Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile nerazzurro, ha partecipato oggi al programma Gazza Offside di “Gazzetta TV”. Il dirigente interista ha parlato dell’Inter e della sua attenzione verso i vivai, dei giocatori che proprio con le giovanili interiste hanno mosso i primi passi e dei prospetti che, in futuro, potrebbero diventare ottimi professionisti
IL PRESENTE – Ai microfoni di “Gazzetta TV”, Samaden ha ricordato alcuni ex Primavera nerazzurri oggi professionisti affermati, in Italia e all’estero:
«Balotelli, Bonucci e Santon sono il passato e ora bisogna pensare al presente. Nello scorso Europeo Under 21 c’erano sette ragazzi del vivaio interista nella Nazionale italiana. Penso a Longo, Crisetig e Biraghi. Ma anche a Caldirola e Donati, che sono all’estero da diversi anni.»
IL FUTURO – L’Inter si è costruita negli anni la fama di società molto attenta al settore giovanile, ricevendo per questo attestati di stima ovunque. Alla domanda su quali siano le peculiarità che contraddistinguono il club nerazzurro, Samaden non ha dubbi:
«La nostra caratteristica è sicuramente la continuità. Per fortuna la società ci ha sostenuto. Prima con Moratti e ora con Thohir. Se la società ci crede e ci dà una spinta, tutto è una conseguenza.
Su chi punto per il futuro? Punterei su Bonazzoli, Camara e Puscas. Occhio anche a Rocca nella Sampdoria, ma anche Palazzi, che è a Livorno. Potranno arrivare molto in alto, anche se, forse, ci metteranno più tempo.»
SU CHI PUNTO – Il responsabile del settore giovanile interista conclude la chiacchierata indicando i giocatori del vivaio su cui punterebbe e spiegando quali modifiche andrebbero approntate per migliorare il passaggio al calcio professionistico di tanti giovani:
«Benassi non era uno dei top, invece ora sta facendo bene. Radu in prospettiva è un top player a livello italiano ed europeo. Punterei anche su Pinamonti, che è da noi da quando aveva 14 anni, ma anche su Zinho Vanheusden, un difensore belga appena arrivato dallo Standard Liegi.
La nostra organizzazione nel lavoro ci permette di arrivare prima di altri club, che magari hanno più fondi rispetto a noi.
Cosa serve per permettere a un giocatore di fare bene il salto di qualità dalla Primavera alla prima squadra? Credo che ormai siano diventate importanti e determinanti le seconde squadre.»
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