun dubbio quella più concreta. Sia per motivi legati alla forma di alcuni e all’ambientamento sia per via del mercato in entrata e uscita. Come già detto, sono tanti gli spunti positivi visti in campo, ma visto che il mercato è aperto per l’ultima settimana, è bene considerare anche i due segnali apparsi evidenti. In primo luogo: la poca qualità dell’Inter in mezzo al campo. Il compitino viene fatto alla grande, ma non può bastare a certi livelli. Medel davanti alla difesa non è esattamente quello che può definirsi regista e allo stesso Gnoukouri non può essere buttato nella mischia così: Kovacic ha avuto questo tipo di “trattamento” al suo arrivo e al primo errore sono arrivate critiche da tutti i fronti. E’ un centrocampo da pochi gol, ma evidentemente è destinato a cambiare anche numericamente: non più tre mediani più un trequartista, ma solo due. In secondo luogo: la mancanza di pericolosità sulle fasce. In difesa quasi tutto perfetto, visto che Santon sulla destra ha dimostrato di essere il terzino più forte e completo in rosa in entrambe le fasi, mentre Juan Jesus a sinistra si è impegnato a tal punto da mostrare meno le sue lacune tecniche. Il brasiliano è andato più volte sul fondo, ha crossato e provato a battere a rete: non sarà mai un fluidificante di qualità, ma non per colpa sua. Serve un terzino puro sulla corsia mancina. In avanti, invece, un vero dramma: la confusione creatasi sulla trequarti porta l’Inter a doversi aprire per forza sulle corsie esterne. Ecco perché l’acquisto di due ali, probabilmente e possibilmente Perisic più un altro esterno offensivo all’altezza, dovrà essere concretizzato per forza di cose nelle ultime ore. Detto questo, Mancini può solo sorridere: la sua Inter inizia a prendere forma, anche se è ancora al 50%. Sia della forma sia del completamento della rosa.

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