Inter-Milan: Guarin la decide, ma stupisce Juan Jesus! Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1iouN7m Andrea Turano

Juan Jesus

L’Inter vince il derby, con non poca sofferenza nel finale, e guarda tutti dall’alto verso il basso: primo posto in classifica a punteggio pieno! Non possono esistere critiche per quello che si è visto in campo, considerata anche l’emergenza difensiva e fisica nel corso del match. Tre punti d’oro: Guarin decisivo, ma Juan Jesus da applausi

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto per il primo derby stagionale: Handanovic; Santon, Medel, Murillo, Juan Jesus; Guarin, Felipe Melo, Kondogbia; Perisic; Jovetic, Icardi.

IL MODULO – Non cambia, almeno inizialmente, l’assetto tattico scelto da Roberto Mancini: spazio al 4-3-1-2. Debutto per entrambi i vertici del rombo: davanti alla difesa c’è Felipe Melo, dietro le punte Perisic, che allargandosi sulle corsie laterali permette il passaggio momentaneo al 4-3-3.

PRIMO TEMPO – Nella prima frazione di gioco l’Inter rischia subito di andare sotto a causa di una leggerezza di Murillo, che regala palla al Milan, ma Handanovic è bravissimo in chiusura su Luiz Adriano. Nel finale, invece, è Diego Lopez a fare la medesima parata su Icardi, lanciato a rete. Nel mezzo, poche occasioni, ma tante emozioni e un susseguirsi continuo di giocate da una parte e dall’altra. La difesa dell’Inter balla troppo al centro, ma con il passar del tempo Medel inizia a prendere le misure da centrale. Ottime, invece, le prestazioni dei terzini, in particolare Juan Jesus, che fa suo ogni pallone ed è senza dubbi il migliore dei suoi. Felipe Melo in mezzo al campo mette subito ordine, ma Kondogbia è fuori dal gioco e Guarin sbaglia troppi tocchi, dunque l’Inter fa fatica a creare gioco in mezzo. Perisic non trova la posizione ideale, ma quando si allarga a destra o a sinistra, l’Inter riesce a portare qualche pericolo in più in area. A creare gioco e pericoli è Jovetic, spalleggiato male da Icardi, ma è ancora troppo poco per meritare il vantaggio. In definitiva, l’Inter gioca bene e gestisce in maniera adeguata la palla, ma mancano i guizzi giusti in ogni reparto. Il primo tempo termina 0 a 0, servirà un cambio di passo per cambiare anche l’inerzia della partita.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa Mancini non cambia gli uomini, ma l’Inter inizia subito in maniera aggressiva. Il Milan non si nasconde, ma quando sale in cattedra Guarin, nessuno riesce a fermarlo: il colombiano si crea da solo l’occasione da gol e la finalizza al meglio, con un chirurgico sinistro da fuori area. Da questo momento il Milan cambia atteggiamento e l’Inter paga la stanchezza, pur riuscendosi a difendere in maniera egregia. L’arbitro Rocchi grazia il rossonero Kucka, autore di due falli ravvicinati che avrebbero meritato ben più del semplice giallo: è lui a causare il KO del granitico Juan Jesus, che si ferma solo davanti all’infortunio. Esce Juan Jesus (in barella), entra Alex Telles (al debutto). L’Inter suda freddo solo sul palo di Balotelli e sulla punizione dello stesso numero 45, ma Handanovic si supera ancora. Escono anche Jovetic e Perisic, dentro Palacio e Ranocchia. L’Inter chiudere tutta dietro: 3-5-2 dove Ranocchia guida la difesa con Medel e Murillo ai suoi lati, mentre Santon e Telles sono talmente bassi da trasformare il modulo in un difensivissimo 5-3-2. Termina 1 a 0 con sofferenza finale, ma la gioia è ancora maggiore.

IL PROTAGONISTA – Qualcuno potrebbe pensare subito a Fredy Guarin, autore del gol vittoria. Prestazione opaca la sua, ma gol splendido e pesantissimo. A fare la differenza, però, è forse il giocatore che meno ti aspetti: Juan Jesus. Innanzitutto, considerando la difesa a quattro senza Joao Miranda in mezzo e con Gary Medel reinventato centrale al fianco di Jeison Murillo, tutti gli occhi sono puntati sul pacchetto arretrato nerazzurro e sono tutti pronti a criticare il primo a sbagliare. Sbaglia Murillo. Sbaglia Medel. E Juan Jesus? No, Juan Jesus non sbaglia. Anzi, fa di più: blocca tutte le offensive rossonere, senza distinguere gli avversari. Bacca, Luiz Adriano, Honda, Bonaventura, Abate e via dicendo: sbattono tutti contro il numero 5 nerazzurro e finiscono a terra. Il brasiliano blocca e riparte. Tiene benissimo la linea difensiva e fa una diagonale da 10 in pagella: sarebbe stato un gol certo, ma salva tutto dopo che il Milan era riuscito a bucare la coppia centrale dell’Inter. Nessuno sembra poterlo fermare, ma poi ci pensa Juraj Kucka: Juan Jesus esce in barella e l’Inter inizia a soffrire le avanzate del Milan, soprattutto sulla corsia destra (la sinistra dell’Inter, ndr). E’ un vero piacere vedere una prestazione del genere da un giocatore spesso criticato, ma che sta finalmente trovando la sua dimensione ideale: da terzino sinistro, ruolo in cui riesce a essere tanto cattivo quanto utile quando si tratta di metterci grinta e fare pulizia. Bravissimo.

IL COMMENTO – Sulla formazione scesa in campo c’è solo da fare i complimenti a Mancini, perché si è assunto tante responsabilità e alla fine ha avuto ragione. Medel difensore centrale al posto dell’infortunato Miranda e preferito a Ranocchia nella difesa a quattro, nonostante un inizio un po’ sottotono della retroguardia (colpevole Murillo), si è dimostrato all’altezza del ruolo: grinta, concentrazione, velocità e chiusure anche contro i fisici giocatori rossoneri. Su Juan Jesus terzino sinistro, titolare nonostante l’arrivo di Alex Telles, si è già detto tutto. In mezzo al campo sontuosa la prestazione di Felipe Melo, che ancora non è neanche al 50% della sua forma ideale, ma fa già la differenza sia a livello tattico sia a livello tecnico. Da rivedere il lavoro della mezzali, perché nel centrocampo a tre possono e devono dare di più: Guarin alterna alti e bassi da sempre, ma la pressione di Brozovic può fargli bene; Kondogbia, invece, sembra venir fuori solo alla distanza, invece dovrebbe trasformarsi in un martello fin dal primo minuto. Da registrare Perisic, che da trequartista ha poco senso (pur avendo un altro passo rispetto a Hernanes), mentre da ala potrebbe diventare una risorsa enorme. Unico appunto, un po’ negativo, sull’attacco: Icardi sicuramente non era al meglio, ma sembra sempre meno centravanti e più attaccante totale. Considerando che Jovetic alle sue spalle fa tutto e di più, l’argentino dovrebbe tornare il finalizzatore che era fino a pochi mesi fa: il montenegrino, senza nessuno schema da seguire, è capace di fare la differenza con pochi tocchi, ma necessita di una spalla che segua le sue giocate. Il potenziale è incredibilmente elevato, Mancini può sfregarsi le mani e lavorare sodo: l’Inter sta tornando. Forse.

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