Domani l’Inter torna ad affrontare quel Verona che un anno fa costò la panchina a Walter Mazzarri. Il tecnico accusò anche la pioggia per quel brutto pareggio casalingo, ma a distanza di un anno ha smesso di piovere?
“E poi ha cominciato a piovere”. Questa frase, pronunciata da Walter Mazzarri al termine di un brutto Inter-Verona 2-2, ha consegnato alla storia (suo malgrado) il tecnico livornese che di li a poco sarebbe stato esonerato per far posto a Roberto Mancini. Sicuramente Mazzarri non fu esonerato per aver dato alla pioggia la colpa dell’ennesimo stop della sua Inter, quella fu probabilmente la goccia che fece traboccare un vaso già da troppo tempo sul livello di guardia. Mazzarri, tecnico inviso alla tifoseria forse anche oltre i suoi demeriti, fu esonerato perché la società non vide altra via d’uscita da quella che era diventata una crisi tecnica, di gioco e di risultati apparentemente impossibile da stoppare. Mazzarri pagò anche un rinnovo del contratto deciso da Marco Fassone (probabilmente anche questo ha pesato nel recente siluramento dell’ex DG) e mai digerito da Erick Thohir, ma a un anno di distanza si può dire che ha smesso di piovere?
ATTENDIAMO IL SERENO- E’ passato quasi un anno da quell’umida nottata milanese, domani l’Inter ritroverà sulla sua strada il Verona, quindi è lecito fare un bilancio. Tanta acqua (per restare in tema) è passata sotto i ponti, l’Inter di oggi è radicalmente diversa da quella di allora. Ha cambiato tecnico, ha cambiato quasi l’intera rosa, ma ha cambiato soprattutto prospettive e ambizioni. Se quella di Mazzarri era un’Inter che navigava a vista, senza grandi ambizioni nel mercato e con un tecnico forse troppo “provinciale” per l’ambiente di una grande, quella di Mancini è un’Inter di rinnovate ambizioni con conseguenti investimenti all’altezza, con un tecnico di fama internazionale che è stato determinante nel convincere diversi giocatori a sposare il progetto di un’Inter fuori dalle competizioni europee, ma con la promessa di tornare il prima possibile ai grandi livelli che competono al suo blasone. Anche la società sembra molto più convinta e decisa, Mancini è “il tecnico di Thohir”, mentre Mazzarri era ancora “il tecnico di Moratti” e anche questo non può non avere un peso. Ora, con l’Inter che ha rinnovato radicalmente la sua pelle, è reduce da un ottimo avvio di campionato che la vede in testa a punteggio pieno, si può dire che ha smesso di piovere? NI, diciamo. La tempesta sembra passata, in questo momento stiamo mettendo il naso fuori dalla finestra per sincerarci che il peggio sia veramente passato. Sembra non piova più, sembra di intravedere qualche sprazzo di sereno tra le nubi, ma ancora non è il caso di avventurarsi troppo all’aperto: si sa come è il clima di fine estate, basta veramente poco per trasformare una potenziale tempesta in una splendida giornata di sole o viceversa, sicuramente lo sa bene anche Roberto Mancini che, pur professando ottimismo, certamente non ha conservato il suo ombrello.
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