La stampa insiste: Montoya bocciato, ma siamo davvero sicuri? Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1JOIbKT Riccardo Melis

montoya

Dopo la brutta prestazione nell’amichevole contro il Lecco di giovedì scorso Martin Montoya sembra essere tornato nuovamente nel mirino della stampa che già nel mese di agosto aveva ipotizzato un futuro lontano dall’Inter per lui; finora lo spagnolo non è riuscito a convincere Roberto Mancini ma siamo davvero così sicuri che il tecnico lo abbia già bocciato come dicono?

L’INFALLIBILE BARÇA – Il fatto che un club che punta da sempre in maniera decisa sui giovani provenienti dalla propria cantera lo abbia lasciato partire ha portato molte persone a diffidare da subito del suo effettivo valore anche se da questo punto di vista bisognerebbe dire che neanche i blugrana sono infallibili; basti pensare ai vari Jordi Alba, Gerard Piqué, Cesc Fabregas e Mauro Icardi lasciati partire quando militavano nelle giovanili perché non considerati all’altezza. Senza poi dimenticare che, a prescindere da questo, i calciatori che non hanno incantato il Camp Nou per poi fare bene da altre parti non mancano di certo (Alexis Sanchez e il già citato Fabregas).

MONTOYA IL PANCHINARO – Un’altra critica abbastanza comune è rappresentata dal fatto che in questi anni abbia sempre fatto la riserva, cosa che agli occhi di molti lo rende automaticamente un giocatore non degno di fare il titolare nell’Inter. Dubbio certamente condivisibile però anche in questo bisognerebbe tenere conto della presenza nel suo stesso ruolo di un certo Dani Alves che, pur non essendo più il fenomeno ammirato ai tempi di Pep Guardiola (anche se nell’ultima stagione ha dato segnali forti di ripresa) rimane comunque non solo uno dei migliori terzini attualmente in circolazione ma anche uno dei leader di quello spogliatoio.

MARGINI DI MIGLIORAMENTO – Il fatto che sia nato nel 1991 magari non lo rende più una giovane promessa ma neanche un giocatore fatto e finito, sopratutto considerando che per migliorare un calciatore deve scendere in campo con continuità e lui in questi anni al Barcellona non ha mai fatto più di tre presenze consecutive da titolare. Se a questo ci aggiungiamo che anche alcuni dei migliori terzini al mondo (chiariamoci, non che lui lo sia o lo diventerà) sono esplosi definitivamente intorno ai 25/26 anni rimane quindi da chiedersi se il Montoya visto in Spagna o in queste amichevoli sia necessariamente il Montoya che vedremo anche nei prossimi mesi.

UN CALCIO DIVERSO – Arriviamo infine al punto focale della questione ovvero il fatto che Montoya sia passato da un calcio come quello spagnolo ad uno completamente differente fatto di una cura maggiore delle fase difensiva e di tatticismi al limite del maniacale. Un passaggio reso ancora più complicato dall’aver trascorso tutta la sua vita (calcistica e non) a Barcellona, ovvero un ambiente più unico che raro dove i calciatori imparano a giocare in un determinato modo sin da bambini, motivo per il quale appare quantomeno esagerato pretendere che un paio di mesi bastino per adattarsi ad un nuovo paese a ad una nuova squadra.

ALMENO UNA CHANCE – Niente di tutto questo implica ovviamente che il giocatore sia destinato a diventare un grande campione o a prendere possesso della fascia destra nerazzurra, che non trova un titolare degno ormai dall’addio di Maicon, ma semplicemente che serva più di qualche panchina o qualche brutta amichevole per bocciare in maniera definitiva un giocatore al quale dovrebbero essere concessi almeno un altro paio di mesi per ambientarsi a Milano e alla Serie A più in generale.

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