Mihajlovic sfida Mancini: “Chi vince paga, OK?”. I dettagli Leggi la notizia completa qui: http:/ /ift.tt/1JZREwN Andrea Turano

Mancini Mihajlovic

Nella lunga lettera di Sinisa Mihajlovic alla “Gazzetta dello Sport”, l’allenatore serbo mostra un lato umano forse oscurato dal ruolo di sergente che ha sempre dimostrato in campo e panchina, ma di spessore: e lancia la “sfida” a Roberto Mancini

GRAZIE MILANO“Sono sempre stato grato a chi nella mia vita mi ha dato la possibilità di esprimere le mie qualità umane e professionali. Mi sento un uomo fortunato, per quello che finora ho visto, provato, realizzato. Per i sogni che sono diventati realtà. E parte di queste grandi soddisfazioni le ho vissute a Milano dove ho concluso la mia carriera di giocatore e intrapreso quella di allenatore. Avere la possibilità di giocare il derby in questa città, prima come atleta e ora come tecnico, lo considero un grande privilegio, un orgoglio, una medaglia da appuntarmi sul petto. Lo stesso dirò ai miei giocatori prima della partita di domenica sera: facciamo questo mestiere per vivere nottate così, in uno stadio come San Siro, davanti a tifoserie appassionate come quelle di Milan e Inter“.

LA SFIDA DEL CUORE“Un giorno guardando indietro, tra i momenti che riaffioreranno, ci saranno questi. E allora ho pensato che sarebbe bello, per chi come me ha vissuto e vive questo privilegio, simbolicamente poter restituire qualcosa a questa città, almeno due volte all’anno, nei giorni dei derby, i giorni in cui il cuore di Milano batte a San Siro. E aiutare chi, in questa città, è molto meno fortunato di noi. So per esperienza che i due club fanno moltissimo per la solidarietà. La mia è solo una iniziativa personale e una “sfida del cuore” che lancio a chi come me da Milano ha avuto tanto, il mio amico e quest’anno avversario due volte, Roberto Mancini. L’idea è questa: scegliamo prima di ogni stracittadina una associazione bisognosa o una categoria in difficoltà, da aiutare con una offerta e poi chi vince il derby… paga. Dopo una vittoria lo slancio di generosità sarà ancora più alto del solito. E se dovessimo pareggiare, non divideremo, ma raddoppieremo la somma”.

MANCIO, CI STAI?“Ho sempre pensato che gli atti di solidarietà debbano essere privati e non pubblici, ma credo che questa iniziativa potrebbe avere un positivo effetto di emulazione, magari anche tra i nostri giocatori e tra i tifosi di Milan e Inter: avversari leali, ma mai nemici. C’è un dramma che esiste da tanti anni e che negli ultimi giorni è diventato sempre più pressante: quello dei migranti. Non voglio aprire dibattiti, io faccio solo l’allenatore di calcio. Ma a Milano so che ci sono associazioni che si occupano di aiutare chi oggi vive questo dramma e cerca accoglienza. Ne sceglieremo una. È l’occasione pubblica per dare una mano in più, al di là di quanto ognuno di noi fa già in privato. Chi vince il derby, paga. Mancio, ci stai?.

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