“Repubblica” in edicola oggi riporta i risultati dell’indagine della FIFA sulle spese nel mondo del calcio per i trasferimenti dei giocatori. Le società italiane hanno investito una somma record in questa ultima sessione di calciomercato arricchendo, soprattutto, i procuratori
SPESE – Le società italiane hanno investito 389 milioni di dollari con un aumento del 55% rispetto allo scorso anno. Hanno incassato 274 milioni di dollari. Un anno fa il bilancio presentava un pareggio sostanziale.
GIOCATORI – In Italia si è speso di più ma si sono comprati meno giocatori anche per via del tetto alle rose. Questo ha comportato un innalzamento del valore medio dei trasferimenti a 6,1 milioni di dollari. Il principale partner commerciale è stata la Liga spagnola e si sono acquistati meno giocatori a parametro zero mentre sono aumentati quelli a titolo oneroso.
INGAGGI – Si spende di più in ingaggi che in cartellini. Spiega Goddard, general manager di FIFA TMS: «La ripresa dell’Italia si spiega con la ciclicità delle spese. Si alternano anni di crescita seguiti da altri di frenata. L’Italia ha incrementato le spese pur restando nettamente dietro l’Inghilterra. Gli stipendi dei club asiatici stanno ormai arrivando al livello di quelli europei».
PROCURATORI – In tutto questo chi ci guadagna maggiormente sono i procuratori dei giocatori: 45,3 milioni di dollari di commissioni, una gabella di circa 566mila dollari su ogni affare. Non si può dire che non sia una professione redditizia.
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