Inter-Verona: vittoria di misura, Telles è la svolta tecnico-tattica Leggi la notizia completa qui: http:/ /ift.tt/1Wjzdeh Andrea Turano

Telles

Dopo il ChievoVerona, l’Inter batte di misura anche i cugini dell’Hellas Verona e con cinque vittorie in cinque partite rimane in testa solitaria. Quindici punti non sono niente ancora, ma i dieci sopra la Juventus fanno clamore. Nerazzurri cinici, ringraziano Melo per il gol, ma soprattutto Telles per la prestazione monstre

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare l’Hellas Verona: Handanovic; Santon, Miranda, Medel, Telles; Guarin, Felipe Melo, Kondogbia; Ljajic, Perisic; Icardi.

IV3

IL MODULO – L’assetto tattico iniziale è il nuovo 4-3-2-1, ovvero l’albero di Natale che si fa forte dei due “finti” trequartisti alle spalle di Icardi. Sulla trequarti, infatti, ci sono Ljajic sul centro-destra e Perisic sul centro-sinistra, ma per natura si allargano continuamente sulle corsie laterali, trasformando il modulo in un 4-3-3 vero e proprio.

PRIMO TEMPO – Nella prima frazione di gioco l’Inter inizia sottotono, anche se l’Hellas Verona non sembra brillantissimo. Con il passare dei minuti la tecnica dei giocatori a disposizione di Mancini inizia a farsi notare, soprattutto quando Ljajic e Perisic, anziché aspettare palla per vie centrali, si allargano sulle rispettive fasce e fraseggiano bene con i terzini nerazzurri, tagliando poi in mezzo e rendendosi pericolosi. Il Verona si difende con undici giocatori dietro la linea della palla e c’era da aspettarselo, considerando che, compreso il portiere, sono sette i difensori (di nascita) in campo. Prima frazione non entusiasmante, dove si notano soprattutto gli errori di misura di Guarin in mezzo e le ottime avanzate offensive di Telles sulla corsia sinistra. Il primo tempo termina a reti inviolate: uno 0 a 0 che non dice molto, ma che permette a Mancini di preparare l’attacco nella ripresa, avendo a disposizione una panchina di primissima qualità.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa l’Inter riparte con gli stessi undici iniziali, ma è il Verona ad andare vicinissimo al gol: Sala colpisce una trasversa clamorosa che salva Handanovic, ma la beffa arriva sul capovolgimento di fronte. Infatti, l’Inter si guadagna un calcio d’angolo battuto magistralmente da Telles, che trova in area di rigore l’incornata poderosa di Melo: Rafael non può nulla ed è il gol dell’1 a 0. Primo cambio per Mancini: esce Ljajic, entra Jovetic. Da questo momento l’Inter inizia a essere molto più pericolosa in fase offensiva, ma Mancini non è soddisfatto: fuori Kondogbia, dentro Biabiany. Il ritorno in campo del francese ex Parma non colpisce solo perché avviene dopo un anno di inattività forzata, ma anche perché stravolge tatticamente l’Inter dopo essere passata in vantaggio: si passa al 4-2-3-1, con Guarin a far coppia con Melo in mezzo al campo, sulla trequarti Biabiany a destra, Jovetic in mezzo e Perisic a sinistra, che supportano Icardi. E’ l’Inter a fare la partita: si cerca il gol del raddoppio, che non arriva. Il Verona non ci sta, anche perché la stanchezza dei nerazzurri si fa notare: sbagliano praticamente tutti e anche in maniera inaspettata. Passaggi brevi, lanci lunghi, perfino qualche chiusura. Gli unici due a essere praticamente sempre perfetti e precisi sono Medel dietro, che blocca chiunque e spazza come si dovrebbe fare sempre in un momento di pericolo, e Telles sulla sinistra: grande prova la sua, fino alla sostituzione. Nel finale, infatti: fuori Telles, dentro Ranocchia. L’Inter adesso si difende, ma non si fa in tempo neanche a capire il posizionamento adatto della nuova difesa: ci si riversa in attacco a fare melina, in attesa del triplice fischio finale. E quando arriva, esplode San Siro: la partita termina 1 a 0. Inter batte Verona e vola a punteggio pieno, prima in classifica a 15 punti.

