L’Inter trova la quinta vittoria consecutiva, la quinta di misura e la quarta per 1-0. Un andamento lento in termini di gioco e di reti fatte, ma anche considerando quelle subite. Solo una, contro il Carpi ed un’imbattibilità che sfiora i 300 minuti. Le altre stentano, ma tutto questo sarà sufficiente per aggiudicarsi il tricolore?
Il calendario favorevole ha di certo agevolato la partenza sprint dell’Inter, almeno sulla carta: perché a ben vedere ma i come quest’anno sembra un’impresa vincere qualsiasi match. Lo dimostra la Juve e le difficoltà nel superare Chievo e Frosinone, il Napoli col Carpi ed Empoli, la Roma col Sassuolo e la caduta di ieri con la Samp. Il campionato si vince con le piccole, si suol dire, l’Inter sta rispettando non solo questa ma anche un’altra legge non scritta: a trionfare, alla fine, è sempre la miglior difesa. La squadra di Mancini ha poi caratteristiche tali da poter sbloccare le partite più chiuse e “fastidiose“, grazie ad una grande fisicità, abilità aerea e tecnica negli uomini offensivi. Tutto ciò non è un caso, è Mancini ad averla voluta così ricalcando in aprte quella che fu la sua prima Inter vincente dove Miranda recita il ruolo di Samuel, Felipe Melo quello di Cambiasso e Kondogbia quello di Vieira. In attesa che Guarin trovi la costanza di uno Stankovic ed Icardi sia decisivo come quell’Ibra, i nerazzurri guardano tutti abbondantemente dall’alto, consapevole che il gioco e l’ambientamento dei nuovi arrivati possono solo migliorare. In attesa dei recuperi chiave di Murillo e Juan Jesus, nonostante bene stiano facendo i sostituti Medel e Telles. Il trittico Fiorentina-Sampdoria-Juventus dirà tantissimo circa l’autentica candidatura, da favorita, di questa cinica e spietata Inter.
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