Jeison Murillo ha parlato ai microfoni del “Corriere dello Sport”, trattando argomenti come l’esordio, l’arrivo in nerazzurro, la coppia con Miranda e i modelli di riferimento.
VOLTO NUOVO IN DIFESA – Il “Corriere dello Sport” ha intervistato uno dei volti nuovi della difesa nerazzurra, il colombiano Jeison Murillo. Ecco le sue parole:
Murillo, la prima volta non si scorda mai e lei domenica ha debuttato nell’Inter a San Siro
“Prima della partita ero un po’ in ansia, lo ammetto. Ma sono una persona molto tranquilla, riesco a prendere il controllo rapidamente e in genere sono sempre piuttosto lucido”.
Ha avvertito la pressione di dover vincere a tutti i costi?
“In un top club la pressione c’è sempre, non solo alla prima giornata. Poi è chiaro che in campo vanno i giocatori e sono loro a dover fare la differenza, mantenendo la mentalità vincente”.
Con tutto quello che è accaduto negli ultimi anni proprio la difesa aveva gli occhi addosso.
“Quando in un grande club ci sono dei problemi poi è normale che chi viene dopo con lo scopo di risolverli abbia la responsabilità di rispondere al meglio a chi lo ha scelto. Per me è un onore vestire questa maglia. Spero di dare alla squadra quello che serve e sarò felice di dare il mio contributo per risolvere i problemi”.
Murillo ha un modello, magari anche tra i giocatori che hanno gicoato nell’Inter?
“Facile rispondere: mi ispiro a Cordoba, mio connazionale. Fin da bambino lo guardavo giocare. Poi ci sono altri giocatori che ho apprezzato come Lucio e Samuel. Ma il mio modello di riferimento, come ho sempre ripetuto, resta Thiago Silva: ha tempismo, velocità, fisico e fa sempre la scelta giusta”.
E Miranda, che gioca al suo fianco?
“È accaduto poche volte, ma abbiamo il vantaggio di poter comunicare in spagnolo. Così a poco a poco miglioriamo la nostra conoscenza. Io credo di poter imparare molto dalla sua esperienza e forse lui può imparare da me cose che ancora non conosce”.
Vi eravate incrociati in Copa America, in Brasile-Colombia.
“Ma non ci siamo parlati. Quando sono con la mia nazionale non penso ad altro. Poi quella non era certo la situazione ideale anche perchè a fine amtch c’è stato parecchio nervosismo e pure una rissa…”.
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