IL PROTAGONISTA – Da interista, esaltare ancora Felipe Melo dopo che l’intera stampa italiana gli ha vomitato di tutto addosso, mi sembra inutile. Non volendo fare il loro gioco, vista la stima che nutro per il mediano brasiliano, mi concentro sul giocatore che più di tutti mi ha stupito durante Inter-Verona: Alex Telles. Sarebbe banale ridurre tutto al gol: cross perfetto da calcio d’angolo e Melo non dà scampo al portiere avversario. Un mese fa questa rete sarebbe valsa l’1 a 0 del Galatasaray, ma adesso i due brasiliani di Turchia si sono presi l’Inter. Eccome, se la sono presa! Telles sulla sinistra prima controlla, poi avanza e infine va sul fondo. A volte arriva il cross, a volte il passaggio in mezzo, altre volte c’è l’angolo, ma il pericolo è costante. Qualche volta torna anche indietro, per far partire l’azione dalle retrovie e magari spostarla sulla fascia opposta, ma ciò che stupisce di Telles è la facilità di corsa palla al piede e non. Una spina nel fianco continua che, se accelera, rischia di bruciarti. Se dà sfogo alla sua tecnica individuale, può anche spiazzarti. In difesa è pulito, anche se ancora c’è da migliorare. In attacco è prezioso, ma può fare ancora molto di più. Stupisce, però, il suo modo di equilibrare le due fasi di gioco e quindi si presenta ai suoi compagni come un perfetto equilibratore tattico. L’infortunio di Juan Jesus gli ha permesso di essere buttato nella mischia, ma se continua così sarà difficile farne a meno. La svolta tecnico-tattica dell’Inter del Mancini 2.0 potrebbe essere lui: un terzino sinistro così si cercava da tempo e può solo migliorare. Chapeau.

IL COMMENTO – Il modulo scelto da Mancini è semplicemente perfetto per affrontare una squadra chiusa in difesa dal primo minuto. Il doppio trequartista, che equivale ad avere in campo due ali tuttofare, è pensato per non dare punti di riferimento. E infatti, appena Ljajic e Perisic attaccano gli spazi o si accentrano, creano scompiglio. Manca la precisione, manca l’affiatamento con il resto della squadra, ma per il resto la mossa è giusta. Il tecnico jesino si dimostra all’altezza della situazione quando decide di mettere in campo Jovetic, nonostante il gol appena segnato. Stupisce, invece, l’inserimento di Biabiany: non per motivi tattici (allargare il gioco per chiudere la partita era doveroso), quanto per aver fatto bruciare le tappe all’esterno francese. Da rivedere, però, la sostituzione di Kondogbia: il mediano ex Monaco sicuramente stava giocando con il fiato corto e ciò è dimostrato dai continui errori di misura, due su tutti, che potevano costare cari all’Inter. Ma oltre al francese, Guarin ha fatto molto peggio: serata storta per le due mezzali, che avrebbero meritato la panchina di coppia nella ripresa. Avendo Gnoukouri e soprattutto Brozovic in panchina, forse si poteva gestire meglio il doppio cambio finale, anche per cercare di soffrire meno aumentando la densità e i polmoni intorno al tattico Melo. Per il resto, l’Inter con il minimo sforzo porta a casa tre punti d’oro e ci sono tanti aspetti positivi: difesa ancora imbattuta, nonostante la coppia centrale al debutto (Medel superlativo, ma l’eleganza e la precisione di Miranda sono da applausi); i terzini fanno la differenza in entrambe le fasi (già approfondito Telles, Santon si sta imponendo su livelli notevoli); nessun espulso a centrocampo, pur avendo preso in serie l’ammonizione (Guarin all’inizio, Kondogbia a metà gara e Melo alla fine); attacco che dà tantissime varianti tattiche e tecnicamente di livello superiore (Icardi non è più il centravanti “ignorante” dell’era Mazzarri, ma giostra a tutto campo). Un appunto finale su Perisic: ancora non ha fatto nulla e deve trovare le giuste misure, ma quando accelera lascia indistintamente sul posto compagni e avversari. Una volta ambientato rischia di diventare il vero craque di questo nuovo corso nerazzurro. Se questi sono i presupposti, con 15 punti “brutti” c’è solo da sperare e sognare in grandi: se l’Inter diventerà “bella”, il gap potrebbe aumentare ancora.

facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Contenuto generato e fornito da Inter-News – Notizie Inter aggiornate 7 giorni su 7

Leggi la notizia completa qui: Inter-News http://ift.tt/1Wjzdeh
via IFTTT http://ift.tt/1VA0IzM #inter #interclubpavia #internews