“Repubblica” in edicola oggi prende spunto dalla conferenza stampa di presentazione di Felipe Melo per tracciare un identikit del giocatore fortemente voluto da Roberto Mancini ad Appiano Gentile. Ecco alcuni spunti
CARATTERE – Melo sembra un Cassius Clay del centrocampo: tatuaggi, risposte all’Ok Corral, sguardo ispirato, proclami decisi e frasi ieratiche. Mancini voleva un duro per guidare l’Inter dal punto di vista caratteriale. La presentazione ai giornalisti ha permesso di capire perchè il tecnico jesino insistesse tanto sul centrocampista brasiliano.
MISTO – Melo è un giocatore ormai cresciuto come ha lui stesso ricordato a proposito delle espulsioni facili in passato e diminuite in questi anni. E’ un irregolare ma non il classico “bad boy” sregolato alla Balotelli o Cassano. A 32 anni guarda al passato con una certa maturità e vuole portare nella sua nuova esperienza calcistica solamente le armi chiestegli da Mancini.
TRASCINATORE – All’Inter sperano fortemente di aver trovato il trascinatore che mancava da tempo, il “cattivo” che serviva a Mancini per rendere meno buonista lo spogliatoio nerazzurro.
Melo sarà determinante per l’Inter? Mancini se lo augura anche perchè ha insistito parecchio per averlo in squadra e la società lo ha accontentato.
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