Nel corso della conferenza stampa di presentazione di Perisic e Ljajic, l’attaccante serbo si è lasciato sfuggire anche un retroscena sulla scelta del numero di maglia, cambiato a tempo record
RETROSCENA – Ecco le parole di Adem Ljajic: «Ho parlato subito con Dejan Stankovic e siccome il numero 22 era occupato, ho scelto il 20 che era libero. Poi mi è stato detto che Dodò voleva cambiare numero di maglia (ha lasciato il 22 per il 6, appena liberato da Marco Andreolli, ndr) e quando l’ho saputo ero contentissimo, perché si era liberato il mio 22. Ho sempre avuto il 22: al Partizan Belgrado, alla Fiorentina, lo avevo preso anche alla Roma quest’anno dopo la cessione di Mattia Destro. Per me è importantissimo, significa tanto».
LJAJIC MATURO – Smentita, dunque, la voce che vedeva Ljajic chiedere il cambio di numero all’altro ex giallorosso Dodò. Il serbo in conferenza stampa, inoltre, ha ammesso di aver fatto molti “casini” in passato, ma che adesso è maturato ed è pronto a crescere ancora di più indossando la maglia dell’Inter. Che anche questo sia un sintomo di una maturazione acquisita? Ljajic non ha chiesto nulla, Ljajic non ha costretto nessuno, Ljajic si è solo adeguato a quanto gli offriva il momento. E poi, vuoi per il caso vuoi perché Dodò è attento ai dettagli e voleva fare un regalo al suo nuovo compagno di squadra, il cerchio si chiuso: Ljajic indosserà il suo amato numero 22. E va bene così. Ora parola al campo.
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