L’Inter batte anche il ChievoVerona e dopo quattro giornate di campionato è ancora prima, solitaria, a punteggio pieno. Termina 0 a 1 grazie al gol di capitan Icardi, ma Mancini può essere soddisfatto della prestazione generale: sugli scudi Medel dietro e Kondogbia in mezzo
LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il ChievoVerona: Handanovic; Santon, Medel, Murillo, Telles; Guarin, Felipe Melo, Kondogbia; Perisic; Jovetic, Icardi.
IL MODULO – L’assetto tattico iniziale è il confermatissimo 4-3-1-2, che viene subito stravolto grazie ai movimenti continui di Jovetic (seconda punta decentrata sulla sinistra e in mezzo) e soprattutto di Guarin (mezzala e ala destra) e Perisic (trequartista e ala ovunque). L’Inter attacca con il 4-2-3-1 e si difende con il 4-3-2-1.
PRIMO TEMPO – Nella prima frazione di gioco l’Inter fa un buon possesso di palla, ma il Chievo è squadra tatticamente formidabile e tecnicamente da non sottovalutare. Sempre attenti nelle chiusure e rapidissimi nelle ripartenze, l’Inter soffre un po’ gli spunti dei padroni di casa, ma non si può parlare si sofferenza vera e propria perché la difesa e Handanovic fanno un buon lavoro. L’Inter si fa notare per i continui cambiamenti di modulo in fase di costruzione della manovra, grazie alla polivalenza dei suoi uomini più eclettici. In mezzo al campo domina Kondogbia, che fa anche il cross che porta al gol di Icardi, astuto nello sfruttare un controllo errato della difesa veronese: finta su Bizzarri e palla in rete. Primo gol stagionale per il neo-capitano nerazzurro, che finalmente si sblocca. Il primo tempo termina sullo 0 a 1 per l’Inter, che svolta la partita, ma consapevole che l’aspetterà un secondo tempo molto impegnativo.
SECONDO TEMPO – Nella ripresa l’Inter riparte con gli stessi undici iniziali, ma l’assetto tattico si modifica un po’ per coprire meglio il campo: Guarin torna stabilmente sulla linea dei mediani, mentre le ali si allargano definitivamente sulle fasce. Il colombiano, comunque, si alterna spesso con Jovetic nella zona centrale del campo, per sostenere meglio le offensive nerazzurre per vie centrali. Perisic spreca nel momento in cui si poteva andare sul doppio vantaggio: dopo una sgroppata esaltante, calcia in porta anziché servire Icardi libero in area. Esce Murillo (infortunato), entra Ranocchia: Medel si sposta sul centro-sinistra, lasciando il centro-destra al neo-entrato. Nel finale fuori Jovetic e Kondogbia, dentro Palacio e Brozovic, . La squadra di Mancini gestisce bene il vantaggio, anche se il Chievo ci prova fino alla fine e infatti proprio nei minuti finali va in scena il pericolo più grande: Cesar impatta il pallone di testa, ma la palla va di poco a lato. Preziosissimo, nel finale, l’apporto d’esperienza di Palacio, che fa molto lavoro sporco per far rifiatare i suoi compagni di squadra. Lo stesso Icardi si allarga spesso nel ruolo di ala destra e poi pressa il portiere avversario in zona centrale. Triplice fischio finale: finisce 0 a 1, e va benissimo così. L’Inter conferma il suo primato in classifica. Ed ecco come Mancini termina, a livello tattico, il match:
IL PROTAGONISTA – Quando si vince e, nel complesso, si gioca a questi livelli, è difficile trovare un giocatore che spicca su gli altri. Anche perché, a essere sinceri, non si può neanche trovare un peggiore in campo o comunque un insufficienza concreta. Analizzando i 90′ nei minimi dettagli, uno su tutti però deve essere esaltato: Gary Medel. Il cileno gioca ancora nel cuore della difesa: inizia sul centro-destra di fianco a Jeison Murillo, poi si sposta sul centro-sinistra quando entra Andrea Ranocchia. Ma in entrambe le posizioni, Medel riesce a bloccare tutti. Anticipa gli attaccanti nel Chievo, li chiude in calcio d’angolo e allontana tutti i palloni pericolosi che si avvicinano alla porta difesa da Samir Handanovic. Nonostante l’altezza non elevata, Medel riesce a fare la differenza anche negli scontri aerei: di testa è pulito e preciso e quando si piazza nella sua zolla, è impossibile avere la meglio contro di lui. Prestazione maiuscola per Medel, che da difensore sta dando il meglio di sé. Una scoperta piacevole per l’Inter di Mancini.
IL COMMENTO – Questa volta Mancini riesce a prendere tutti in contropiede: niente turnover, in campo vanno i titolari. E la partita è preparata benissimo e viene letta anche meglio durante il suo svolgimento: l’ingresso in campo di Rodrigo Palacio è la vera perla di una partita perfetta. La conferma di Medel in difesa è stata la mossa vincente, per non parlare della prestazione di Geoffrey Kondogbia, che tutti credevano potesse andare in panchina perché poco lucido. Il francese, invece, mette in mostra tutto il suo talento: un centrocampista così completo, elegante e allo stesso tempo concreto non si vedeva da tempo in nerazzurro. Non è il caso di fare titoloni su di lui, ma l’impressione è che il meglio deve ancora venire. L’Inter, comunque, sembra finalmente una squadra seria: cambia modulo con facilità in base a ciò che serve. I terzini attaccano e difendono: Davide Santon non è più il “Bambino” di una volta, adesso è un uomo con gli attributi; Alex Telles è protagonista di un debutto all’altezza: prezioso in entrambe le fasi, può apportare il salto di qualità richiesto in quella zona del campo. I centrali danno sicurezza, anche perché Felipe Melo, pur iniziando un po’ sottotono, finisce per prendere la squadra in mano e, da leader nato qual è, non permette al Chievo di avvicinarsi al pareggio. Ivan Perisic è la variante tattica che può cambiare l’inerzia del match in ogni istante: ancora non è in palla, ma si rende protagonista di tre-quattro azioni di altissimo livello. Con Stevan Jovetic e Mauro Icardi ci sarà da divertirsi. Se questa è l’Inter che aveva in mente Mancini quest’estate, quando l’amalgama avrà raggiunto un livello elevato, ci si potrà togliere più di una soddisfazione. Intanto, pur essendo brutti da vedere (per gli altri), l’Inter guarda tutti dall’alto verso il basso.
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